Un Orlando per i migranti

Oggi 3/10 giornata nazionale in memoria delle vittime delle migrazioni ho assistito presso il teatro Aurora di Scandicci allo spettacolo teatrale Orlando Tarantato, in cui esibiscono la loro passione artistica due compagni della Cgil Michaela D’astuto e Michelangelo Zorzit. Lo spettacolo è stato preceduto da un’introduzione del sindaco di Scandicci, dell’assessore donna alla pubblica istruzione e da uno studente che ha letto la poesia per i caduti nel mare di Pantelleria. Lo spettacolo vuole ribaltare il falso paradigma della contrapposizione tra cultura orientale e occidentale e rilanciare i temi del dialogo e del confronto. Si è ritenuto utile rivolgersi alle nuove generazioni con linguaggi che, anche attraverso la leggerezza e il divertimento, orientino i nostri studenti verso una nuova cultura dell’accoglienza. (Le parti in neretto sono tratte da art. Flc Cgil)

Lo spettacolo teatrale

Sconvenienti passioni serpeggiano tra i paladini della cristianità: la donna guerriero Bradamante arde d’amore per il musulmano Ruggero, mentre il paladino Orlando smarrisce la propria virilità alla sola vista dell’infedele Angelica. Il paladino recupererà il vigore grazie al flauto incantatore di Morgana, ma dovrà fare i conti con i bassi istinti del vecchio imperatore Carlo Magno e i tranelli tesi dal suo perfido consigliere Gano di Maganza.
legami amorosi tra pagani e cristiani – già presenti nell’epica cavalleresca rinascimentale – conducono così la vicenda a un esito inaspettato: la fascinazione per ciò che è diverso ha la meglio sul pregiudizio e i “sudditi” cessano di essere strumento di guerra, lasciando spazio alla spontanea fratellanza tra popoli e culture diverse. Nel teatro di pupi siciliani che fa da cornice alla vicenda, i guerrieri-burattino si emancipano dal filo di chi li governa rendendosi protagonisti della propria vicenda individuale, che diventa quindi metafora – in una prospettiva del tutto originale e ironica – dell’incontro-scontro tra le civiltà orientali e occidentali.
7 attori-cantanti, 2 ballerini e 6 musicisti danno vita a uno spettacolo fantasioso ed esilarante, che ha già trovato grande consenso presso ogni tipo di pubblico e che, recentemente, si è arricchito della partecipazione straordinaria di Alessandro Riccio, noto attore fiorentino. Nei molti brani appositamente composti per la commedia da Michelangelo Zorzit, suggestioni mediorientali e balcaniche convivono con la canzone italiana e con le sonorità dei Bizantina, gruppo che ha sempre ispirato la propria produzione alle tradizioni popolari del Sud Italia (tarante, pizziche, tammuriate, il teatro musicale di Roberto De Simone e la poesia di Eduardo De Filippo).
Con: Alessandro Riccio (Ruggiero), Leonardo Paoli (Orlando), Alessandro Scaretti (Carlo Magno), Giannina Raspini (Angelica), Anna Serena (Bradamante), Davide Arena (Gano di Maganza), Michaela D’Astuto (Morgana), Giulia Piana – Filippo Carli (danzatori), Michelangelo Zorzit (basso), Susanna Crociani (fiati), Michele Tumtam Tambor Lovito (percussioni), Boris Cammilli (batteria), Emiliano Benassai (fisarmonica), Marcello Melighetti (chitarra).
Regia: Riccardo Giannini
Coreografie: Luigi Ceragioli
Scenografie: Tuttascena
Costumi: Niccolò Gabbrielli
Arrangiamento cori: Lucia Sargenti
Aiuto regia: Simone Cantini
Musiche: Bizantin

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