Sostenibilità e RSI: Le B-corp e la legislazione italiana

24201456716_acfe95f79f_b_engine-ecologicalLe Società benefit sono sicuramente il derivato in lingua italiana delle Benefit Corporation (B-Corp), regolamentate dalle legislazioni di alcuni Stati U.S.A. (California, New York, Washington DC, Louisiana, Massachusetts, Colorado, Delaware), gli unici al mondo (oltre all’Italia) ad aver disciplinato il fenomeno delle società che, pur essendo entità for-profit, intendono coniugare l’obbiettivo del profitto con un loro positivo impatto verso il contesto (inteso non solo in senso ecologico) in cui operano.

In definitiva, lo scopo è produrre benessere nell’ambiente in cui la B-Corp opera e, quindi, di misurare i risultati dell’Impresa (e dei suoi amministratori) non solo sotto il profilo economico-finanziario ma anche sotto quello del raggiungimento degli obbiettivi di qualità che la B-Corp ha dichiarato come propria mission.

In Italia esistono 20 Società che hanno ottenuto la certificazione B-Corp, un’attestazione rilasciata da “B-Lab” (Ente non profit statunitense) il cui ottenimento e mantenimento è subordinato al raggiungimento di un punteggio minimo (80 punti su 200) attraverso un questionario relativo alla performance dell’Impresa nei diversi settori in cui opera ed ad una attività di verifica effettuata dell’Ente indipendente americano.

E’ utile specificare che il conseguimento della certificazione B-Corp non rileva minimamente per l’ottenimento della qualifica di Società benefit nel diritto italiano. Questa certificazione, secondo la Legge 208/2015, si consegue con l’inserimento nello Statuto delle indicazioni previste dalla legge stessa (SOCIETA BENEFIT: tipologia di Società –prevista dall’articolo 1 commi 376 e seguenti, Legge di Stabilità 2016- nel quale la normale attività d’impresa viene esercitata sotto le consuete forme giuridiche (Società di persone, di capitali o Cooperative) e secondo le regole generali dettate dal Codice Civile, ma perseguendo in aggiunta delle finalità di beneficio per la Collettività, operando in modo trasparente e sostenibile nei confronti del contesto sociale ed ambientale nel quale si trovano). E’ interessante notare il rapporto numerico tra le Società benefit italiane e quelle che hanno ottenuto il certificato di B-Corp e verificare quante società possiedano entrambe le qualifiche e quante, invece, una sola.

Secondo una recente indagine in Italia ci sono sette imprese B-Corp che hanno adottato anche la qualifica di Società benefit; due B-Corp sono studi associati professionali che, in quanto tali, non possono assumere la qualifica di Società benefit, salvo scegliere di svolgere l’attività professionale attraverso una società di professionisti (come da nostro attuale ordinamento); un’impresa B-Corp che ha la forma di “Società consortile a responsabilità limitata” la quale non può assumere la qualifica di società benefit in quanto riservata alle Società di persone, di capitali o cooperative); dieci B-Corp che hanno la forma di Società di capitale o di cooperativa ma che non hanno (per il momento) adeguato il proprio Statuto al fine di assumere la qualifica di Società benefit.

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