Banca Nuova: lettera dagli eredi

Le scriventi OO.SS. in data in data 23/12/16 hanno chiesto un incontro con il neo Presidente di Banca Nuova Salvatore Bragantini per dialogare sui temi d’interesse fondamentale per il futuro dei dipendenti di Banca Nuova. In data 10/01/17 si riceve la seguente risposta: “riteniamo opportuno affrontare i temi successivamente alle determinazioni che verranno assunte dagli Organi competenti in merito alle future linee di indirizzo e di governo ed in un’ottica complessiva di Gruppo”.

Presidente,
noi siamo gli eredi di Banca Nuova. Chi ha deciso che noi siamo gli eredi? La legge; la legge Amato o più precisamente la legge Ciampi. NOI siamo gli eredi di coloro che sedettero attorno ad un tavolo nel 1883 prima con la fondazione di Banca del Popolo e poi nel 2000 con la fondazione di Banca Nuova.

Da oltre un anno ci sentiamo dire che le ipotesi per il futuro della banca sono la fusione o la vendita. A parte la terza ed ultima remota ipotesi, che metterebbe a rischio la vita stessa dei 698 dipendenti rimasti, risulta sufficientemente chiaro a tutti che le colleghe ed i colleghi vivono le vicende aziendali con timore e profonda incertezza.

Nonostante l’impegno quotidiano di alcuni demolitori, detrattori e ascari Banca Nuova – banca commerciale del territorio – rappresenta ancora oggi una realtà strategica per l’assetto economico della nostra Regione e punto di riferimento per molte realtà produttive. Continua a dare un contributo effettivo all’economia del Sud Italia attraverso la valorizzazione dei territori, i rapporti con le istituzioni locali, le famiglie e le piccole imprese.

Si alzi il velo su Banca Nuova. I motori sono al minimo. Questo è un modo imprudente di procedere, utile solo a distruggere ricchezza. Quanto tempo resta a Banca Nuova per il suo rilancio?

Noi siamo disponibili a confrontarci su qualsiasi ipotesi che garantisca il mantenimento della mission e dell’occupazione. All’azionista chiediamo di salvaguardare il ruolo che da molti anni abbiamo: essere banca di un territorio che conserva risorse e potenzialità. Serve un azionista che garantisca l’organizzazione per continuare ad “essere” la banca del territorio.

Oggi più che fare il tifo per una ipotesi o per l’altra è fondamentale riflettere sulle conseguenze di un’assenza di strategia che potrebbe avere effetti devastanti sul nostro futuro. Un futuro che vogliamo sia certo e rassicurante. Un futuro da riprenderci.

Auspichiamo che tale suprema esigenza sia considerata il legittimo atto di responsabilità verso di noi, eredi, e verso tutti gli altri soggetti coinvolti in questa vicenda che ha scritto belle pagine della recente storia economica di Sicilia e Calabria.
16/01/2017

Le Segreterie di Coordinamento Aziendali

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Photo by Gazzola Francesco