Caso Riscossione Sicilia, chiesto un “tavolo” di coordinamento nazionale

La Cgil e la Fisac Cgil nazionale chiederanno che il caso Riscossione Sicilia e dei suoi lavoratori siciliani sia trasferito ad un apposito ‘tavolo’ di coordinamento nazionale, possibilmente promosso da tutti i sindacati. Tra gli obiettivi: segnalare al Ministero delle Finanze la necessità di costruire correttamente il passaggio all’Agenzia delle Entrate.

È questo l’esito dell’assemblea regionale Fisac Cgil dei lavoratori di Riscossione Sicilia tenutasi oggi pomeriggio nel Salone “Russo” della Camera del lavoro, alla quale hanno partecipato la segretaria nazionale Gianna Fracassi, la segretaria regionale di Cgil Sicilia, Mimma Argurio, il segretario organizzativo della Fisac Cgil nazionale Giuliano Calcagni, la segretaria della Fisac Sicilia, Francesca Artista e Massimo Cafari, RSA.

All’ordine del giorno la richiesta dei 695 lavoratori dell’ente di concludere il passaggio di Riscossione al nuovo Ente economico nazionale dipendente da Agenzia delle Entrate e dunque di avviare la discussione all’Ars (che potrebbe tenersi a partire dal 18 maggio) . Il rischio, secondo i sindacati, che in questa battaglia si muovono unitariamente, è che il caso Riscossione cada del dimenticatoio.

Per Giuliano Calcagni, “sono due le questioni prioritarie: Costruire un ente nazionale dei tributi chiedendo al Ministero di dare attenzione alla questione, e dare sostegno ai lavoratori di Riscossione Sicilia che da mesi sono sotto pressione, senza avere la possibilità di poter dire la loro sulle cose che non vanno”.
Aggiunge la segretaria Fracassi: “I lavoratori ci chiedono di avviare un percorso nazionale e chiedono ai parlamentari siciliani di avviare quest’importante discussione sul passaggio all’Ente economico. Crediamo sia interesse della Sicilia ma anche dell’Italia. Per questo il Governo nazionale non può stare a guardare”.