Incontro del tavolo politico sul Mercato del Lavoro e sulla Previdenza

Roma, 28 luglio 2017

Care compagne e cari compagni,

come sapete ieri si è svolto, dopo alcuni tavoli tecnici dei mesi scorsi, l’incontro del tavolo politico sul Mercato del Lavoro e sulla Previdenza (Fase 2). Il Ministro Poletti ha aperto l’incontro ricordando gli approfondimenti svolti negli scorsi mesi sia in tavoli tecnici sulle materie oggetto di confronto, sia attraverso le discussioni prodotte dal tavolo “Il lavoro che cambia” che vede il coinvolgimento di altri due Ministeri, il Miur e il Mise, discussioni che si devono ritenere parallele a quelle affrontate oggi. Dentro questi ragionamenti stanno ad esempio misure già più volte trattate come Garanzia Giovani, l’alternanza scuola lavoro, le competenze digitali.

Il Ministro ha poi ricordato come nelle prossime settimane, con la nota di aggiornamento del Def sarà più chiaro il quadro delle risorse disponibili. In merito alla situazione economica e finanziaria il Ministro ha evidenziato alla attenzione del tavolo alcune questioni: il possibile riconoscimento di una quota positiva di flessibilità che dovrebbe garantire risorse aggiuntive, il tema delle clausole di salvaguardia, i dati della crescita in miglioramento, le risorse che devono essere destinate al rinnovo dei contratti pubblici.
Sul Mercato del lavoro Poletti ha introdotto come quadro di riferimento i seguenti punti, da sviluppare nel confronto che riprenderà subito dopo la pausa feriale:

1) CPI e politiche attive. Sta continuando il confronto con le Regioni, con l’obiettivo di procedere in Legge di Stabilità al definitivo e strutturale assestamento, dei Cpi, con il passaggio alle Regioni del personale, la stabilizzazione dei precari e delle collaborazioni con l’utilizzo delle norme del decreto Madia, il rafforzamento (1600 tra tutor e CPI) non appena ci sarà l’accordo con le Regioni. Viene proposto di concludere la sperimentazione dell’Adr per farlo partire per tutti. Viene illustrata la volontà di trovare uno strumento simile all’assegno di ricollocazione per gli interventi nelle crisi aziendali, anticipando la fruibilità di politiche attive; 2) Sulla disoccupazione giovanile viene indicata la possibilità di riduzione del cuneo contributivo per le assunzioni di giovani (con target da definire) con una riduzione che poi mantenga nel tempo una qualche stabilità. La misura dovrà essere fiscalizzata per non penalizzare le pensioni dei giovani; 3) Viene proposta l’idea di una strumentazione di sostegno alla formazione qualificata nei processi di Industria 4.0 o similari, accompagnando al sostegno all’investimento anche un sostegno alla formazione di supporto; 4) È stato proposta la necessità di valutare alcuni interventi su ITS e sistema Duale per rafforzarne la praticabilità e l’utilizzo; 5) Il Ministro ha aperto alla possibilità di un intervento, anche in relazione alle numerose proposte di legge che sono in discussione, sul tema della Rappresentanza anche in relazione alle organizzazioni datoriali.

A seguito delle illustrazioni del Ministro, sono intervenuti i 3 Segretari Generali di CGIL CISL e UIL che hanno proposto valutazioni tra loro abbastanza condivise sulle misure proposte, valutando positivamente la volontà di condividere alcune soluzioni, in relazione alla prossima legge di stabilità o in tempi più lunghi per tutte le materie che solo parzialmente sono legate al reperimento di nuove risorse.

Sulla parte relativa al MdL, negli interventi di parte sindacale sono state sottolineati i punti considerati positivi, tra tutti quelli della rappresentanza, e quelli che necessitano di approfondimenti. Come Cgil, condividendo la proposta di un metodo di lavoro che nell’incontro ha esplorato le diverse tematiche oggetto di confronto, con l’obiettivo di riprendere per punti le diverse questioni in tavoli specifici abbiamo, sinteticamente, proposto le seguenti valutazioni.

Consideriamo necessario l’accordo con le Regioni sui CPI. Il processo di stabilizzazione dei lavoratori e di certa attribuzione delle funzioni in capo alle regioni è una delle questioni che chiediamo da tempo trovi una soluzione definitiva, anche in ragione del fatto che la riteniamo condizione propedeutica allo sviluppo di un sistema di politiche attive, la cui rete ancora non è stata né attivata né organizzata. Pur nella condivisione della necessità di sviluppare ed implementare le politiche attive, per noi rimane aperta e necessaria di intervento la questione degli ammortizzatori. In sintesi abbiamo citato alcuni degli argomenti che dovranno trovare momenti di confronto, dalle misure per le aree di crisi complessa che devono essere confermate e rafforzate, a quelle per le aree di crisi non complessa, alle differenze di strumenti che dobbiamo implementare nelle diverse condizioni di difficoltà, ai limiti del FIS. In questo quadro siamo disponibili a valutare una pluralità di strumenti che possono essere messi a disposizione nella gestione delle crisi, non ad individuare un solo strumento di anticipazione nella gestione delle crisi aziendali. Abbiamo rimarcato la necessità di affrontare il rilancio di alcune misure (Adr, Garanzia Giovani….) verificando prima i dati di utilizzo e di efficacia mostrati nelle fasi di avvio. Abbiamo evidenziato come vadano verificati anche gli esiti della decontribuzione (vedi Bonus Sud) ma come sia positiva, in luogo delle decontribuzioni a pioggia degli anni scorsi, la scelta di una misura selettiva, positivamente orientata solo alle assunzioni a tempo indeterminato e che comunque garantisca la copertura contributiva per i giovani coinvolti.

Nella sintetica replica finale il Ministro ha evidenziato come in questi mesi pur senza intaccare le previsioni del decreto 148 del job act si siano trovate alcune risposte specifiche alle difficoltà del sistema produttivo e ha evidenziato come il tema sarà parte del prosieguo della discussione.

Sulla previdenza il Ministro ricordando i risultati della Fase 1 e proponendo un metodo analogo di confronto, a partire dalle discussioni avanzate ai tavoli tecnici ha proposto i seguenti punti di riflessione:

1) Giovani, pensione di Garanzia. Il tema deve essere affrontato, partendo dal presupposto che creare occupazione stabile e di qualità è il presupposto più forte. Per il Ministro obiettivo è garantire al momento del pensionamento una misura dignitosa. Il tema ha una proiezione nel tempo e riguarda coloro che saranno esclusivamente contributivi. Quindi la discussione deve avere a riferimento i vincoli (1,5 e 2,8) con minori automatismi ed un insieme di misure previdenziali ed assistenziali per coprire le discontinuità contributive. Il Ministro ha sottolineato i vincoli di compatibilità finanziaria;

2) Previdenza complementare. Occorre affrontare il tema di come favorire le adesioni, quale tassazione di sostegno, come rendere meno rigido è vincolato uno strumento come RITA;

3) Il lavoro di cura e l’adeguamento della speranza di vita. I temi per il Ministro devono essere correlati, provando a trovare qualche correttivo per i lavoratori in condizioni più disagiate o più faticose (operando sulla aspettativa una sorta di sterilizzazione per specifiche categorie, anche in relazione all’APE). È stato rimarcato come esista uno sbilanciamento nell’accesso all’Ape tra uomini e donne e come vada recuperato;

4) Ha proposto un approfondimento sul tema della Governance dell’INPS, con l’impegno di arrivare ad una legge;

5) Perequazione dei trattamenti pensionistici in coerenza a quanto scritto nel verbale della Fase 1.

Su questa parte nei diversi interventi di parte sindacale sono state proposte diverse valutazioni, tutte coerenti e condivise. Come Cgil abbiamo certamente apprezzato la parte delle proposte inerenti la pensione di Garanzia per i giovani e la volontà di dare un messaggio di certezza di futuro previdenziale per le giovani generazioni. Abbiamo rimarcato la nostra disponibilità a ragionare di come rafforzare la previdenza complementare che deve comunque rimanere il secondo pilastro e quindi deve trovare degli equilibri nei diversi “utilizzi flessibili” che si propongono. Più articolate invece le nostre valutazioni sulla parte del lavoro di cura e dell’adeguamento alla aspettativa di vita. Abbiamo rimarcato come l’innalzamento della aspettativa sia un problema per tutti i lavoratori, che il rischio sia quello di arrivare alla cancellazione della pensione anticipata. Sul lavoro di cura abbiamo sottolineato come serva una strumentazione generale che recuperi le tante disparità generate.
Il confronto ha dimostrato la buona tenuta unitaria di Cgil Cisl e Uil, frutto del lavoro comune di questi mesi sui temi del lavoro, della previdenza, della rappresentanza e della contrattazione.

È evidente che alcuni dei punti proposti, tra i quali sottolineiamo nuovamente la situazione dei centri per l’impiego, le pensioni per i giovani, la rappresentanza sono temi importanti e che dobbiamo valorizzare. Altri hanno evidenziato criticità e distanze, in particolare sulle aspettative di vita, sul lavoro di cura, sul ritardo delle politiche attive e sugli ammortizzatori e dovranno essere al centro dei prossimi appuntamenti.

Il giorno 30 alle 12 è previsto il prossimo appuntamento sui temi delle pensioni dei giovani e la previdenza complementare per poi proseguire la lavoro di cura, aspettativa di vita, ape sociale e previdenza/assistenza. Il giorno 31 alle 15 è previsto il tavolo su politiche attive e passive, giovani e decontribuzione, crisi aziendali.

Il giorno 7 settembre alle 15 è previsto il tavolo sulle pensioni in essere.

Alla fine di agosto si fisserà anche il gruppo rappresentanza, anche con le controparti datoriali, che saranno preventivamente sentite in quanto non presenti al tavolo di confronto.

Sarà naturalmente nostra cura, nel prosieguo del confronto, coinvolgere le strutture sullo sviluppo dei tavoli.

Con l’occasione vi inviamo un caro saluto.

Tania Scacchetti                                         Susanna Camusso
Segretario Confederale                             Segretario Generale

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