Banco BPM: il nuovo numero di “Lavori in Corso”

Avremmo potuto titolare questo comunicato NOI L’AVEVAMO DETTO.

Sarebbe stata una triste consolazione di fronte alle grandissime difficoltà che stanno affrontando la rete e gli uffici centrali che hanno cambiato/implementato la loro operatività. Per questa operazione sono state prese decisioni che, a nostro avviso, si sono dimostrate quanto meno superficiali rispetto alle problematiche che le OO.SS. hanno più volte denunciato, per sottovalutazione o a causa di altre motivazioni a noi sconosciute. Comunque sia, i loro effetti si stanno facendo sentire su chi lavora in prima linea, sia che abbia il cliente di fronte, sia che abbia cercato e stia cercando di fare di tutto per agevolare nell’operatività i primi. Partiamo dagli ultimi errori in ordine cronologico, che hanno avuto un effetto deflagrante nella vita delle colleghe e dei colleghi in rete BPM, Formazione e Tutoraggio.
Chiamarli insufficienti è un dolce eufemismo. Come è possibile pensare che una formazione di pochi giorni e magari in periodi lontani dal Day-M potesse essere sufficiente perché i colleghi prendessero padronanza delle nuove procedure con variazioni significative nei processi di lavoro, talvolta addirittura con un cambio di filosofia da operatività guidata a operatività consapevole?
Pretendere che quel numero di Tutor fosse sufficiente a fare assistenza a 360° invece che fissarsi soprattutto sull’operatività quotidiana, si è dimostrato perdente anche perché, non conoscendo le procedure BPM, non hanno potuto usare il confronto, metodo didattico molte volte più funzionale di qualsiasi corso in aula. D’altra parte era impensabile svuotare le filiali dell’ex BP, che non brillano certo per avere un esubero di personale.
E oltre al danno anche la beffa: vietati gli straordinari e richiesta di rientro dei Tutor nelle loro sedi di lavoro, solo parzialmente rientrata. E anche l’assistenza da parte di Assisto, rinforzato inizialmente dalla War Room, ne ha risentito pesantemente sia per la già denunciata formazione inadeguata per i colleghi ex BPM chiamati a rispondere ai problemi evidenziati dai colleghi in rete e nelle sedi centrali, sia per la non conoscenza delle operatività ex BPM da parte dei colleghi ex BP.
Tecnicamente l’origine di tutto ciò risiede nel passaggio da una ipotesi di Sistema target ex BP implementato da 4 eccellenze ex BPM a un obiettivo di dover ottenere un Sistema Informatico derivato dal Sistema ex BP implementato da 11 eccellenze e da 150 funzioni ex BPM, di cui 100 da completare entro il Day-M. E questo risultato è stato ottenuto dopo tre mesi di “scazzi”, come è stato riconosciuto dagli stessi responsabili di cantiere durante le convention IT di aprile, con strascichi anche nei mesi successivi, a causa delle diversità culturali tra le metodologie di analisi e di ricerca delle soluzioni usate nei due ex Gruppi. Non è nostro compito dire meglio questo o meglio quell’altro.

Semplicemente vogliamo sottolineare che passare da una ipotesi di soluzione “semplificata” a una molto più complessa senza modificare i tempi per raggiungere l’obiettivo, è sempre molto rischiosa.
Si sperava forse in un miracolo? Ci dispiace! Le colleghe e i colleghi, nonostante le 10-12 ore giornaliere e i tanti weekend passati in ufficio non sono riusciti nel miracolo. O meglio non sono riusciti a completare il miracolo. Perché di miracolo si è trattato se, nonostante tutto, dal 24 luglio, in mezzo a mille difficoltà, si può operare. E le stesse colleghe e gli stessi colleghi, IT e Operations, sono impegnati, e lo saranno, temiamo, per altre settimane, a dare aiuto e risolvere problemi, applicativi e normativi, ai loro colleghi impegnati nella rete.
Siamo comunque convinti che, anche in mezzo a queste difficoltà, il personale tutto ha dimostrato e sta dimostrando ancora una volta la propria professionalità e disponibilità per dare un servizio migliore a e tra i colleghi e alla clientela.
La sensibilità aziendale alla ricerca di soluzioni appare comunque, purtroppo, tardiva e intempestiva così che si sta tornando alla normalità molto lentamente. Nel frattempo, noi continueremo il monitoraggio della situazione e le segnalazioni dei problemi ancora non risolti.
Infine vorremmo parlare di una decisione che si sta dimostrando sempre più incomprensibile. Non definire la struttura di SGS post Day-M, oltre a creare incertezze nei colleghi sul loro futuro professionale, in questo momento costringe la parte di SGS ex BP a non poter contare completamente sulle risorse ex BPM.
Perché e a che pro? Non sarebbe stato meglio in questo momento avere tutte le risorse a disposizione per risolvere gli attuali problemi e per completare entro l’anno le implementazioni richieste e rimandate a dopo il 23 luglio? Non sarebbe stata già un’ottima palestra per coloro che avranno a che fare con un Sistema Informativo molto diverso sia nella struttura che nei contenuti? Evidenziamo la necessità per i colleghi di avere certezze, di essere rassicurati, di trovare risposte, anche semplici, sul futuro professionale certamente e sull’oggi operativo post migrazione informatica. Non può essere sufficiente il giustificativo che le scelte devono scontare dei tempi per valutare bene come riorganizzare l’azienda.
A tal proposito qui riaffermiamo con forza che la ristrutturazione deve essere equilibrata, così che nessun sito produttivo venga penalizzato, né in termini di risorse umane, né in termini di professionalità a tutti i livelli.

Fisac-CGIL Gruppo Banco BPM

– scarica Lavori in Corso n.80