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Destano preoccupazione soprattutto le sorti dei 92 dipendenti della sede romana di Eurovita, a rischio trasferimento sulla piazza di Milano.

Milano/Roma, 16 ottobre 2017 – Negli ultimi mesi del 2016 il fondo inglese di private equity Cinven, Società che detiene ad oggi un portafoglio di 14 miliardi di risparmio gestito, ha intrapreso una trattativa con JC Flowers, fondo di private equity statunitense, per rilevare il pacchetto di maggioranza di Eurovita Assicurazioni, compagnia specializzata nella bancassurance vita con sede a Roma, che ha raccolto oltre un miliardo di euro di premi nel 2016 e gestisce polizze per un valore complessivo superiore ai 5 miliardi di euro. La britannica Cinven, inoltre, aveva in precedenza ottenuto il controllo delle compagnie milanesi Ergo Previdenza ed Old Mutual Wealth Italy.

Il negoziato fra i due colossi angloamericani è andato a buon fine, al punto che lo scorso agosto Phlavia Investimenti, la holding controllata da Cinven, ha ottenuto l’autorizzazione da Ivass, l’autorità di vigilanza del settore assicurativo, sia all’acquisizione di Eurovita Assicurazioni che alla fusione fra le tre aziende: Eurovita, Ergo Previdenza e Old Mutual Wealth Italy, con data effetto 31 dicembre 2017.

La società nascente dalla fusione, che prenderà il nome di Eurovita, secondo le intenzioni dell’azionista dovrà affermarsi come un polo di eccellenza nel ramo vita, e vanterà oltre 17 miliardi di riserve lorde, una rilevante dotazione patrimoniale e una capillare rete di vendita, grazie alle sinergie operanti tra le tre compagnie.

In apparenza tutto perfetto, ma ciò che desta forte preoccupazione è il futuro dei lavoratori dopo la fusione.

Difatti le procedure di confronto sindacale (previste sia dalla legge, sia dal contratto collettivo nazionale di categoria in caso di fusioni) si sono chiuse con esito negativo, a fronte della totale indisponibilità aziendale a recepire la proposta delle organizzazioni sindacali di siglare un accordo, che preveda, in caso di aggregazione tra aziende con sedi diverse, la salvaguardia dei livelli occupazionali, in linea con la tradizione del settore assicurativo. Inoltre, le stesse sigle sindacali hanno avanzato la proposta di disciplinare su base volontaria eventuali piani di mobilità dettati da particolari esigenze di riassetto organizzativo della nuova compagnia.

La controparte aziendale non ha voluto intraprendere alcun percorso di stabilizzazione con decorrenza successiva al 31 dicembre prossimo, fornendo al momento solo rassicurazioni verbali circa il futuro dei circa 300 lavoratori coinvolti nell’operazione; le stesse assicurazioni fornite ai dipendenti di Ergo Previdenza nel luglio del 2016 prima di dichiarare, a dicembre dello stesso anno, ben 67 esuberi.

Le Segreterie Nazionali, nel tentativo di perseguire fino all’ultimo la via della ragionevolezza e del dialogo, hanno richiesto la mediazione dell’Ania (l’Associazione delle imprese assicurative), allo scopo di favorire le condizioni per una proficua ripresa del negoziato.

Qualora anche questo tentativo non andasse a buon fine, per rimuovere l’intransigente posizione aziendale e sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo dell’informazione, le organizzazioni sindacali hanno indetto una prima mobilitazione per il 18 ottobre prossimo, che prevede uno sciopero per l’intera giornata sulla piazza di Roma e un presidio su quella di Milano.

LE SEGRETERIE NAZIONALI


Nella fotogallery, il presidio milanese del 18 ottobre