BAN – Incontro del 6 novembre

Nella giornata di ieri, 6 novembre 2017, è proseguito il confronto sulla riorganizzazione del Servizio Banconote.

In premessa, questa O.S. ha voluto appurare la veridicità di quanto affermato nell’interrogazione parlamentare con richiesta di risposta scritta, presentata dal Vice Presidente del Senato, Sen. Maurizio Gasparri (Forza Italia), al Ministro dell’Economia il 31 ottobre u.s., in merito ad una presunta trattativa tra la Banca d’Italia e l’Istituto Poligrafico dello Stato per l’affidamento della produzione di banconote a quest’ultimo.

La Delegazione Aziendale ha smentito la sussistenza di tale trattativa aggiungendo, altresì, che con il “Poligrafico” ci sono, da anni, esclusivamente rapporti di natura tecnica al fine di una collaborazione prettamente professionale.

Prendiamo atto di questa risposta che, pur contribuendo a restituire un po’ di serenità ai lavoratori interessati e a sgombrare il campo dalle consuete teorie complottistiche di qualcuno, denota una evidente mancanza di comunicazione da parte della Banca che avrebbe potuto facilmente evitare ogni polemica rendendo, da subito, pubblicai l’esistenza di questi rapporti “tecnici”.

In merito alla trattativa, la Banca ha confermato l’impianto prospettato negli incontri precedenti senza tener conto delle richieste e delle considerazioni fatte al tavolo da parte delle OO.SS..

Per quanto riguarda l’orario di lavoro la nostra proposta per i centri di produzione è di 37,30 h settimanali, comprensive di mensa, su 5 gg. lavorativi; la Banca, invece, propone 38 h settimanali, comprensive di mensa, su 4 gg. lavorativi, applicando uno strumento esistente, l’orario concentrato, che diverrebbe, a differenza di oggi dove è il lavoratore a richiederlo, obbligatorio.

Riteniamo che la distanza, in termini di produttività, sia minima e, a questo punto, pensiamo che l’insistere su questo nuovo orario di lavoro sia divenuto più un fattore di principio che di sostanza. Mezzora, oltre ai tempi di avvio e chiusura delle lavorazioni di un giorno, per la FISAC CGIL non giustificano quella rivoluzione della vita lavorativa degli addetti alla produzione che tante ricadute avrà sulla loro vita privata e familiare.

Abbiamo, in ogni caso, richiesto alla Banca, qualora la abbia, una tabella di produzione rapportata alla proposta.

In merito alla flessibilità, gestionale e operativa, proposta, riteniamo che conceda troppa “mano libera” alla Banca nei confronti di chi lavora visto che, ad oggi, ci sono solamente enunciazioni generiche sulla composizione degli equipaggi a regime ridotto per periodi di tempo limitato e un regime di funzionamento ridotto (nella velocità delle macchine?), senza quantificare il periodo temporale di tale limite.

Questa delicata gestione, inoltre, sarà, nelle intenzioni della Banca, in capo al responsabile dell’unità organizzativa, che non avrà alcun punto di riferimento per la composizione degli equipaggi sotto l’aspetto della professionalità degli addetti, della garanzia della sicurezza dei lavoratori e della qualità del biglietto.

Allo stesso modo, anche la proposta di rivisitare e diversificare gli orari di avvio e chiusura delle macchine ci sembra generica e priva di punti certi di riferimento; siamo convinti che, su questo argomento, per la tutela degli addetti, sia necessario trovare soluzioni condivise.

Non è pensabile che aspetti importanti dell’organizzazione del lavoro non abbiano punti di riferimento certi a garanzia della corretta gestione delle lavorazioni.

Gli aspetti economici, legati al congelamento di alcuni compensi, stanno trovando una applicazione molto diversa e peggiorativa rispetto alle enunciazioni iniziali: non ci piacciono le medie e tanto meno il paragone sull’anno di riferimento rispetto al valore medio del triennio 2015/2017 in quanto ci sembra una applicazione punitiva per chi, ad esempio, sia stato colpito da qualche grave malattia.

La FISAC CGIL, inoltre, ritiene che il fatto che per passare di profilo bisognerà sottostare ad un concorso, non rispecchi il momento emergenziale che la Banca, per i suoi fini, ha sempre dichiarato in riferimento alla necessità di razionalizzare la forza lavoro al Servizio Banconote.

Non è stato fatto nessun passo avanti per il capitolo “NUOVE ASSUNZIONI”; il salario di ingresso è rimasto a 20.000 €, ma, soprattutto, non è stato prospettato il corrispondente percorso economico e di inquadramento.

La FISAC CGIL ritiene che l’incontro del 6 Novembre u. s. sconti un momento di stasi complessiva e auspica che la capacità di ascolto e di riflessione da parte della Banca entri a pieno titolo nella trattativa.

Roma, 7 novembre 2017

 

La Segreteria Nazionale