ACCANTO A NOI

Accanto a noi, tutti i giorni, ci sono persone che condividono i nostri spazi, le nostre giornate, i nostri momenti di lavoro.

Non sono nostri colleghi ma sono, come noi, lavoratrici e lavoratori.

Sono tutte quelle persone che, quotidianamente, vengono negli uffici della Banca  per fare le pulizie, presidiare le portinerie, spostare mobili, cucinare e distribuire i nostri pasti e fare i mille lavori che consentono agli edifici di essere i più funzionali possibili e a noi di lavorare nelle migliori condizioni.

Sono dipendenti di una serie di società a cui la Banca cede in appalto le più diverse attività.

Cede in appalto: un tasto delicato, su cui potremmo scrivere pagine e pagine visto che la CGIL ha riportato prepotentemente questo tema alla ribalta con la raccolta di firme per un referendum.

Un referendum per ristabilire quella responsabilità solidale che non permetta, come troppo spesso accade, che la cessione di un’attività in appalto nasconda un mondo del lavoro fatto di sfruttamento e di lesione dei più elementari diritti di chi lavora.

Potremmo scrivere pagine e pagine ma ci limitiamo a scrivere che la responsabilità verso i lavoratori è ancor più valida per la Banca d’Italia che, più che un’azienda, è, e deve continuare ad essere, un’Istituzione di questo Paese.

Per tutto ciò riteniamo che sia dovere della Banca  intervenire quando le società appaltatrici pongono in atto comportamenti lesivi nei confronti dei lavoratori.

In quest’ottica, abbiamo più volte sollecitato la Banca ad un confronto su quanto accade in Elior s.p.a., la società che gestisce molte delle nostre mense.

Abbiamo chiesto un confronto per affrontare e risolvere i problemi che ci vengono segnalati dai lavoratori della ditta: “incongruenze nella busta paga, mancanza scatti di anzianità, mancato pagamento di ore di straordinario, mancato pagamento di ore supplementari effettuate mesi addietro, sistematica decurtazione di ferie e permessi anche quando sono maturati o non goduti” e mille altre questioni che minano, in alcuni casi, anche l’organizzazione del lavoro.

Pensavamo di ottenere un pronto ascolto e attenzione e, invece, ad oggi..… nulla di tutto ciò!

Addirittura la Banca, con un comportamento che definire censurabile è poco, si attrezza per risolvere il problema chiedendo alla Elior s.p.a. la distribuzione di “cestini” sostitutivi. In buona sostanza chi se ne importa di come vengono trattati i lavoratori; l’importante è che non si disturbi più di tanto il buon clima che si deve respirare in ufficio.

No, cara Banca, noi non ci stiamo!

Noi chiediamo che la Banca attui con immediatezza una sede di confronto, cui parteciperemo congiuntamente con la rappresentanza dei lavoratori della mensa, per risolvere le problematiche che li riguardano.

Noi chiediamo che la Banca si assuma sino in fondo le sue responsabilità di ente appaltante.

Noi chiediamo che non vengano messi in atto comportamenti, quali quello di distribuire “cestini”, che hanno il solo scopo di danneggiare le sacrosante rivendicazioni sindacali dei lavoratori in lotta.

Come Fisac CGIL ci facciamo carico delle rivendicazioni di questi lavoratori, ben sapendo che i colleghi della Banca d’Italia sapranno mostrare tutta la loro solidarietà a queste persone che, tutti i giorni, sono ACCANTO A NOI.

Roma, 13 novembre 2017

 

La Segreteria Nazionale della Fisac CGIL Banca d’Italia