10 novembre 2017 – Pienamente riuscito lo sciopero dei lavoratori del Gruppo ICBPI. Nel giorno in cui Il management del Gruppo lanciava il nuovo brand NEXI , i lavoratori hanno scioperato per chiedere il pieno rispetto degli accordi sottoscritti nell’aprile scorso. Difendere il proprio futuro, l’integrità del Gruppo e dell’area contrattuale.

I lavoratori dell’istituto centrale banche popolari italiane hanno scioperato davanti la sede milanese di corso Sempione per chiedere chiarezza sul loro futuro, venerdì pomeriggio.

L’iniziativa, che coinvolge tutto il territorio nazionale (il Gruppo è presente anche a Bologna, Roma e in Friuli), è stata organizzata per protestare contro l’assenza di trasparenza e di confronto da parte di ICBPI sugli assetti futuri e sulle conseguenze che le strategie aziendali potranno avere sui lavoratori.

Il Gruppo, al centro di un processo di ristrutturazione cominciato nel dicembre 2015, è controllato da importanti Fondi esteri di private equity e occupa circa 1.700 dipendenti in Italia, di cui oltre 1.200 a Milano.

Nell’aprile scorso è stato siglato un accordo sindacale che ha consentito la gestione di 350 esuberi (uscite contrattate). Da allora, però, le relazioni tra azienda e sindacati si sono ridotte alla pura formalità. Da qui la decisione di indire lo sciopero.

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Alcune foto del presidio di questa mattina a Milano, in Corso Sempione 55, davanti alla sede del Gruppo ICBPI, in occasione dello sciopero di tutta la giornata proclamato dalle delegazioni sindacali aziendali.

– Vai all’articolo precedente con il comunicato stampa del 7 novembre

Video intervista di Oriana Galasso – Facebook