Resoconto nostra partecipazione al Congresso Fec/FO

Dal 23 al 27 Ottobre si è svolto a Lille il 55.mo Congresso della Fec/FO, il sindacato che rappresenta in Francia  i lavoratori del settore terziario, della stampa e di parte del personale navigante, aderenti a Force Ouvrière: http://www.fecfo.fr/55-eme-congres-2017-lille.

La Fec aderisce ad Uni, il sindacato internazionale ed europeo a cui anche la nostra organizzazione partecipa.

I rappresentanti di ogni singolo settore hanno svolto il loro Congresso all’interno di quello generale della Fec.

La Fisac ha partecipato al Congresso dei lavoratori e lavoratrici del  Credito e delle Assicurazioni,   con una delegazione composta da Fabio Alfieri e Mario Ongaro nei giorni 25 e 26 Ottobre.

Il compagno Sebastien Bousiris è stato confermato alla guida del settore del credito ed eletto vice segretario della Fec-FO. Abbiamo fatto gli auguri e i nostri personali complimenti a Sebastien, di cui abbiamo apprezzato le capacità e condiviso le posizioni politico Sindacali  in numerosi incontri, sia in ambito Uni, sia in occasione dei nostri progetti finanziati dalla UE. La relazione tra la Fisac-Cgil e questo sindacato (come del resto anche in particolare con il sindacato di categoria della CGT) è andata costruendosi e consolidandosi nell’arco di ormai 2 decenni, nel profondo rispetto delle reciproche differenze e nella sinergia concreta delle affinità e posizioni condivise.

Abbiamo ricevuto una calda accoglienza, incontrato compagni e compagne di tante iniziative comuni e conosciuti di nuovi, tra cui il Segretario Generale di Force Ouvrière, Jean-Claude Mailly ed il compagno Pierre Gendre con il quale iniziò la relazione e si posero le basi per consolidarla.

Force Ouvrière nacque da una costola della Cgt, di cui porta il nome nella dizione estesa ed è il terzo sindacato francese per adesioni, dopo Cgt e Cfdt.

Nella mattinata del 26, Mario Ongaro ha svolto, direttamente in Francese (non essendoci interpretariato), l’intervento congressuale per conto della Fisac,. Due punti hanno colpito l’attenzione della platea, tanto da suscitare domande ed interruzioni: la capacità unitaria del sindacato di settore italiano che ha portato a realizzare i numerosi accordi che Mario ha elencato ed il Fondo Esuberi.

In Francia i tre soli sindacati di settore non riescono a dialogare tra loro ed il Fondo non esiste. Non a caso su 450 mila addetti, solo una piccola percentuale di lavoratori, non superiore al 20% aderisce al sindacato.

Nel pomeriggio abbiamo partecipato ad un confronto tra i sindacalisti di Fec ed i  rappresentanti della sezione giovani ed al saluto sempre piacevole, ricco di contenuti e combattivo, da vero gallese di Philip Jennings, Segretario Generale di Uni, che a Giugno del prossimo anno, in occasione del Congresso mondiale di Liverpool lascerà l’incarico, dopo più di vent’anni.

Jean Claude Mailly ha concluso i lavori della giornata e sostanzialmente del Congresso, perché l’indomani erano previste solo le votazioni. Mailly si è lungamente dilungato sulla situazione sindacale nazionale ed europea (un’ora e mezza d’intervento, anche in questo non sono lontani da noi!), concentrandosi sull’attuale attacco portato da Macron al sindacato francese per ridurne le potenzialità, dopo che il precedente governo aveva ripreso l’esperienza renziana del Jobs act per ridurre i diritti dei lavoratori. Allora la risposta sociale e sindacale fu pesantissima, con scioperi, blocco totale delle attività e manifestazioni partecipatissime, che durarono più di un mese, ma alla fine il governo scelse di perdere credibilità, si schierò contro i lavoratori ed approvò la legge.

Oggi tutte le organizzazioni sindacali sono nuovamente in lotta e per il 16 c.m. è prevista una mobilitazione unitaria per l’abolizione di quella legge sul lavoro, il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, per la fine dell’austerità e la crescita dei salari.

Abbiamo chiaramente espresso tutta la nostra solidarietà, anche nell’interesse del nostro Paese, perché rompere il blocco europeo portatore di quelle politiche è interesse dei lavoratori e delle lavoratrici di tutti i Paesi europei e condizione per una ripresa economica reale, fondata sul lavoro ed i diritti.