Aspettando il direttivo del 16 Maschilmente / Femminilmente”

PARITÀ DI GENERE E VIOLENZA SULLE DONNE

Giovedì 16 novembre a Udine, nella sede di via Gio Batta Bassi, la FISAC CGIL FVG ospiterà all’interno del suo periodico direttivo regionale un dibattito, forse inusuale per la categoria, ma molto importante al giorno d’oggi per la nostra società: La parità di genere e la violenza sulle donne.  La discussione sarà aperta a tutti gli interessati, interni ed esterni all’organizzazione, per allargare il dibattito e il confronto.

Il Segretario Generale Grion nel promuovere l’evento ha dichiarato: “… Gli stereotipi che inquadrano maschi e femmine sono gabbie di pensiero che ci rendono più asserviti che liberi. Più gregari che lupi solitari. Asserviti ad un ruolo di consumatori, di lavoratori, di elettori, che non scegliamo liberamente noi anche se molte volte crediamo di farlo, ma che ci viene suggerito, indicato e spesso imposto da un pensiero di massa sempre più pervasivo e opprimente.

Una visione “maschile” e una visione “femminile” della realtà non sono appannaggio di uomini e donne separatamente ma dovrebbero convivere e concorrere nella mente di ognuno di noi, indipendentemente dal sesso biologico. Esattamente come guardare con entrambi gli occhi fornisce una visione stereoscopica, così integrare le emozioni maschili e femminili consente all’animo umano di mantenere un equilibrio naturale e sereno versa la vita. E forse perfino felice, se uno ci si dedica.

A prima vista questa tematica potrebbe sembrare poco pertinente col mondo sindacale, ma secondo Grion lo è, e per due importanti ragioni. La prima è che i lavoratori, prima di essere tali, sono persone. Ovvio ma non scontato! La seconda è che in un’economia ultra-finanziarizzata come quella attuale, in cui i mezzi (il denaro ed il profitto) hanno sostituito i fini (la produzione di beni e servizi per il benessere generale), riportare l’attenzione su tematiche quali ecologia, sostenibilità, solidarietà, cooperazione, responsabilità e rispetto, solo per dirne alcuni, è un dovere di civismo democratico e battaglia politica. È un problema culturale. È un problema di consapevolezza. La consapevolezza è l’unica, vera arma rivoluzionaria. Infatti, come diceva Marx, il presupposto primo per la rivoluzione è la coscienza (consapevolezza, appunto) di classe.

Oggi si dice che le classi sono sparite. Il che è palesemente falso. Ciò che è sparita è la coscienza delle classi subalterne, narcotizzata dal football h24 in tv, dai social compulsivi, dai reality show, dalla politica urlata (e insultata), dal machismo di ritorno, etc.

Urge, quindi, un risveglio culturale ed autoconsapevole. La rifondazione della Sinistra, forse, passa anche da qui. In ogni caso, ne possiamo discutere… le nostre porte sono aperte!

 

fatima AndreaGiovedì a Udine si discuterà di tutto questo e lo si farà assieme a due ospiti speciali, la studentessa Fatima Tizbibt e il filosofo e scrittore Andrea Colamedici.

 

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