Si è svolto giovedì 16 novembre nella sede CGIL di Udine il periodico incontro del consiglio direttivo della FISAC FVG dal tiolo questo mese Maschilmente Femminilmente

La riunione, presieduta dal Segretario Generale Mattia Grion, si è svolta a porte aperte e ha ospitato, oltre che numerosi membri del sindacato, tra i quali anche la Segretaria Regionale Orietta Olivo, due relatori speciali che hanno partecipato al dibattito e lo hanno arricchito con i loro punti di vista particolari e privilegiati: Fatima Tizbibt e Andrea Colamedici.

È stato per l’organizzazione un vero punto d’orgoglio quello di dare testimonianza e ospitare un approccio culturale diverso. “Crediamo che solo con il dialogo e la conoscenza si possano smontare i luoghi comuni e si possa andar oltre gli stereotipi”.  La dichiarazione inziale che ha segnato il passo per le successive riflessioni è stata portata da Grion, che ha aggiunto: “Siamo qua oggi con l’ambizione di non dare soluzioni ma farci sempre molte domande. Siamo qua per tener alta l’attenzione su problematiche che toccano tutta la nostra società e noi come essere umani.

Si è parlato della violenza sulle donne, di diversità di genere e del delicato e instabile rapporto tra il femminile e il maschile, della sua storia e di quello che noi stiamo trasmettendo alle future generazioni. Durate l’incontro si è voluto sottolineare che il 25 novembre ci sarà la Giornata Internazionale Contro La Violenza Sulle Donne. Strumentale ancora di più quindi questo dibattito per poter arrivare con una riflessione più approfondita e strutturata a quella data ma soprattutto per non relegare a un solo giorno specifico del calendario una tematica che dobbiamo abituarci a trattare molto più spesso.

A Udine giovedì ci abbiamo provato. Quasi tre ore di contraddittorio, stimoli e domande a cui ogni risposta sollevava nuovi interrogativi. Andrea Colamedici, filosofo e scrittore, è stato tanto accattivante nell’esposizione quanto enciclopedico nei contenuti. Il difficile equilibrio dell’Io con l’uso dei social, che amplificano a dismisura conoscenza, paure e desideri. “Oggi il potere opera con un surplus di informazioni il trucco non è sapere che cosa ci serve ma riuscire a capire cosa non ci serve ed evitarlo, ciò fa la differenza”. E poi, il circolo vizioso machismo-capitalismo-machismo. E ancora “Lo sapevate che fino agli inizi del ‘900 l’azzurro era un colore femminile e il rosa un colore maschile?” Stereotipi…

Fatima Tizbibt, giovane donna marocchina, perito meccanico, studentessa di scienze infermieristiche, mamma e musulmana, è stata una rivelazione per tutti. Portatrice di un femminismo diverso da quello a cui siamo abituati, ma non meno combattivo né meno ambizioso, ha difeso con orgoglio e dignità la sua appartenenza ad una cultura che non è la nostra, pur essendo cittadina italiana a tutti gli effetti. Ci ha raccontato di come l’interpretazione del Corano sia mutata, nel corso della storia e dei luoghi, a vantaggio dei maschi. E di come oggi, studiando e discutendo, donne musulmane come lei pretendono di tornare su quel piano di parità e rispetto dei generi, in virtù della consapevolezza delle differenze, che era alla base dell’insegnamento del Profeta. In moschea, in famiglia e nella società. Un discorso che ha messo in evidenza come il femminismo laico e di sinistra non è l’unico. Riconoscere che esistono forme di emancipazione e autodeterminazione del femminile “altre” rispetto al femminismo “tradizionale” è un terreno che a sinistra può risultare scivoloso ma averlo introdotto in CGIL -come pungolo di riflessione- è per noi un motivo di soddisfazione.

Dal dibattito formale si è passati alla festa che con un menù etnico tra felafel e kebab, ci ha permesso di conoscersi meglio e continuare lo scambio e il dialogo.

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