BAN E EFFICIENZA AZIENDALE: NO AI RICATTI

Come noto, la Banca ha convocato le OO.SS. per i giorni 6 e 7 dicembre con riferimento alle attività connesse alla produzione di banconote e alla determinazione della componente legata al raggiungimento di obiettivi di produttività, qualità, efficienza ed efficacia per il 2017.

In premessa, si prende atto della nascita della nuova alleanza Falbi/Sibc seguita ad una “chiamata alla responsabilità” da parte della sigla di maggioranza relativa; in proposito due precisazioni:

  • La Fisac CGIL non si è mai “autoesclusa” come scritto recentemente dal Sibc. Il nostro appello, volto ad un percorso trasparente per la ricerca di proposte contrattuali comuni, non è stato ascoltato; evidentemente il “senso di responsabilità” viene declinato diversamente in relazione all’interlocutore.
  • Siamo curiosi di vedere in che modo si creerà sintesi tra sindacati che, non soltanto hanno piattaforme rivendicative radicalmente diverse, ma che, fino a “ieri”, si sono accusati reciprocamente delle peggiori nefandezze.

E’ altrettanto conosciuto che la Banca vuole pervenire in tempi brevissimi all’accordo sulle attività connesse alla produzione di banconote. Sarà perché “ce lo chiede l’Europa” (magari senza alcun ragionamento critico da parte del nostro vertice) o per altri motivi a noi sconosciuti, questa trattativa è delicatissima per almeno due motivi:

  1. Al di là delle rassicurazioni dell’Amministrazione, c’è un serio rischio che nel medio periodo la produzione delle banconote venga privatizzata spogliando la Banca di un’ulteriore compito fondamentale nonché il paese di una funzione pubblica strategica. In proposito, la richiesta di alcune sigle di pretendere garanzie per gli ATTUALI lavoratori di Ban affronta solo una parte del problema;
  1. Si vuol introdurre il “salario di ingresso” per la carriera operaia, scaricando così sulle nuove generazioni difficoltà gestionali che potrebbero e dovrebbero essere affrontate in modo molto più equo. Tra l’altro, l’eventuale nuovo grado “entry level” verra’ presumibilmente riproposto anche nella futura e tanto attesa trattativa sulla riforma delle carriere operative.

La conclusione della trattativa su Ban determinerà, come affermato dalla Banca, la fissazione della misura dell’efficienza aziendale. Questa vera e propria “pressione indebita” prevede, almeno al momento, una parte molto esigua a titolo di strutturalizzazione (0,5%) sui nostri stipendi.

Tra l’altro, al momento, la Banca propone di strutturalizzare una quota dell’ “efficienza” che risulta inaccettabilmente irrisoria; allo stesso tempo, come più volte denunciato da questa sigla, ad alimentare la cosiddetta “liquidazione dei post ‘93” (lump sum) verranno destinate risorse pressoché irrilevanti sebbene sussistano, come affermato più volte dalla Fisac, poste nel bilancio della Banca che potrebbero essere utilizzate proficuamente per creare, questa volta sì!, una liquidazione vera e consistente per le nuove generazioni.

Invitiamo pertanto i colleghi a riflettere bene sull’attuale fase della trattativa, la cui conclusione  influenzerà il prosieguo dei negoziati.

Roma, 6 dicembre 2017

                                                                  La Segreteria Nazionale della Fisac CGIL Banca d’Italia

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