Il 4 e 5 Dicembre si è svolto a Bruxelles il Primo ChangeFinanceForum per discutere, riflettere, proporre sul settore della finanza a 10 anni dalla crisi e organizzato da Finance Watch.

Finance Watch è un’organizzazione non governativa europea che svolge attività di ricerca e sensibilizzazione sulla regolamentazione finanziaria. Con sede a Bruxelles, l’organizzazione si concentra sulla regolamentazione finanziaria nell’Unione europea e nei suoi stati membri.

Nata nel 2011 come contrappeso alla lobby finanziaria su iniziativa dei membri del Parlamento Europeo, Finance Watch dichiara che “la sua missione è rafforzare la voce della società nel processo di riforma della regolamentazione finanziaria attraverso la ricerca, la difesa e la promozione degli interessi pubblici di fronte ai legislatori ed al pubblico, agendo come contrappasso agli interessi privati delle lobby del settore finanziario”.

Per la Fisac hanno partecipato Fabio Alfieri ed Anna Maria Romano.

Cosa abbiamo imparato dalla crisi, dalle varie campagne di riforma del settore  e se abbiamo davvero delle chance di cambiamento in termini di sostenibilità sociale ed ambientale sono le domande che aprono le due intense giornate di dibattiti e gruppi di lavoro. Il settore finanziario svolge un ruolo cruciale nella società.  Per evitare che la storia si ripeta, dobbiamo rafforzare la voce della società civile e sviluppare un contrappeso efficace al potere di lobbying della finanza.

Anna Maria Romano partecipa per la FISAC come panelist al workshop “Finanza: da strumento di disuguaglianza a pilastro di un’economia umana”. Ci interroghiamo su quale ruolo può giocare ogni singolo attore sociale, dalle istituzioni  Europee, BCE inclusa,  al sindacato, alle organizzazioni non governative, alla regolamentazione per coprire le distanze e diminuire le disuguaglianze sempre più globali. La disoccupazione in tutta Europa è ancora del 9%, i salari sono stagnanti, gli investimenti sono ancora molto bassi. Ci domandiamo quali politiche debbano essere le più efficaci nell’incentivare i posti di lavoro di qualità, investimenti e crescita sostenibile.
Anche a partire da posizioni molto diverse, ci unisce la comune consapevolezza che abbiamo bisogno di un’alleanza vasta per imporre alla politica europea un’agenda sociale e un’idea di finanza come strumento per il benessere e non come fine.
Parliamo del valore istituzionale del fare banca e del ruolo dei lavoratori e dei consumatori, come facce della stessa medaglia e non come portatori di interessi contrapposti.

L’ambiente è vivace, internazionale, molto giovane. Quando ci riuniamo di nuovo in plenaria, intorno a noi ci sono facce stanche, ma motivate.
Il primo giorno si chiude con la lezione di Micah White, uno degli organizzatori di Occupy Wall Street: “Siamo il 99% che non tollera più l’avidità e la corruzione dell’1%”. Occupy incarna l’indignazione del capitalismo finanziario scoppiato dopo la crisi. Ed è considerata una delle proteste di maggior successo nella storia recente. Eppure è stata breve. Perché?
Il dibattito è si accende: un movimento è solo di protesta o può/deve trasformarsi in attore politico?

La prima lunghissima giornata si chiude. Resta solo il tempo per un buffet tutti insieme, qualche incontro informale,  discussioni da chiarire e concludere. La stanchezza vince sul piacere di conoscerci e ci si da appuntamento per il giorno dopo.

Il secondo giorno i discussioni in gruppi di lavoro sono più incentrati sulla costruzione di un “piano di azione” inclusivo di tutti i ruoli e i protagonisti di un possibile cambiamento presenti al forum.
Trent’anni di liberalizzazione e deregolamentazione hanno messo l’economia e la societàal servizio dei mercati finanziari. Per annullare la finanziarizzazione c’è bisogno di un sistema finanziario che serva la società, che gli assomigli. Le leve chiave che abbiamo bisogno di spostare guardano ad un orizzonte ampio. Vengono presentati alcuni esempi concreti, come la Moneta Sociale canadese o  come la legislazione indiana: fortemente restrittiva rispetto al ruolo centrale delle banche pubbliche ha frenato il diffondersi della crisi in quella area geografica.

Il ruolo sociale ed il valore pubblico delle banche, aldilà della forma pubblica o privata delle stesse, è l’elemento che coniuga tutto il dibattito. In Europa si è assistito recentemente al salvataggio di  banche con l’intervento della politica e dello Stato: Le banche pubbliche ancora esistenti sono sotto pressione. Si è creato un largo movimento trasversale per la difesa del ruolo pubblico delle banche private e delle banche pubbliche: il dibattito esplora come cooperare al meglio per il perseguimento di questo scopo.
Ma ci si interroga anche sulle modalità di azione e sulle campagne possibili per trasformare le nostre tante parole in concretezza nel mondo reale. Conveniamo che è necessaria un’azione forte sui Parlamentari Europei per disegnare uno scenario legislativo rispondente a questo bisogno.

Un ruolo importante viene attribuito agli accademici ed al rapporto con scuola ed università in generale, ed alla necessità di un dialogo più stretto tra la società civile e gli approcci accademici:  in particolare dell’importanza di analisi quantitative e statistiche del nesso tra finanza e questioni sociali, come le dimensioni sociali e ambientali.

Il forum è inteso come un trampolino di lancio per una seconda grande spinta a cambiare la Finanza. E’ un primo passo, quindi, per creare relazioni, contatti, alleanze per passare dal forum all’azione, costruendo insieme lo slancio per il lavoro dei prossimi mesi.

Tante idee, tanto lavoro. Il tempo a nostra disposizione finisce qui: in cammino, allora.