Giorno della memoria 2018

giorno memoria 700

“MAI PIÙ FASCISMI”

Appello a tutte le Istituzioni democratiche

Noi, cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle Istituzioni repubblicane.

Attenzione: qui ed ora c’è una minaccia per la democrazia.

Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.

Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell’est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni.

Per questo, uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando un’altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale.

Per questo, uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l’abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi.

Per questo, uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell’attuazione della Costituzione.

Per questo, uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo.

Per questo, uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali.

Per questo, uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione.

Per questo, uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e nazionale  invitiamo  a sottoscrivere questo  appello  le cittadine e i cittadini, le associazioni  democratiche sociali,  civili,  politiche  e culturali.  L’esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza, con l’unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni.

Nel nostro Paese già un’altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l’avventura fascista che  portò  sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella  storia dell’umanità.  L’Italia, l’Europa e il mondo intero pagarono un prezzo altissimo.
Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.

– scarica l’appello di Nino Baseotto

– scarica il documento allegato con la raccolta firme

– scarica la locandina in formato A4


storie dai lager

EVENTO DEL 27 GENNAIO A PADOVA


Un contributo di Clara Fonti:

27 gennaio, giorno della memoria: “Salvare un ebreo è molto più importante che uccidere un tedesco”.

E’ con questa convinzione, non ancora scoperta dentro di sé, che il contadino bielorusso Tuvia Bielski tra il 1942 e il 1944 si avviò verso un futuro che avrebbe scritto una leggendaria pagina di storia della Resistenza ebrea nella II guerra mondiale.

Amante delle donne, della bella vita e desideroso di elevarsi dal ceto nel quale la sua estrazione contadina lo aveva collocato, Tuvia Bielski nasce nel 1906, secondogenito di 12 figli, nel piccolo paese agricolo di Stankiewicze, in Bielorussia.

Fino al 1941 la sua è la storia di un bel giovane, vigoroso e determinato che cerca la sua strada, fino a quando i  nazisti che avevano occupato la zona cominciarono la persecuzione razziale: la stella gialla per distinguerli, le proibizioni, le deportazioni, i concentramenti nei ghetti e le “aktion” in cui migliaia di ebrei venivano trucidati per fare posto a quelli che sarebbero venuti dopo e che sarebbero stati trucidati a loro volta.

Tuvia Bielski e i suoi fratelli Asael, Aron e Zus, riuscirono a sfuggire al ghetto e si rifugiarono nelle foreste della zona col solo obiettivo di sopravvivere e salvare le loro famiglie; nel frattempo la Resistenza partigiana russa cominciava ad organizzarsi in piccole unità combattenti, le cosiddette “Otriad”.

I fratelli Bielski compresero velocemente che, per sopravvivere, la fuga continua e la ricerca di un rifugio nella foresta non sarebbero bastati, occorreva essere più numerosi, organizzarsi ed armarsi. Cominciarono ad inviare messaggeri nei ghetti per reclutare i giovani ma anche per far sapere la verità, che rimanere lì significava essere sterminati e per diffondere le notizie delle aktion che erano talmente atroci da suscitare incredulità e scetticismo.

Nell’estate del 1942 nacque l’Otriad dei fratelli Bielski, circa 50 persone,  chiamata unità “Zhukov”, ma per la Storia rimarrà per sempre l’”Otriad Bielski”.

La notizia dell’esistenza dell’Otriad si diffonde tra gli ebrei, giovani che fuggono dai ghetti, profughi scampati alle aktion, famiglie in cerca di salvezza, bambini, malati, feriti, donne ed anziani, tutti senza eccezione sono accolti da Bielski. Mentre la Resistenza partigiana russa accettava solo giovani armati in grado di combattere, Tuvia offrì la propria protezione a chiunque perché disse a tutti che “salvare un ebreo è molto più importante che uccidere un tedesco”. E ne salvò 1.230.

Su Tuvia Bielski i nazisti arrivarono a mettere una taglia di 100.000 Reichsmark. La sua Otriad, con poche armi e composta per tre quarti da persone inabili al combattimento, partecipò a fianco della Resistenza russa ad azioni di sabotaggio e guerriglia contro i nazisti fino all’estate del 1944, in condizioni incredibili: senza abbandonare mai nessuno, donna, bambino, malato o vecchio che fosse, vissero nascosti nelle foreste, senza casa, perennemente braccati e senza cibo, scavando rifugi sotterranei nella terra gelata dal terribile inverno russo o al riparo solo degli alberi, pronti a smantellare gli insediamenti in qualunque momento, spostandosi di continuo, attraversando fiumi e paludi, traditi, calunniati e denunciati, vittime anche dell’antisemitismo che serpeggiava tra i partigiani russi e polacchi, sopravvivendo e combattendo: una pagina leggendaria ed incredibile della storia della Resistenza.

Tuvia Bielski organizzò campi per far sopravvivere, in condizioni proibitive, centinaia di persone braccate e disperate, prese decisioni militari che significavano vita o morte per tutti loro, seppe dirimere furibonde controversie interne, mantenne la disciplina e sventò tutti i tentativi di scalzarlo dal comando, negoziò con la Resistenza russa e i commissari interni del Partito Comunista Sovietico di Stalin la sopravvivenza e l’indipendenza  dell’Otriad composta di soli ebrei, fu un leader carismatico straordinario, eppure morì il 12 giugno 1987 a New York, modestamente, a 81 anni, quasi dimenticato, non seppe o non desiderò mettere a frutto la sua leggenda: l’ebreo che aveva combattuto i nazisti e aveva salvato 1.230 esseri umani sfatando l’altra, di leggenda, quella ignobile dell’ebreo che si lascia massacrare senza combattere.

Per chi volesse approfondire questa straordinaria vicenda: “Gli ebrei che sfidarono Hitler” di Nechama Tec, edizioni Sperling&Kupfer.