Nota ANPAL sull’andata a regime dell’Assegno di Ricollocazione

L’ANPAL con l’emanazione della nota 5659 del 11 maggio 2018 ha reso effettiva la delibera del suo Consiglio di Amministrazione dello scorso 10 aprile, circa l’avvio della fase a regime dell’Assegno di Ricollocazione. Vedi allegato.

La nota precisa che a partire dal 14 maggio sarà possibile per tutti i soggetti percettori di NASpI, da più di quattro mesi, effettuare la richiesta telematica dell’Assegno di Ricollocazione tramite il portale ANPAL oppure recandosi presso i Centri per l’Impiego.

Per quanto attiene invece all’attività intermediata in collaborazione con i Patronati, questa sarà possibile solo a decorrere dal 28 maggio.

L’andata a regime dell’ADR parte senza che sia stato alcun rimedio alle difficoltà che si sono rappresentate con la fase della sua sperimentazione e in particolare  quella legata alla concorrenza espressa da analoghe misure in vigore in diverse regioni, e dichiarate incompatibili con l’AdR benché spesso più favorevoli e di maggior impatto per le aziende. Alleghiamo l’elenco prodotto da ANPAL delle attività dichiarate incompatibili.

Lo stesso dicasi per aver confermato che la proposta di lavoro eventualmente proposta, è da ritenersi congrua quando dal punto di vista salariale ha valore pari all’indennità integrativa percepita il mese precedente all’accettazione maggiorata del 20%, diversamente da quanto da noi richiesto che prevedeva di prendere a riferimento il primo mese d’indennità.

Un’altra criticità ci viene rappresentata dagli operatori dei CpI i quali denunciano di non essere dotati degli opportuni strumenti di sostegno alle attività, come banalmente il disporre di un vademecum riferito a tutte le operazioni del caso o il corretto e funzionante uso della piattaforma informatica del sistema unitario, per altro già in blocco al suo primo giorno di attivazione.

Nel rimandare alle diverse note già prodotto in proposito, riteniamo che sull’AdR, così come più in generale su tutte le determine legate alle politiche attive, si poteva fare di più e meglio ivi compreso non rincorrere la fretta di dare compimento all’AdR volendo metterlo al riparo dagli effetti del probabile avvio di nuove politiche del lavoro.


ALLEGATI: