Bruxelles, Parlamento Europeo, 5 giugno 2018

Un’iniziativa importante, quella promossa e organizzata da Brando Benifei, al Parlamento Europeo, un’iniziativa che il più giovane Parlamentare italiano del gruppo Socialisti e Democratici ha voluto anche per dare seguito concreto all’impegno che aveva preso con la FISAC-CGIL a conclusione del Progetto Europeo sui CAE PER L’ANTICIPAZIONE DEL CAMBIAMENTO circa un anno fa. Siamo ora ad una nuova tappa di un percorso contrassegnato da un’interrogazione della Commissione Occupazione, Affari Sociali e Inclusione (promossa da Benifei) a Marianne Thyssen, Commissaria Europea, sulle sorti della Direttiva CAE e su come renderla efficace e funzionante, un percorso contrassegnato inoltre da un’importante condivisione su questi temi con la Federazione Bancaria Europea, nello spirito di un dialogo sociale produttivo sul funzionamento dei CAE che restano l’unico momento istituzionale dove rappresentare i lavoratori delle aziende multinazionali e costruire intese con controparte a livello europeo.

L’iniziativa del 5 giugno al Parlamento Europeo a Bruxelles, mi ha coinvolto in qualità di Direttore di quel Progetto Europeo, a nome della FISAC-CGIL, perché ci viene riconosciuto il lavoro sui CAE come strumento le cui potenzialità sotto-utilizzate vanno invece  trasformate in azione da portare avanti nel vivo di problematiche che i lavoratori e le lavoratrici dei gruppi transnazionali spesso subiscono, quando invece hanno diritto ad esserne informati e consultati preventivamente tramite i loro rappresentanti nei CAE.

Nel mio intervento ho ricordato il metodo che nel Progetto abbiamo utilizzato, partendo dal livello teoretico della Direttiva, del suo significato, diritti, contraddizioni, obbiettivi e punti di forza, per recuperare da quel livello, troppo spesso negletto, gli strumenti da utilizzare perché i diritti dei lavoratori nei CAE vengano effettivamente ed efficacemente esercitati e diano senso al lavoro di questi organismi.

Ho sottolineato la sfida dell’anticipazione del cambiamento, una sfida che dobbiamo raccogliere come rappresentanti sindacali dei lavoratori nei gruppi transnazionali, ma che può essere raccolta solo se le informazioni ci vengono fornite fin dalla fase di ideazione delle strategie aziendali, solo se, quindi, siamo messi in grado di analizzarle e di avere il tempo e la materia per formulare una nostra analisi, una nostra proposta da portare nel confronto con l’azienda e su questa lavorare per farla contare come proposta nel processo decisionale.

In una parola vogliamo una consultazione effettiva ed efficace e su questo abbiamo iniziato la nostra campagna, certo non isolatamente come Fisac, ma costruendo le alleanze e facendo vivere la nostra idea di campagna nelle sedi e fra i soggetti che hanno titolo a realizzarla, da Uni Europa alla C.E.S. (insieme alla CGIL che come Confederazione è fra i maggiori affiliati CES), dalla Federazione Bancaria Europea a Business Europe e, infine, appunto a livello del Parlamento Europeo in un’interlocuzione diretta con la Commissione Europea e nello specifico con la Commissaria Thyssen della Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Inclusione.

Come faceva notare nel suo intervento Luca Visentini, Segretario Generale CES, veniamo da anni di attacco concentrico alla contrattazione collettiva soprattutto al contratto nazionale e dobbiamo quindi, tra le altre cose, rivendicare un pieno funzionamento dei CAE senza attribuire loro compiti impropri quali appunto la contrattazione collettiva, ma pretendendo che siano messi in condizione di assolvere la loro missione ed i loro compiti di rappresentanza.

In vista delle elezioni del prossimo maggio 2019 per il rinnovo del Parlamento Europeo, saremo impegnati a chiedere ed ottenere il sostegno alle battaglie del sindacato in Europa,  da parte del più ampio numero di candidati e candidate a queste elezioni e per l’appunto lo faremo di concerto con gli altri sindacati di categoria, con la Confederazione, con UNI Europa e con la CES.

Mario Ongaro