CGIL: Nota sul Climate reality project di Al Gore a Berlino

Dal 26 al 28 giugno si è svolto a Berlino il 38° corso di formazione per attivisti del Clima del Climate Reality Project. Il progetto, fondato dall’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore, è nato per formare attivisti climatici da tutto il mondo e renderli in grado di agire per affrontare la crisi climatica. Climate Reality ha formato più di 14.000 attivisti che lavorano in 141 paesi. I più recenti corsi di formazione si sono tenuti a Città del Messico, Pittsburgh, Washington, Denver, Shenzhen, Manila, Miami, Toronto, Nuova Delhi, Rio de Janeiro e Berlino. Climate Reality ha 10 filiali globali, di cui una in Europa.

La formazione ha offerto la possibilità di imparare direttamente da Al Gore e da numerosi scienziati e comunicatori del clima come ispirare l’azione e guidare le proprie comunità nella lotta per un futuro sostenibile alimentato da energia pulita. Le varie sessioni avevano l’obiettivo di mettere a conoscenza i partecipanti sulle migliori modalità per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi climatica, promuovere le soluzioni esistenti per contrastare il cambiamento climatico, la transizione energetica e la mobilità sostenibile, fare pressioni sui leader dei governi, nazionali e locali, affinché agiscano. Al Gore ha presentato la lezione resa celebre dal film documentario “An Inconvenient Truth”, premio Oscar nel 2007, che affronta il problema del riscaldamento globale, discute le implicazioni politiche ed economiche della catastrofe, illustra le conseguenze del riscaldamento già in atto e le conseguenze per la vita sulla terra se non si interverrà immediatamente, a livello globale, per ridurre le emissioni di gas serra. Le slides, molto efficaci e costantemente aggiornate, sono a disposizione anche dei nuovi Leaders climatici usciti dal trainer di Berlino, sia nella versione integrale che in una versione ridotta di 10 minuti per presentarle nelle comunità di provenienza, nei posti di lavoro, in famiglia, fra gli amici e diffondere la consapevolezza dei rischi, ma anche delle possibili soluzioni alla crisi climatica.

Il corso era focalizzato sull’Europa, in particolare sulle opportunità che deriverebbero al continente da un incremento delle ambizioni di riduzione delle emissioni, il phase out dal carbone e la giusta transizione per i lavoratori del carbone e delle fonti fossili e per le comunità che basano le loro economie su questi fonti di energia che devono essere superate, il futuro del settore automotive e dei trasporti sostenibili. Tempismo perfetto considerato che negli stessi giorni della formazione si svolgeva a Berlino la riunione della Commissione governativa sul carbone che dovrebbe proporre una data di uscita dal carbone per la Germania, che rispetti il clima, trovando soluzioni per nuovi posti di lavoro e nuove infrastrutture per le regioni interessate.

Non sono mancati riferimenti anche agli Stati Uniti e alle posizioni negazioniste del Presidente Trump. Per quanto riguarda l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul Clima di Parigi Al Gore ha fatto un passaggio chiarificatore: Trump ha annunciato l’intenzione di uscire dall’accordo a giugno 2017 ma l’annuncio ufficiale non può essere fatto prima di tre anni dall’entrata in vigore dell’Accordo, ovvero il 4 novembre 2019.

L’uscita dall’Accordo sarebbe effettiva un anno dopo l’annuncio ufficiale, il 4 novembre 2020 ma il giorno precedente, il 3 novembre, si svolgeranno le nuove elezioni presidenziali degli Stati Uniti, quindi possiamo ancora sperare che qualcosa cambi. In vari passaggi della tre giorni Al Gore ha invitato i nuovi leaders climatici a usare la propria voce e il proprio voto per determinare il cambiamento necessario e urgente. Il riferimento al voto ha riguardato le prossime elezioni europee, il voto americano ma anche le elezioni a vari livelli istituzionali locali, tutte occasioni in cui è possibile determinare le future politiche amiche del clima. Sappiamo che gli impegni volontari assunti dai vari paesi per raggiungere l’obiettivo di contenere l’incremento della temperatura entro 1,5° non sono sufficienti, serve un radicale cambiamento e un innalzamento delle ambizioni politiche a livello globale. La prossima COP che si svolgerà a Katowice in Polonia, anche per le posizioni politiche pro carbone del governo polacco rischia di non produrre i necessari avanzamenti. Per evitare che questo accada è assolutamente necessario far crescere un movimento per il clima in grado di condizionare le politiche dei governi, per questo è indiscutibile il contributo che anche il Climate Reality Project può dare formando attivisti in tutto il mondo e creando una rete di sostegno e di contatti in grado di facilitare e connettere le azioni.

(10 luglio 2018)

Photo by jdlasica