Se gli onorevoli si informano su Facebook

da Rassegna.it – Dove vi informate quando vi informate? Fino a qualche anno fa la stragrande maggioranza degli italiani avrebbe risposto sui tg, sui quotidiani, al limite sulle flash news delle emittenti radio. Ma nell’arco di poco tempo tutto è cambiato. Un studio realizzato dall’agenzia YouTrend/Quorum in collaborazione con la Cattaneo Zanetto, pubblicato ieri (17 luglio), ha fatto luce su come si informano i nostri parlamentari.

Un campione decisamente particolare, sia per possibilità di accesso che di utilizzo di media e informazioni, ma il risultato oltre a essere interessante è anche un ottimo spunto di riflessione. Perché se chi ha a disposizione rassegne stampa e quotidiani dichiara comunque di informarsi prevalentemente sul web, pur ritenendo fonti più attendibili le principali agenzie di stampa e il Sole-24 Ore, come si informerà chi non ha la stessa accessibilità alle fonti più affidabili?

Lo studio sottolinea come il 96% dei parlamentari della XVIII legislatura fa ampio ricorso a Internet per informarsi: Facebook, Whatsapp e Twitter, nell’ordine, le piattaforme più usate. Con differenze significative in base agli orientamenti politici che vedono i parlamentari del Movimento 5Stelle e della Lega preferire Facebook, mentre quelli del Pd e Forza Italia utilizzano maggiormente Twitter.

E parlando di web, l’indagine non poteva non mettere il dito sulla madre di tutte le questioni che riguardano i social media: le fake news, le notizie false. L’80% degli intervistati è d’accordo sulla loro pericolosità nell’influenzare l’opinione pubblica. Quante volte abbiamo assistito a veri e propri linciaggi mediatici scatenati da una fake? Uno su tutti l’ormai celebre foto di Steven Spielberg accanto al corpo apparentemente senza vita di una delle fantastiche belve di Jurassic Park. Lo scatto finì su Facebook in un post animalista che invitava al linciaggio virale del cacciatore in posa. In pochi minuti quel post grossolanamente falso scatenò migliaia di condivisioni, commenti e insulti che non si sono fermati nemmeno davanti a chi, riconoscendo regista e creatura giurassica, provava ad avvisare dell’errore.

Un mondo, quello di Facebook e dei social più in generale, che nell’era del web è diventato sempre più importante e forse determinante anche per chi si occupa di sindacato. Basti pensare che secondo le statistiche ufficiali in Italia gli utenti di Facebook sono oltre 30 milioni su una popolazione complessiva di 60 milioni di individui, il 75% dei quali tra i 15 e i 75 anni.

Un’ultima annotazione interessante sullo studioYouTrend/CattaneoZanetto. Alla domanda se le notizie false favoriscano le tendenze populiste il 96% degli intervistati del Pd e il 98% di Forza Italia si è dichiarato d’accordo, contro il 4% appena dei rappresentanti di 5 Stelle e Lega.

Esmeralda Rizzi è responsabile social Cgil nazionale

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