Gruppo BPopBari: fermiamo il caporalato

3 - Fisac Cgil

Fermiamo il caporalato

La Fisac CGIL Banca Popolare di Bari si aggiunge ai tanti messaggi di cordoglio per la morte dei dodici immigrati a Foggia, successiva ad un precedente disastro con quattro morti innocenti sempre nel foggiano: tutte vittime del caporalato che, nonostante la legge approvata dal Parlamento nella scorsa legislatura, con anche pene importanti, oggi più che mai è recrudescente e di vigliacco sfruttamento; sarebbe sufficiente applicare con impegno tali norme anziché lavorare per abrogarla, pensando di risolvere il problema con l’eliminazione fisica dei ghetti. I ghetti esistono ed esisteranno fintanto che i lavoratori saranno costretti al lavoro nero, anziché vedersi corrisposte le paghe contrattuali che gli consentirebbero di vivere con dignità.

Condanniamo altresì queste forme di nuova schiavitù che vedono protagonisti gli immigrati, figlie di un capitalismo esasperato che non ha pietà neppure della vita di donne e uomini soli ed indifesi. Ci aspettiamo, a maggior ragione da un Governo così “dinamico” nella gestione dell’immigrazione, delle concrete azioni definitive contro le piaghe della schiavitù e del caporalato che colpiscono esseri umani deboli ed indifesi che affrontano viaggi spesso carichi di morte per un semplice pezzo di pane.

La nostra Costituzione parla chiaro in termini di diritto al lavoro, di accoglienza e di dignità uguale per tutti gli uomini ed è ormai non più rinviabile il rispetto di tali norme fondamentali di civiltà.

Segreteria Odc FISAC/CGIL
Gruppo BPopBari