Fideuram: la nostra posizione su Congresso CGIL e temi aziendali

CONGRESSO CGIL

Per noi lavoratori, prima che iscritti, l’indicazione di Maurizio Landini come prossimo segretario generale della CGIL è una notizia molto buona. Landini rappresenta l’idea di un sindacato che, oltre al sedersi al tavolo della trattativa per ricercare il miglior accordo possibile, non fa sconti gratuiti alla controparte e se necessario si sa schierare in posizione vertenziale, resistendo ed insistendo sulle giuste rivendicazioni.
Landini rappresenta inoltre la volontà di ricercare concretamente la democrazia sindacale: “Se vuoi essere democratico devi decidere assieme ai lavoratori”, questa una sua efficacissima tesi. Ed ugualmente efficaci sono le tante immagini di lui assieme ai lavoratori nei cortei, nelle manifestazioni, nei picchetti. La CGIL è collettiva per definizione, quindi la sua candidatura non porta in alcun modo il messaggio dell’uomo solo, carismatico, al comando. Al contrario, Landini è sostenuto proprio dai lavoratori, dagli iscritti e dalle iscritte, i quali capiscono bene che rispetto al quadro dato dell’attacco sistematico al mondo del lavoro, del populismo e della deregolamentazione sfrenata, occorre uno scatto, un cambio di passo collettivo.

 

50ESIMO FIDEURAM

Sabato 20 ottobre a Milano Fideuram ha festeggiato i suoi 50 anni. Il video promozionale sulla KeyTV aveva anticipato che “sabato a Milano c’è il sole”, giocando sulle previsioni meteo e lo splendore dell’evento in via di organizzazione. Folta presenza di promotori, in proporzione molta meno quella dei dipendenti, anche per ragioni logistiche. Comunque tanti, tantissimi ad occupare un enorme hangar edificato in occasione della recente Expo.

L’excursus della storia aziendale, dalle origini fino ai giorni nostri è stato effettuato tramite una narrazione tanto enfatizzata quanto discorsiva, in un tripudio di slide, filmati, immagini della storia italiana e mondiale dal dopoguerra ad oggi. Fideuram si trasformava negli anni in quello che è oggi e nel frattempo sui mega schermi volteggiavano fotografie ad effetto della crisi petrolifera, della vittoria ai mondiali di calcio dell’82, la caduta del Muro di Berlino, l’11 settembre ecc..

Negli interventi che si sono succeduti si è parlato di risparmio degli italiani, di intuizioni, di successi. Messina – CEO del Gruppo ISP – tramite video pre-registrato ha definito da Divisione Private Banking costruita attorno a Fideuram come la punta di diamante e principale fonte di crescita del valore dell’intero Gruppo ISP. Nessun riferimento alle tante ristrutturazioni e riorganizzazioni imposte a Fideuram negli anni, spesso senza costrutto. Alcuni accenni, quasi stizzosi, verso chi è “andato via”.

Persino un riferimento al fallimento – più di 15 anni fa – dell’esperienza francese di Fideuram Wargny, alle persone che erano “sbagliate”. Poco prima Gros Pietro – Presidente del Gruppo ISP – aveva chiuso il suo intervento alludendo al fatto che il modello Fideuram sarà prezioso anche per “un paese molto più grande del nostro”. La questione della proiezione estera, del trovare il modo di fare business all’estero, nel private banking, era e rimane quindi tra le priorità da indirizzare. Ma con quale baricentro?

Chiaramente è stata una gran festa, un inno al gruppo, al numero, un serrare i ranghi, esaltazione del “quanti siamo”, del noi “abbiamo fatto la storia”. Nessun accenno comunque al disegno strategico, al futuro concreto, al perimetro delle attività, alle politiche verso i private banker, ai margini di autonomia per lo sviluppo del business. Un diluvio di complimenti alla qualità e all’unicità del modello Fideuram, poco o nulla sul ruolo e la prospettiva.

Dopo la festa, e nel momento in cui Intesa Sanpaolo cerca private banker su tutto il territorio nazionale (“…che abbiano maturato una solida esperienza nel settore e che siano motivati ad intraprendere una nuova sfida professionale.”), rimane quindi la domanda su quale futuro ci aspetta come Fideuram…

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