Calcagni: se Banco BPM vende piattaforma Npl lavoratori conservino contratto

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 30 nov – L’accordo con l’Abi sulle pressioni commerciali, ha notato Calcagni, è «di natura pregevole» e il primo di questo tipo in Europa, «ma poi quando viene calato nella pratica viene eluso o aggirato», in particolare «dalle aziende più grandi». «Il fatto che i dipendenti UniCredit si siano messi in mobilitazione, sostenuti anche dalle segreteria generali, ha determinato una presa di coscienza in Abi che la situazione è al limite», ha chiarito ancora. La vertenza, ha proseguito Calcagni, «deve essere inquadrata anche in una condizione di tutela del risparmio. Estrarre valore della clientela in questo modo significa solo trasferire commissioni dal cliente al conto economico della banca, molte volte mettendo a rischio il risparmio». La situazione di tensione in UniCredit, ha ricordato il nuovo numero uno della Fisac-Cgil, si è venuta a creare in seguito alla «grande fuoriuscita di lavoratori che ha colpito in primo luogo le agenzie. UniCredit aveva fatto un patto negli anni scorsi con i sindacati per assumere giovani, che però fino a qui sostanzialmente è stato eluso, creando disservizio e stress tra i colleghi». Quello di UniCredit non è tuttavia l’unico fronte sindacale aperto nel settore bancario.

Ieri alcuni dipendenti di Banco Bpm hanno protestato contro la probabile vendita della piattaforma di gestione degli Npl. Anche in questo caso, ha assicurato Calcagni, la Fisac è pronta a sostenere «la lotta dei lavoratori se riterranno opportuno farla». «Sono operazioni di carattere finanziario e su questo sono fermamente contrario – ha scandito – Non ci convincono le dichiarazioni che parlano di scelte di carattere industriale». «Siamo contrari», ha ribadito, annunciando in ogni caso che se l’operazione andrà avanti il sindacato «difenderà senza remore il fatto che i lavori coinvolti continuino ad avere il contratto del credito e soprattutto il fatto che i futuri assunti» nella società che nascerà in seguito alla cessione della piattaforma «dovranno essere assunti con il contratto del credito». Sullo sfondo, infine, resta il tema del rinnovo del contratto nazionale.

Calcagni ha convocato per il 10 dicembre la segreteria Fiasc per «avviare la costruzione della piattaforma e presentarla il prima possibile». Si tratterà, ha chiarito, «di una piattaforma che affonderà le radici nelle condizioni reali delle persone che lavorano» e che «metterà al centro il recupero salariale», per cui «ci sarà una richiesta robusta, che quantificheremo a giorni». L’obiettivo è «connettere sempre di più il sindacato con il mondo dei lavoratori in carne e ossa». Le trattative con l’Abi partiranno a inizio 2019.