Gruppo Banco BPM: sciopero NPL e Profamily

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CONTRO LE IPOTESI DI CESSIONE DI LAVORATORI ALL’ESTERNO DEL GRUPPO UNA SOLA RISPOSTA: SCIOPERO!

Il 17 dicembre si è svolto il tentativo di conciliazione a seguito della proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori del comparto Non Performing Loans (NPL) e della Società di credito al consumo ProFamily, attualmente partecipata al 100% dal Banco Bpm.

Non essendo emersi nel corso di questo incontro in ABI, né nell’incontro del giorno successivo in azienda sufficienti rassicurazioni rispetto al rischio di cessione di ramo d’azienda e di cessione di società all’esterno del Gruppo, con conseguente cessione anche di centinaia di lavoratori, le OO.SS. hanno deciso di proseguire lo stato di agitazione, confermando la proclamazione di:

UNA GIORNATA DI SCIOPERO PER IL PROSSIMO
21 GENNAIO

di tutti i colleghi del comparto NPL di Banco Bpm e di ProFamily

Avendo in molte occasioni espresso la più netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di cessione di personale all’esterno del Gruppo ed avendo raccolto, nel corso delle assemblee dei lavoratori, il mandato ad adottare tutte le iniziative necessarie alla loro tutela, se non interverranno novità da parte aziendale atte a scongiurare le ricadute negative derivanti dalle suddette operazioni, lo SCIOPERO rimane l’unica strada percorribile.

La giornata di sciopero sarà articolata secondo le seguenti modalità:

•per tutti i lavoratori full time del comparto NPL e di ProFamily, intera giornata;
•per i colleghi con contratto part time orizzontale, intera giornata lavorativa secondo gli orari previsti dal relativo contratto;
•part time verticale, intera giornata lavorativa, come per i colleghi full time, nel caso in cui il 21 gennaio sia giornata lavorativa.

L’indizione dello sciopero è motivata anche dalla allarmante e grave incoerenza delle suddette operazioni rispetto a quanto previsto dal piano strategico 2016/2019 del Gruppo, in cui era stata espressamente prevista la valorizzazione delle “società prodotto”, tra cui ProFamily, considerate alla stregua di gioielli di famiglia, mentre il comparto NPL, non solo non era previsto che fosse ceduto, ma avrebbe dovuto addirittura essere potenziato, in modo da farlo diventare il fiore all’occhiello del nuovo Gruppo, con l’intento di aumentare la percentuale di recupero dell’elevato stock dei crediti in sofferenza.

Ci chiediamo quindi quale credibilità possa avere un’azienda che, a fronte di roboanti dichiarazioni sul fronte istituzionale, nella realtà dei fatti poi mette in pratica soluzioni di segno diametralmente opposto!

Milano, 9.01.19

COORDINAMENTI GRUPPO BANCO BPM
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