Come sempre,   mi avrete accanto
Unicredit: accordo su benessere nei luoghi di lavoro e politiche commerciali
Intervista al nuovo Segretario Generale della Fisac Toscana:
FisacSostiene
BCC: sarà vera riforma?
UnipolSai: riprendiamoci il contratto
È appena uscita La Newsletter Fisac Cgil Toscana Numero 1 Maggio 2016
Il saluto di Anna Maria Romano. Carissimi, dopo sette anni, intensi e complicati, ho lasciato la Segreteria Generale delle Fisac Toscana per occuparmi a tempo pieno delle Politiche Internazionali… Leggi tutto
Di Silva Biagi - Nel corso dell'ultimo anno si sono succeduti interventi normativi tesi a riformare il settore del credito che, pur con le difficoltà che lo traversano, rimane fondamentale per lo sviluppo e la ripresa dell'economia del nostro paese. In questo contesto si colloca la riforma del credito cooperativo. L'obiettivo del recente decreto è senz'altro quello di di migliorare la trasparenza, l'efficienza, l'assetto organizzativo e rimuovere le debolezze strutturali del sistema delle BCC.  Leggi tutto
Presentazione:
Fisac Graffiti -  Di alessio Atrei
Disastro Banca Etruria Priorità alla difesa dei lavoratori
Lavoratori e Territori le nostre priorità
Sotto Pressione!  a Pisa si misura lo Stress
Teniamoci Informati, cresceremo
di Laura Marchini  - Lo stress è una risposta aspecifica, adattativa dell’organismo, e come tale non ha sempre una connotazione negativa. La acquista quando si è sottoposti a situazioni che superano la propria capacità di farvi fronte per un periodo più o meno lungo. In questa accezione , è intuitivo come tutte le categorie di lavoratori possono esserne coinvolte e non solo, come è noto, gli operatori sanitari. In particolare è interessante sapere come i lavoratori del settore terziario, a cui appartengono il commercio, i trasporti, i servizi bancari e assicurativi, i servizi informatici, siano colpiti da questa problematica considerando che da qualche decennio l’economia è caratterizzata da una continua e progressiva crescita di tutte le attività del settore terziario. .  Leggi  tutto.
In breve:
di Maria Agueci - Siamo stati i primi, insieme ad altre 3 banche (Banca Marche, Cari Ferrara e Cari Chieti), a subire gli effetti della nuova normativa europea sulla risoluzione delle crisi bancarie, meglio nota per il bail in, ovvero uno dei suoi più dirompenti effetti per risparmiatori e depositanti, chiamati ad accollarsi le conseguenze del dissesto delle banche, in luogo dello stato. Era il 22 novembre del 2015, a tarda notte, quando l'azienda ci ha chiamato per comunicarci la bella notizia: siamo stati salvati insieme alle altre 3 banche..... Leggi tutto.
In una società nella quale siamo sommersi da una massa vastissima di informazioni e sollecitati attraverso i più disparati strumenti di comunicazione a tutte le ore del giorno e della notte, qualcuno può pensare sia inutile o velleitario dotarsi di uno strumento informativo da parte di una categoria sindacale regionale.  Leggi tutto
D.- Daniele Quiriconi da quasi un mese sei diventato segretario generale della Fisac Toscana dopo tanti anni in Confederazione: quali sono le tue prime impressioni? R.- Inevitabilmente quelle di un mondo per certi versi nuovo nel quale però ho sorprendentemente ritrovato alcuni fenomeni, come la pirateria contrattuale negli appalti asssicurativi, con i quali avevamo fatto i conti nell’industria nella seconda metà… Leggi tutto
Banco Popolare: Accordo in materia di Sviluppo Sostenibile e Politiche Commerciali
Di Paolo Cecchi. Il fondo Atlante nascerà in maggio grazie all’apporto di capitali privati forniti dalle banche (in primis da Unicredit e Intesa Sanpaolo) e da altri enti quali Fondazioni, Cassa Depositi e Prestiti, altre banche in quota minore e dai principali gruppi assicurativi, oltre ad eventuali ed ulteriori soggetti privati. 
Cr Volterra: il nostro sciopero per il futuro
Speciale Fondo Atlante cos’è, a cosa serve
Di Gregorio Furiesi. Sono passati pochi mesi dal fallimento di Banca Etruria ed il sistema creditizio toscano continua a focalizzare le attenzioni .La vicenda della banca aretina, caratterizzata da un radicato clientelismo sul territorio... Leggi tutto
“Servono Unità e   lotta alla sfiducia"
di Silva Biagi - Nel corso dell'ultimo anno si sono succeduti interventi normativi tesi a riformare il settore del credito che, pur con le difficoltà che lo traversano, rimane fondamentale per lo sviluppo e la ripresa dell'economia del nostro paese. In questo contesto si colloca la riforma del credito cooperativo. L'obiettivo del recente decreto è senz'altro quello di di migliorare la trasparenza, l'efficienza, l'assetto organizzativo e rimuovere le debolezze strutturali del sistema delle BCC.  Leggi tutto
FisacSostiene
Teniamoci informati, cresceremo In una società nella quale siamo sommersi da una massa vastissima di informazioni e sollecitati attraverso i più disparati strumenti di comunicazione a tutte le ore del giorno e della notte, qualcuno può pensare sia inutile o velleitario dotarsi di uno strumento informativo da parte di una categoria sindacale regionale.  Potranno esserci anche iscritti o compagni di strutture che riterranno l’invio fastidioso e altri che l’ apprezzeranno ma in generale è sicuro che l’informazione sulle iniziative sindacali o il punto di vista dei lavoratori non trova grande e obiettiva risonanza di questi tempi.  Basta pensare allo sciopero dei lavoratori metalmeccanici del 20 Aprile u.s. largamente ignorato dalla stampa. Più in generale e molto modestamente, ci ripromettiamo di coinvolgere anche dal punto di vista della circolarità delle informazioni non solo gli iscritti alla Fisac Toscana ma il gruppo dirigente confederale e le altre categorie, perché come più volte riaffermato anche in queste settimane, la situazione del credito e il suo riassetto organizzativo non è un mero riordino dei poteri, ma sostanza della possibilità di rilancio economico del paese, oltrechè decisivo per il ruolo, il profilo e il destino di decine di migliaia di lavoratori.  E tuttavia è altrettanto vero che ciò che avviene nel nostro settore, è generalmente poco conosciuto e non è patrimonio dell’intera CGIL a tutti i livelli.  La Toscana, insieme al Veneto forse l’epicentro di questo processo gigantesco di riassetto di sistema, è coinvolta in un insieme di vertenze che porteranno in dote problemi complessi per i lavoratori che si aggiungeranno alla difficilissima fase vissuta fino ad ora e di cui sono intessute le cronache di queste ore.  Se oltre a far circolare un po’ di notizie al di là della categoria, riusciremo anche a contribuire ad innescare qualche riflessione più strutturata e raccogliere contributi e sollecitazioni a nuove iniziative, sarà valsa la pena anche di dar vita a “FISAC Sostiene” e agli altri strumenti a cui stiamo lavorando per alzare la voce dei lavoratori del credito, delle assicurazioni, degli appalti non di rado sovrastata e inascoltata in questi tempi difficili. Ma su questo, ci aspettiamo la collaborazione di tutti. Uscire alla vigilia del Primo Maggio speriamo sia di buon auspicio.
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Disastro Banca Etruria, priorità alla difesa dei lavoratori di Maria Agueci Siamo stati i primi, insieme ad altre 3 banche (Banca Marche, Cari Ferrara e Cari Chieti), a subire gli effetti della nuova normativa europea sulla risoluzione delle crisi bancarie, meglio nota per il bail in, ovvero uno dei suoi più dirompenti effetti per risparmiatori e depositanti, chiamati ad accollarsi le conseguenze del dissesto delle banche, in luogo dello stato. Era il 22 novembre del 2015, a tarda notte, quando l'azienda ci ha chiamato per comunicarci la bella notizia: siamo stati salvati insieme alle altre 3 banche..... Facciamo un passo indietro. Era il 13 dicembre 2013, ore 23,30, il giorno e l'ora in cui si è ufficializzata la disfatta della Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio. Le organizzazioni sindacali furono convocate in Direzione Generale, l'allora Presidente e il Direttore Generale ci comunicarono che su indicazioni della Banca d'Italia la Banca doveva in tempi rapidi trovare un partner di elevato standig per un'aggregazione. La notizia ci colse di sorpresa, avevamo ancora nelle orecchie quanto ci era stato detto in occasione dell'ultima Convention del personale del 5 dicembre 2013, dove lo stesso Direttore Generale ci aveva spiegato con dovizia di dati che il nostro istituto era un gioiellino proiettato verso un luminoso futuro. Da allora si è susseguito un vortice di accadimenti, la mancata aggregazione con la Popolare di Vicenza, le multe sanzionate agli ex amministratori, l'accordo per il contenimento del costo del lavoro del 7 febbraio 2015, il commissariamento dell'11 febbraio 2015, il famigerato decreto 180. In mezzo i dipendenti, costretti a subire pesanti sacrifici economici in virtù dell'accordo sulla riduzione del costo del lavoro (fondo esuberi con fuoriuscita di 254 colleghi, giornate di solidarietà per complessivi 10 milioni di euro in 3 anni), la rabbia dei risparmiatori, con denunce penali, aggressioni e insulti, le speranze nel futuro mortificate perchè ad oggi è evidente che non siamo affatto ancora “in salvo”. E' vero che la nostra situazione si inquadra in un contesto economico di crisi sistemica - tra 2012 e 2013 si registra in Italia una contrazione della spesa delle famiglie di circa 56 miliardi di euro; tra il 2008 e il 2012 sono state chiuse circa 9000 imprese storiche in toscana, con più di 50 anni di attività; incremento in Toscana del 33,8%, tra il 2012 ed il 2013, delle imprese sottoposte a procedure concorsuali; nella sola provincia di Arezzo, al 31/12/2015, le imprese in difficoltà, con rapporti accesi in Banca Etruria, risultano circa 6 mila. E' altrettanto vero che lo stato di crisi imponeva una gestione della banca all'insegna della massima capacità, prudenza e trasparenza, e non di una politica aziendale non all'altezza - come evidenziato dai verbali ispettivi di Banca d'Italia, e sembra emergere inequivocabilmente dalle numerose inchieste della magistratura -, che le ha impartito il colpo di grazia. Le nostra proposta - “Banca Etruria: un punto di riferimento mettendoci la faccia”, Newsletter Fisac Toscana, pubblicata il 23/12/2015, presentata ai politici il 26/11/2015 come proposta di emendamento alla legge di stabilità -, intendeva mettere daccordo 3 questioni:  1) salvaguardia dei posti di lavoro dei colleghi  2) ristoro dei risparmiatori azzerati dal decreto 183  3) attenzione all'economia e allo sviluppo dei territori. Ad oggi la posizione dei dipendenti è avvolta nell'incertezza, e sembra che lo sarà ancora per lungo tempo. Affermiamo con forza che qualunque sarà la sorte di Banca Etruria, noi continueremo la nostra battaglia per la tutela dell'occupazione, dei livelli salariali, per gestire al meglio l'eventuale richiesta di mobilità territoriale, e per contenere al massimo i disagi legati a piani industriali votati solo al contenimento del cost income, consci che l'esito della nostra piccola storia recente costituirà un importante precedente nell'incerto panorama bancario italiano, violentemente scosso dalle recenti vicende.
Pressioni Commerciali? A Pisa si misura lo stressdi Laura MarchiniLo stress è una risposta aspecifica, adattativa dell’organismo, e come tale non ha sempre una connotazione negativa. La acquista quando si è sottoposti a situazioni che superano la propria capacità di farvi fronte per un periodo più o meno lungo.  In questa accezione , è intuitivo come tutte le categorie di lavoratori possono esserne coinvolte e non solo, come è noto, gli operatori sanitari. In particolare è interessante sapere come i lavoratori del settore terziario, a cui appartengono il commercio, i trasporti, i servizi bancari e assicurativi, i servizi informatici, siano colpiti da questa problematica considerando che da qualche decennio l’economia è caratterizzata da una continua e progressiva crescita di tutte le attività del settore terziario.  Allo stress lavoro correlato è stata riconosciuta ormai da tempo una sua dignità giuridica:  l’ Art.28 del D.Lgs.81/2008 obbliga il datore di lavoro a valutare tutti i rischi, compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato, mentre, l’ Art.2 del D.Lgs.81 definisce la salute come stato di benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in uno stato di assenza di malattia o infermità.  Lo stress è ritenuto la causa preponderante delle assenze da lavoro e viene associato a problemi di salute, quali patologie cardiovascolari, disturbi muscoscheletrici e traumi da sforzi ripetuti (Fondazione europea di Dublino). L’impatto sulla qualità della vita del lavoratore è quindi notevole.  La qualità della vita (QoL) è un concetto simile a quello di benessere ed è una funzione delle condizioni di vita delle persone. Oltre ad una dimensione economica, comprende anche le relazioni sociali, la salute e la sostenibilità dell'ambiente da cui esse dipendono. In generale, almeno tre dimensioni principali vengono fatte rientrare nel concetto di qualità della vita: una dimensione socio-culturale, una ambientale e una economica.  In definitiva, considerando che L'OMS ritiene che, entro il 2020, la depressione diventerà la causa principale d'inabilità al lavoro, il luogo di lavoro può costituire un ambiente privilegiato per la prevenzione dei disturbi psicologici e per la promozione di una migliore salute mentale, pertanto è fondamentale indagare tutti quei fattori che contribuiscono a creare un ambiente di lavoro equilibrato e favorevole alla salute psicofisica dei dipendenti.  Negli ultimi anni i lavoratori bancari vivono in un clima reso “stressogeno” dalle continue pressioni commerciali, con incitazioni alla vendita che non di rado si trasformano in minacce. Con lo scopo di costruire uno strumento funzionale al contrasto di questo fenomeno la  Fisac- PISA ha messo in campo una rilevazione dello stress lavoro- correlato nella categoria dei bancari, con il sostegno della Fisac Toscana. In collaborazione con il Dipartimento di Salute Pubblica dell’Università “La Sapienza” di Roma è stato elaborato un protocollo di ricerca per impostare uno studio osservazionale trasversale il cui obiettivo è valutare la qualità della vita lavorativa dei dipendenti bancari. Strumento di indagine principe nella misurazione dello stress lavoro –correlato è il questionario anonimo on-line e, per la prima volta, è stato creato un questionario ad “hoc” per la nostra categoria. Il questionario  nelle prossime settimane verrà distribuito ai lavoratori della categoria a Pisa  e provincia, grazie all’indispensabile  e attivo contributo di tutte le RSA pisane della Fisac –CGIL . I dati saranno poi elaborati dall’Università stessa , garantendo così la terzietà dell’analisi svolta. L’analisi statistica verrà effettuata con il software Statistical Package for the Social Sciences (SPSS) 20.0 L’analisi di tipo descrittivo utilizzerò moda, mediana, deviazione standard per variabili di tipo quantitativo; percentuali e tabelle di frequenza verranno, invece, utilizzate per descrivere la variabili qualitative. Analisi di associazione tra fattori ambientali e stress verranno valutati con l’ausilio di test statistici parametrici e non parametrici. Modelli di regressione multivariata saranno realizzati per valutare le associazioni tra più covariante rispetto agli “outcome” stress correlati. A completamento della reportistica sarà effettuata anche un’ analisi grafica. Il livello di significatività statistica è fissato a p-value<0.05 . Fare una misurazione scientifica dello stress lavoro –correlato in un campione di bancari potrà consentirci di portare  alla luce un  problema che affligge la nostra categoria,  conferendogli la dignità di un “fatto” e uscendo dal campo delle “opinioni”. Un nuovo impulso per affrontare più efficacemente il tema delle pressioni commerciali che tanto disagio provocano ai lavoratori e che spesso hanno ripercussioni anche all’esterno.  Certamente riteniamo possa essere un valido strumento per sostenere concretamente il percorso di confronto sulle pressioni alla vendita che si dovrà aprire con ABI,  così come  rimarcato dal nostro Segretario Generale, Agostino Megale, dopo la firma dell’articolato del CCNL avvenuta nei giorni scorsi: “Valutando la situazione nel settore e i problemi nati dopo il decreto sulle quattro banche, unitariamente abbiamo posto la necessità di avviare un confronto tra le parti con l’obiettivo di giungere ad un accordo di sistema per la vendita dei prodotti commerciali e l’organizzazione del lavoro capace da un lato di contrastare le pressioni alla vendita che alterano la dignità del lavoro e dall’altra di tutelare più efficacemente il rapporto con i risparmiatori. Ci aspettiamo che su questo tema delle pressioni commerciali Abi dimostri una volontà positiva. Compete a noi lanciare un campagna di contrasto contro queste ultime, per la dignità del lavoro e a tutela del risparmio”.
Intervista a Daniele Quiriconi“Servono  Unità e lotta alla Sfiducia" D.- Daniele Quiriconi da quasi un mese sei diventato segretario generale della Fisac Toscana dopo tanti anni in Confederazione: quali sono le tue prime impressioni? R.- Inevitabilmente quelle di un mondo per certi versi nuovo nel quale però ho sorprendentemente ritrovato alcuni fenomeni, come la pirateria contrattuale negli appalti assicurativi, con i quali avevamo fatto i conti nell’industria nella seconda metà degli anni 90 con i sindacati di comodo. Il  fatto che non ne avessi conoscenza può essere il segno solo di una mia disattenzione o quel che più temo, di un scarsa capacità di far circolare adeguatamente le informazioni nella Confederazione. Proveremo a metterci mano.D.-E’ un momento particolare nella nostra regione per la riorganizzazione del sistema creditizio.R.-Lo è in generale in Europa e in Italia ma certo la Toscana insieme al Veneto è uno dei punti più critici. Non abbiamo avuto solo le vicende di Banca Etruria che ha messo in evidenza la inadeguatezza dei poteri di intervento controllo e sanzione degli organismi di vigilanza, ma anche l’opacità dei rapporti tra banca e sistema politico-istituzionale ed economico locale. Siamo coinvolti nella riorganizzazione e ricapitalizzazione di BPVicenza ( una delle principali ragioni della nascita del Fondo Atlante, insieme a Veneto Banca) che coinvolge centinaia di lavoratori in Toscana a partire dalla ex CR Prato, lo siamo su CARIGE con tra le altre la Banca del Monte di Lucca tra le principali aziende del gruppo e la cui Governance futura è a dir poco incerta. Lo siamo per il processo di accelerazione della “put” esercitata da Intesa su aziende del gruppo, lo siamo in relazione agli assetti futuri, una volta risolto il problema dei crediti deteriorati per MPS che con lo sforzo in primo luogo dei lavoratori e del sindacato è risanata, ma sulla cui futura Governance appunto non c’è certezza. Ma i punti di crisi, come evidenziato anche in questa newsletter sono molti altri.D-. In generale che impressioni hai avuto del dibattito in categoria?R.- E’ davvero presto per fare una valutazione: La Fisac contratta molto, questo lo sapevo da prima, ha saputo gestire nei gruppi un processo gigantesco di riordino che solo in Toscana ha ridotto di 8.000 unità i lavoratori bancari dal 2.008 tutelandoli al meglio. Il processo non è finito e richiede il massimo di unità della categoria. Anche per l’aggressività delle altre sigle, il fatto che non siamo primo sindacato e che la percezione dell’opinione pubblica spesso ( purtroppo) accomuna i lavoratori alle responsabilità unicamente manageriali. Diciamo che sono sorpreso di una certa  “dialettica” interna. Ma mi pare che in Toscana si possa dare un contributo anche in questo senso.D. Se dovessi individuare alcune priorità sulle quali la Fisac Toscana dovrà incentrare la sua azione?R.- Come dicevo unità, lotta alla disuguaglianza nelle aziende e nei settori, recupero del senso di sfiducia dei cittadini anche verso i lavoratori, governo dei processi di riorganizzazione e dell’organizzazione del lavoro in generale nella consapevolezza di ruoli, funzioni e ambiti negoziali già ben definiti. Poi le pressioni commerciali che dovunque sia andato sono state segnalate dai lavoratori come il “TEMA” da affrontare. Naturalmente dopo gli accordi sottoscritti in tutti i più importanti gruppi si tratta di individuare modalità certe di verifica dei comportamenti da censurare e da rimuovere altrimenti qualsiasi "codice" risulterà vano. Decisiva inoltre sarà la capacità dei lavoratori di denunciare e delle RSA aziendali di agire lo strumento.Se ne saremo capaci inoltre, una campagna comunicativa più aggressiva, un’azione per rendere più consapevole tutta la CGIL che ciò che accade nel credito ha una connessione evidente con l’insieme della tutela e della rappresentanza dei nostri interessi, una marcata azione verso il proselitismo. Si parte avvantaggiati dal buon lavoro svolto da Anna Maria Romano, dalla segreteria e da tutto il gruppo dirigente. La Fisac Toscana è una categoria sana, solida politicamente ed economicamente ed è un patrimonio che mettiamo a disposizione di tutta la CGIL.
BCC: sarà vera riforma? Lavoratori e Territori le nostre priorità di Silva Biagi  Nel corso dell'ultimo anno si sono succeduti interventi normativi tesi a riformare il settore del credito che, pur con le difficoltà che lo traversano, rimane fondamentale per lo sviluppo e la ripresa dell'economia del nostro paese. In questo contesto si colloca la riforma del credito cooperativo. L'obiettivo del legislatore è senz'altro quello di di migliorare la trasparenza, l'efficienza, l'assetto organizzativo e rimuovere le debolezze strutturali del sistema delle BCC. In futuro ogni BCC che intenda continuare ad esercitare l'attività in forma di BCC dovrà aderire ad un Gruppo che avrà una capogruppo in forma di società per azioni il cui capitale sarà detenuto in misura maggioritaria dalle banche aderenti. Alla capogruppo sono attribuite funzioni di direzione e di coordinamento tanto più stringenti quanto meno solido risulti l'istituto aderente. Il rischio però è di snaturare il credito cooperativo, perchè uscire dai suoi attuali limiti può allentare il radicamento territoriale e la politica mutualistica, aspetti peculiari di questo settore, assoggettandosi alla legge del profitto. Per la FISAC è auspicabile che si ricerchino le soluzioni efficaci a rafforzare le banche di credito cooperativo, in una prospettiva di orizzonte di lungo periodo e non che ci si limiti ad affrontare la contingenza. Ma a noi interessano soprattutto le ricadute si lavoratori e sugli assetti contrattuali del sistema. Non dimentichiamo che si affronta questa delicata transizione praticamente in assenza di CCNL, in fase di rinnovo ormai da mesi. Che si parli a vanvera di esuberi nell'ordine delle migliaia per i 37000 addetti sembra essere soprattutto una pressione sulle organizzazioni sindacali visto che né Federcasse né il Governo danno segnali di reale attenzione a questo aspetto. Anche in Toscana questo settore sta rapidamente cambiando assetto e il numero delle BCC in Toscana, che alla fine del 2015 erano 26 (con 302 sportelli e 2500 dipendenti), saranno alla fine di quest'anno poco più della metà. E questo con un impatto non trascurabile sui lavoratori addetti. I tavoli di trattativa sulle procedure di aggregazione attualmente aperti sono: - fusione per INCORPORAZIONE di CHIANTIBANCA (dipendenti n. 281), della BANCA DI PISTOIA (dipendenti n. 111) e della BCC AREA PRATESE (dipendenti n. 63); - fusione per UNIONE tra Banca Valdichiana (dipendenti n. 117) e BCC Montepulciano (dipendenti n. 61); - fusione per INCORPORAZIONE di Banca CRAS (dipendenti n. 176) e BancAsciano (dipendenti n. 66); - fusione per UNIONE a TRE tra Banca del Mugello (dipendenti n. 82), la Banca di Signa (dipendenti n. 99) e la BCC Impruneta-Banco - Fiorentino (dipendenti n. 70); - fusione per UNIONE tra CrediUmbria (dipendenti n. 91) associata alla FTBCC e BCC di Mantignana (dipendenti n. 85). Altre fusioni sono state deliberate dai consiglio d’amministrazione: progetto di fusione per UNIONE a TRE tra Banca di Saturnia e Costa d’Argento (dipendenti n. 74), la Banca di Pitigliano (dipendenti n. 55) e la Banca della Maremma (dipendenti n. 81); progetto di fusione per INCORPORAZIONE di Banca di Vignole (dipendenti n. 156) e BCC di Masiano (dipendenti n. 68). Per la FISAC la migliore garanzia di tutela dei lavoratori è sedere ai tavoli delle trattative in modo rigoroso, tenendo sempre ferma l’attenzione al merito delle questioni e cercando ogni volta le soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro ed i diritti dei lavoratori.
Come sempre, mi avrete accanto di Anna Maria Romano Il saluto di Anna Maria Romano. Carissimi, dopo sette anni, intensi e complicati, ho lasciato la Segreteria Generale delle Fisac Toscana per occuparmi a tempo pieno delle Politiche Internazionali, in cooperazione tra CGIL Toscana e Fisac nazionale. Ho fatto una scelta e scegliere è sempre complicato, seppure solo per un cambio di ruolo. Sono stati anni intensi, spesso difficilissimi, ma che mi hanno regalato momenti e persone di grande ricchezza: veramente tanto, troppo da descrivere in poche righe, proprio perché così partecipati, condivisi, intensi. Quello che abbiamo fatto, insieme, lo conosciamo tutti. Il settore è in rapido cambiamento, riforme, crisi e nuove aggregazioni disegnano una mappa inedita dei gruppi bancari e assicurativi a partire dalla nostra regione. Noi rappresentiamo un settore nodale nell'economia tutta, non più riconducibile al solo ambito dei confini nazionali. Il modello economico è strettamente legato e dipendente dal modello di credito: la buona Finanza crea sviluppo e buona occupazione, in controtendenza con il modello di subalternità di politica e società alla finanza stessa, che pare uscire rafforzato dalla crisi economica, delineando una nuova struttura economico-sociale sempre più iniqua. E' necessario ribadire i nostri valori a partire dall'Europa. E' il tempo per il movimento sindacale tutto di un maggiore impegno e di una nuova solidarietà internazionale, in quanto portatori di un'idea di società che mette al primo posto le persone e i diritti. Ringrazio la CGIL Toscana e la Fisac nazionale per l'opportunità che mi viene offerta di lavorare nell'ambito internazionale in un progetto sperimentale di condivisione di una risorsa nell'idea di un rapporto più stringente tra rappresentanza di un settore cruciale come il nostro e confederalità, allo scopo di rendere le politiche e le relazioni internazionali sempre più strumento al servizio di tutta l’organizzazione. Un incarico per il quale la CGIL avrà tutto il mio impegno, nella convinzione che le nostre battaglie per i diritti come strumento di libertà e dignità non hanno confini: intimorita, ma determinata a fare del mio meglio. Un grazie e tutte/i coloro che che hanno partecipato con me a questo lungo percorso, ma che, soprattutto, continueranno il lavoro iniziato insieme: come sempre, mi avrete accanto. Per salutarvi, uso parole che mi sono state regalate: “ridere molto e spesso, guadagnarsi il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini. Ascoltare l’apprezzamento di critici onesti e sopportare il tradimento di falsi amici, apprezzare la bellezza, trovare il meglio negli altri. 
Lasciare il mondo migliorato da un figlio felice, un giardino fiorito o una condizione sociale redenta, sapere che anche una sola vita ha respirato più facilmente perché tu hai vissuto.
questo è avere successo” (R.W. Emerson) E allora grazie, con tutto il cuore, perché in questi sette anni abbiamo costruito, insieme, un’esperienza di grande successo.
Il Fondo Atlante di Paolo Cecchi Il fondo Atlante nascerà in maggio grazie all’apporto di capitali privati forniti dalle banche (in primis da Unicredit e Intesa Sanpaolo) e da altri enti quali Fondazioni, Cassa Depositi e Prestiti, altre banche in quota minore e dai principali gruppi assicurativi, oltre ad eventuali ed ulteriori soggetti privati.  Il fondo partirà con una dotazione iniziale di 3 miliardi ma avrà un plafond stimato di circa il doppio e sarà amministrato da una società di gestione di nome Quaestio Sgr. Lo scopo del fondo sarà prima di tutto quello di garantire il buon esito degli imminenti aumenti di capitale di alcune banche italiane, quali Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca . L'altro importante obiettivo che si pone 'atlante' è quello di acquistare almeno parte dei cosiddetti crediti problematici ed in sofferenza (Non Performing Loans), ad oggi pari a circa 83 mld di Euro al netto delle svalutazioni di bilancio, che appesantiscono negativamente i bilanci di molteplici banche italiane.
Cr Volterra: il nostro sciopero per il futuro  di Gregorio Furiesi Sono passati pochi mesi dal fallimento di Banca Etruria ed il sistema creditizio toscano continua a focalizzare le attenzioni. La vicenda della banca aretina, caratterizzata da  un radicato clientelismo sul territorio e da collegamenti più o meno trasparenti con la politica ed il governo, non è l'unica questione aperta nel panorama bancario della Toscana. I riflettori sono puntati anche sul Monte dei Paschi che, come riportato da numerosi organi di stampa, probabilmente sarà oggetto di un importante operazione societaria le cui caratteristiche sono però al momento del tutto chiare (fusione per incorporazione con un altra banca? Ridimensionamento a banca regionale con cospicua vendita di sportelli?). Come non rammentare la nuova legislazione sulle Banche di Credito Cooperativo che sembra fatta su misura per garantire l'autonomia e il rafforzamento di alcune BCC toscane come la Cambiano e Chianti Banca destinate ad avere un ruolo di primo piano a livello regionale e non solo come testimonia il fatto della nomina di Bini Smaghi come Presidente  di Chianti Banca. Anche le Casse di Risparmio nelle ultime settimane hanno attirato le attenzioni della stampa. Come sappiamo in Toscana sono presenti due Casse di Risparmio autonome – entrambi situate nella Provincia di Pisa a poche decine di chilometri di distanza l'una dall'altra -  in quanto la maggioranza assoluta del capitale sociale e la governance è mantenuta dalle locali Fondazioni e dove tra l'altro la CRV è partecipata per il 20% dalla CRSM S.p.A. e per il 5% dalla Fondazione CRSM. La Fondazione Crsm e quella Crv saranno chiamate a rispettare il  protocollo ACRI/MEF in base al quale le Fondazioni Bancarie dal 2018 non potranno detenere più del 33,3% del proprio patrimonio in un unica partecipazione. La CRSM ha pubblicato il bilancio 2015 chiuso con una perdita di circa 67 milioni di euro ( di cui 22,5 derivano dalla svalutazione della partecipazione in CRVolterra), presentando prontamente un piano di rilancio in cui saranno investiti più di 15 milioni di euro. Vista la pesante perdita di esercizio le OO.SS. e la Banca hanno sottoscritto un accordo con cui viene prorogato per 1 anno il Contratto Integrativo Aziendale (salvo una penalizzazione più che comprensibile sull'elargizione del Premio di Produttività) confermando quindi le tutele ed i diritti per i lavoratori in un momento di grande difficoltà. A Volterra le notizie sono peggiori non tanto per la perdita di esercizio di circa  11 milioni di euro - non ancora pubblicata ma reperibile dalla nota integrativa del bilancio CRSM - ma per il “percorso” intrapreso dalla Banca volterrana: il management volterrano, interrogato dalle Organizzazioni Sindacali preoccupate per la perdita di esercizio,  ha confessato che al momento non esiste nessun piano organizzativo di rilancio aziendale  ed affermando che si limiteranno all'applicazione del cosiddetto modello “hub and spoke” e sull'apertura di “negozi finanziari”, esperienza basata sulla de-professionalizzazione dei lavoratori peraltro percorsa anni fa dalle banche italiane con scarsi risultati. Inoltre, al contrario di quanto successo nella vicina San Miniato, i vertici della Cassa volterrana hanno deciso di “approfittare” dell'alibi della pesante perdita di esercizio per  interrompere le trattative di rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale, per cancellarlo con un colpo di mano e  sostituirlo con una normativa interna unilateralmente deliberata dal Consiglio di Amministrazione della CRV. Tutto questo è indice della reale capacità manageriale di chi ha la responsabilità legale ed amministrativa della Cassa di Risparmio di Volterra. Per questi motivi le Rappresentanze Sindacali FISAC CGIL, FIRST CISL e FABI della CRV hanno proclamato due giornate di sciopero, avvenute la prima il 29 Marzo e la seconda il 15 di Aprile che hanno entrambe registrato una grandissima adesione, rispettivamente del 68 e del 65%  nonostante le subdole e pesanti pressioni messe in campo con una determinazione senza precedenti dalla Direzione generale per “boicottare” il successo dell'iniziativa di mobilitazione proclamata dai sindacati. CRSM e CRV scelgono dunque due strade completamente opposte per reagire alle rispettive perdite di bilancio. Riteniamo che la strategia seguita dalla Banca sanminiatese vada nella giusta direzione mentre quella dell'Istituto volterrano ci preoccupa vivamente non solo per lo scontro frontale con i lavoratori ma anche per l'assenza di una vera e propria strategia di rilancio preferendo navigare  vista. Se aggiungiamo a tutto questo che entro il 2018 la Fondazione CRV che possiede il 75% del capitale sociale della CRV dovrà rispettare il protocollo ACRI /MEF possiamo affermare che molte nuvole minacciose si stanno accumulando sul colle etrusco volterrano. In data 28 aprile le organizzazioni sindacali hanno sollecitato un coinvolgimento della Regione Toscana con la richiesta di incontro a Stefano Ciuoffo. 
Primo Maggio - Festa del Lavoro - Scarica il Volantino Fisac Cgil
di Alessio Atrei