Fisac Toscana: creato il Coordinamento regionale degli assicurativi...
Costituita la Consulta Quadri della Fisac Cgil Toscana...
FisacSostiene
Crisi settore bancario L'esperienza spagnola
È appena uscita La Newsletter Fisac Cgil Toscana Numero 9 Ottobre 2016
L’importanza della comunicazione: il 17 il corso all'impruneta
EDITORIALE
Intelligenza artificiale Impariamo a conoscerla
a cura della Fisac Cgil Toscana www.fisac-cgil.it/toscana
Qui tutti i numeri di fisac sostiene
IN BREVE
Trump è il sintomo, non la malattia. E il virus viene dall'europa
di Piero Poccianti  Il 12 Ottobre 2016 l’Amministrazione del presidente degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto dal titolo “Preparing for the future of Artificial Intelligence”. Si tratta di un documento che, riconoscendo le evoluzioni in atto sulla materia in oggetto si pone l’obiettivo di analizzare gli impatti socio/economici di tali sviluppi e di indicare una serie di raccomandazioni politiche per il corretto utilizzo delle nuove tecnologie. La premessa liberamente tradotta suona in questo modo: “Le evoluzioni delle tecnologie... Leggi tutto.
Equinpiazza
di Daniele Quiriconi  Se uno si prende la briga, dotandosi di una buona scorta di maalox, di leggere il “programma” di Donald Trump, vi troverà impressionanti sovrapposizioni di analisi e proposta, non solo nei titoli, con tutto il becerume della destra nazionalista, isolazionista e xenofoba europea al completo. Siamo venuti prima noi quindi, in questo continente che già nel secolo scorso ha visto il nazionalismo... Leggi tutto
Cinque bus sono partiti ieri, 14 novembre, dalla Toscana alla volta di Roma. Dentro le lavoratrici e lavoratori di Equitalia che hanno deciso di partecipare alla manifestazione per il primo sciopero del settore  dopo circa 16 anni.  Quasi 3000 colleghi in piazza a Roma e non più del 6% al lavoro negli uffici complessivamente nelle varie province italiane: questi i dati che dimostrano lo straordinario successo dell’odierna giornata di sciopero e manifestazione nazionale dei dipendenti del Gruppo Equitalia, per rivendicare il rispetto del loro lavoro, della loro dignità oltre che della loro incolumità fisica.    Leggi tutto nel sito Fisac Cgil 
di Paolo Cecchi  Annualmente, lo stato italiano finanzia sul mercato il proprio debito pubblico emettendo titoli ad un tasso di interesse determinato dal mercato finanziario, con obbligo di rimborso a scadenza. Uno degli indicatori più usati per valutare il debito italiano è lo “spread con i bund tedeschi”. Lo spread è un indicatore che misura il differenziale… Leggi tutto.
Lo Spread
di Cristina Pascucci. In preparazione di una iniziativa pubblica che si terrà nei primi mesi del 2017, nei giorni 7 e 8 novembre a Bilbao si è tenuto l'incontro fra la Fisac CGIL Toscana e il sindacato dei Paesi Baschi Comisiones Obreras...  Leggi tutto
Il primo sciopero in 16 anni dei lavoratori di Equitalia
Fisac Graffiti - di Alessio Atrei
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Crisi nel settore bancario L’esperienza spagnola In preparazione di una iniziativa pubblica che si terrà nei primi mesi del 2017, nei giorni 7 e 8 novembre a Bilbao si è tenuto l'incontro fra la Fisac CGIL Toscana e il sindacato dei Paesi Baschi Comisiones Obreras insieme al quale già da diversi anni la CGIL Toscana intrattiene un importante rapporto di collaborazione e di scambio. Il primo giorno l'incontro si è tenuto alla presenza di Unai Sordo Calvo, Segretario Generale della Confederazione CC.OO. della Regione Basca e della compagna Segreteria internazionale Felisa Piedra Gao mentre il secondo giorno la discussione è proseguita con la partecipazione della Segretaria generale di categoria COMFIA Raquel Diaz Centeno il Segretario aziendale della Kutxabank di Bilbao e, tra gli altri, della coordinatrice sindacale del Banco di Santander . Il Segretario Daniele Quiriconi ha iniziato la discussione rappresentando la situazione particolarmente delicata che il settore sta attraversando nel nostro paese a partire dalla ristrutturazione in atto, da aumenti di capitale delle aziende molto importanti, al ritardo e all'inadeguatezza delle decisioni della politica che interviene oggi con argomenti populisti per giustificare decine di migliaia di esuberi nelle banche. Il nostro settore da oltre sedici anni si è dotato di un ammortizzatore sociale che ha permesso la gestione degli esuberi previsti dai piani industriali attraverso i prepensionamenti. La preoccupazione attuale del sindacato è che questo strumento non sia più sufficiente a gestire gli scenari che possano aprirsi da qui a brevissimo tempo. La Spagna è il paese - come dimostra anche la recente ricerca fatta dalla Fisac CGIL Toscana – che ha subito il calo di dipendenti e sportelli più grave dall'inizio della crisi. La bolla finanziaria scoppiata nel 2008 nel settore immobiliare ha messo immediatamente in crisi il sistema bancario e finanziario ed ha portato il governo a prendere provvedimenti nel settore favorendo processi di aggregazione in particolare fra le casse di risparmio, nazionalizzando le realtà che risultavano insolventi e investendo in ingenti aiuti di stato (finanziamento di fondi per la ricapitalizzazione delle banche, garanzie di portafogli di attività e finanziamenti straordinari). E' stato inoltre istituita, nell'agosto del 2012, una bad bank con il 55% di capitale privato e il 45% di capitale pubblico, nella quale sono confluiti i crediti deteriorati delle aziende nazionalizzate e in difficoltà. L'intervento tempestivo e importante da parte dello Stato ha permesso di gestire senza traumi una situazione di forte ristrutturazione delle aziende, resasi necessaria dopo lo scoppio della crisi che ha trovato il settore del tutto sovradimensionato. Si stima che la Spagna abbia infatti subito un taglio degli sportelli del 22% con 15.000 chiusure dal 2008 e 80.000 lavoratori in meno (solo nei Paesi Baschi le chiusure sono state il 25% del totale). Grazie ad uno strumento simile al nostro Fondo di settore, la quasi totalità dei bancari spagnoli ha potuto godere di un prepensionamento molto ampio (in media 8/9 anni prima della maturazione del diritto alla pensione ma con punte di 12-13 anni) con prestazioni che, sebbene diverse a seconda degli accordi sottoscritti nelle varie aziende, coprivano gran parte del livello di reddito percepito al momento dell'uscita. Il confronto con i rappresentanti del settore di CC.OO. è proseguito sulla tematica delle pressioni commerciali che purtroppo ci fa evidenziare come le dinamiche di politiche di vendita messe in atto nelle nostre aziende siano perfettamente sovrapponibili a quelle delle aziende spagnole. L'incontro con i compagni di CC.OO. ha permesso l'acquisizione di importanti elementi di analisi e riflessione e ha confermato i solidi rapporti di cooperazione ed amicizia che ci uniscono da anni.
FisacSostiene
di Alessio Atrei
Trump è il sintomo non la malattia. E l'Europa è il virus.   di Daniele Quiriconi  Se uno si prende la briga, dotandosi di una buona scorta di maalox, di leggere il “programma” di Donald Trump, vi troverà impressionanti sovrapposizioni di analisi e proposta, non solo nei titoli, con tutto il becerume della destra nazionalista, isolazionista e xenofoba europea al completo. Siamo venuti prima noi quindi, in questo continente che già nel secolo scorso ha visto il nazionalismo, il razzismo e il fascismo affermarsi con le conseguenze drammatiche che conosciamo, nel proporre per primi, anche in questa fase storica, ricette rozze e semplificate a problemi immensi e di difficile governo, basti pensare alle migrazioni. Negli USA si è copiato! Ciò che diventa sempre più insopportabile ad ogni elezione, che sia Polonia, Ungheria, Brexit , Francia, Germania o USA, è lo stupore del giorno dopo di osservatori, opinionisti, politoligi e leader progressisti della domenica che da anni è sempre lo stesso: “…..non si è capita la pancia del paese, il malessere creato dalle diseguaglianze, l’impoverimento della classe media, il malcontento dei lavoratori impauriti…..” Salvo un minuto dopo tornare alle ricette di prima, strologando di terza via blairiana 20 anni dopo e amplificando le gesta del pifferaio dell’establishment di turno, sostenendo magari i processi di disintermediazione e di marginalizzazione delle rappresentanze sociali che hanno come conseguenza quella di amplificare il senso di solitudine di milioni di persone. Se Renzi dice di preferire Marchionne al sindacato compie non un’operazione di modernità, ma un’operazione di stupidità e infatti alle elezioni, nei quartieri operai il suo partito sparisce e intorno a Piazza San Carlo vince. E puoi cavalcare l’onda del nuovismo che tutto spazza via, ma dopo un po’ in una società dove i leader si bruciano e invecchiano come i prodotti della tecnologia del silicio, anche tu diventi establishment e come tale degno di rottamazione. Per di più ad opera di personaggi improbabili con storie discutibili e anagraficamente anziani come le vicende di molti paesi europei di questi mesi dimostrano. E senza punti cardinali di riferimento per le tue politiche, il voto di pura opinione evapora. La lotta alle diseguaglianze non può essere rinchiusa nell’orizzonte strategico dei bonus cultura per i giovani, (uguali per tutti) negli 80 Euro, nelle mance da capitalismo compassionevole, ma in visioni che purtroppo la sinistra non ha più. Sgomenta che il nuovo possa essere rappresentato dall’armamentario reazionario delle nuove destre del mondo occidentale, ma o la sinistra ricomincia a parlare alle periferie (urbane e sociali) abbandonate e vilipese, o i raduni autoconsolatori delle Leopolde che riuniscono gli ultras, appariranno tra breve come ridicoli riti propiziatori per l’avvento di politiche ben più pericolose del Movimento 5 Stelle. Una nuova destra, anche in Italia, se si riorganizza, può contendere la leadership a chiunque, proponendoci quello che realisticamente accadrà in Francia tra 6 mesi: un probabile ballottaggio tra 2 forze che non contempla la presenza della sinistra. Poi che come primo atto della sua lotta anti-establishment, Trump pensi ad un banchiere di Goldman Sachs come Ministro del Tesoro è una nemesi che non sorprende.
Lo Spread di Paolo Cecchi  Annualmente, lo stato italiano finanzia sul mercato il proprio debito pubblico emettendo titoli ad un tasso di interesse determinato dal mercato finanziario, con obbligo di rimborso a scadenza. Uno degli indicatori più usati per valutare il debito italiano è lo “spread con i bund tedeschi”. Lo spread è un indicatore che misura il differenziale tra il tasso di interesse sui titoli di stato italiano e quelli della Germania. Si utilizza il riferimento tedesco in quanto quel paese viene considerato il più 'affidabile' d'Europa in termini di finanza pubblica. Quindi, in breve, lo spread tra i tassi di 2 stati rappresenta la differenza delle loro probabilità di insolvenza. Più in generale , visto che una nazione può stampare la propria moneta e prendere a prestito sempre in quella stessa moneta, lo spread rifletterebbe sia il rischio di inflazione del debito pubblico - quindi la possibilità di perdita di valore dei titoli pubblici sottoscritti - sia il rischio di default, cioè la possibilità che lo stato non sia più in grado di ri pagare a scadenza i titoli emessi. È evidente che con l'entrata nell'Euro il rischio di inflazione si è praticamente azzerato ( e questo spiega perché appena creata la moneta unica lo spread con i Bund tedeschi era vicino a 0). Viceversa, nel calcolo del differenziale di rendimento dei titoli è rimasta la necessità di calcolare (la maggiore o minore ) eventualità di default del debito pubblico. Seppur la determinazione di tale parametro viene fatta dal 'mercato', occorre dire che - al di là degli 'spiriti animali' che lo caratterizzano - sussistono comunque alcuni parametri di riferimento che fanno fluttuare lo spread e che, complessivamente, attengono la maggiore o minore capacità dello stato italiano di far fronte alle proprie obbligazioni finanziarie. È evidente pertanto che con la crisi i movimenti (specie verso l'alto) dello spread sono aumentati. Recentemente, alcune delle più strutturate motivazioni circa l'aumento del differenziale dei tassi con la Germania hanno riguardato la pubblicazione dell'andamento del pil nei paesi europei. Infatti, è ovvio che con un incremento annuo vicino allo 0 del reddito nazionale sia più difficile per l'Italia trovare le risorse per onorare gli interessi sul debito pubblico, che di per se è di ammissione notare elevato. Viceversa, ad esempio, i 'bonos' spagnoli sono quotati sul mercato con rendimenti più bassi in virtù delle migliori previsioni di crescita del pil della Spagna.
Intelligenza artificialeImpariamo a conoscerla - Parte  1   di Piero Poccianti  Il 12 Ottobre 2016 l’Amministrazione del presidente degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto dal titolo “Preparing for the future of Artificial Intelligence”. Si tratta di un documento che, riconoscendo le evoluzioni in atto sulla materia in oggetto si pone l’obiettivo di analizzare gli impatti socio/economici di tali sviluppi e di indicare una serie di raccomandazioni politiche per il corretto utilizzo delle nuove tecnologie. La premessa liberamente tradotta suona in questo modo: “Le evoluzioni delle tecnologie connesse all’Intelligenza Artificiale (IA) hanno aperto nuovi mercati e nuove opportunità per il progresso in aree critiche come la sanità, l’educazione, l’energia e l’ambiente. In anni recenti le macchine hanno sorpassato le performances degli umani in alcuni compiti specifici come,ad esempio, determinati aspetti del riconoscimento delle immagini. Gli esperti prevedono che i rapidi progressi nel campo dell’intelligenza artificiale specializzata continueranno nei prossimi anni. Sebbene sia molto improbabile che tali macchine saranno capace di mostrare una intelligenza generalista comparabile o superiore a quella umana nei prossimi 20 anni, ci aspettiamo che le macchine raggiungeranno e supereranno le capacità umane su una quantità sempre maggiore di compiti specifici. Come contributo a preparare gli Stati Uniti per un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale giocherà un ruolo crescente, questo rapporto descrive lo stato corrente della disciplina, le sue applicazioni attuali e potenziali e le questioni che stanno emergendo per la società e la politica pubblica dovute a questi progressi. Il rapporto fornisce inoltre raccomandazioni per ulteriori studi ed interventi a parte delle agenzie federali e altri soggetti. Un documento allegato fornisce un piano strategico per la ricerca federata e lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. Inoltre, nei prossimi mesi, l’Amministrazione pubblicherà un altro report per esplorare in più grande dettaglio gli effetti dell’automazione supportata dall’Intelligenza Artificiale sui posti di lavoro e l’economia … negli anni a venire l’IA continuerà a contribuire alla crescita economica e rappresenterà un valido strumento per migliorare il mondo se l’industria, la società civile il governo lavoreranno insieme per sviluppare gli aspetti positivi della tecnologia, gestirne i rischi e le sfide e assicurare che ognuno abbia la possibilità di partecipare ai suoi benefici in una società in cui l’IA sarà sempre più presente.”
Costituito il coord.to quadri e alte professionalità Fisac Toscana  Si è costituito giovedì 10 Novembre il coordinamento quadri e alte professionalità della Fisac Toscana. Alla riunione erano presenti rappresentanti di tutti i più importanti gruppi bancari , del credito al consumo, delle BCC e la compagna Elena Aiazzi della segreteria nazionale. Sono emerse le difficoltá relative all'appiattimento delle professionalità, delle pressioni commerciali subite, della solitudine anche di questa figura del lavoro nelle fase di profonda riorganizzazione del sistema finanziario e del credito. La necessità di "dare" nuova rappresentanza interpretando una richiesta dei lavoratori, di promuovere una nuova presenza della Fisac Cgil anche tra queste figure professionali, é stato l'obiettivo condiviso. Il mandato consegnato alla segreteria regionale in vista di una prossima riunione, è quello della preparazione, anche attraverso un ristretto gruppo di lavoro, di una serie di punti di iniziativa sui quali costruire tutte quelle iniziative (anche pubbliche) in grado di riproporre il tema delle alte professionalità, dello svilimento del lavoro che ci si propone di contrastare, degli adempimenti burocratici e dei rischi verso le azioni giudiziarie. È stata inoltre condivisa l'idea della costituzione di questo strumento per la messa in rete di informazioni, buone pratiche, contributi per l'iniziativa contrattuale e rivendicativa di tutta la categoria. Va a completamento quindi, dopo la costituzione del coordinamento degli assicurativi, il processo di riorganizzazione della Fisac Toscana.
Fisac Toscana: creato il Coordinamento regionale degli assicurativi   Lo scorso 3 novembre si è svolto l'attivo dei quadri assicurativi della Toscana - alla presenza del Segretario Genarale Daniele Quiriconi - presso il Regionale Fisac, a Firenze. Nell'ambito della discussione sono state esaminate le varie vertenze contrattuali aperte, a partire dal CCNL ANIA e APPALTO, e si è impostato un metodo di lavoro che punta al rafforzamento del proselitismo e della comunicazione. In questa ottica si è creato il coordinamento regionale degli assicurativi, improntato al criterio del coinvolgimento di tutti i territori e della rappresentanza di tutte le realtà presenti sul territorio: - Unipolsai - Generali - Alleanza - Assicoop - Aon - Appalto Nei prossimi giorni sarà nostra cura attivarci presso i territori per i necessari raccordi e i conseguenti approfondimenti.
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