Antiriciclaggio: regole tecniche ed obblighi per i professionisti

Sono in vigore dall’inizio dell’anno le Regole tecniche antiriciclaggio (autovalutazione, adeguata verifica della clientela, conservazione della documentazione cartacea e/o digitale) emanate dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Questo comporta che a far data 1.1.20 i professionisti devono aver adeguato i propri studi professionali alle nuove prescrizioni.

            In caso di controllo/ispezione antiriciclaggio da parte della Guardia di Finanza o degli Organismi di autocontrollo, i professionisti devono dimostrare di aver adempiuto alle Direttive del Consiglio.

La conoscenza della normativa antiriciclaggio coinvolge non solo i professionisti ma anche i loro collaboratori, con l’adozione di misure preventive idonee ad individuare indizi di anomalie, valutare rischi e correggere eventuali disfunzioni organizzative. Il Cndcec ha così predisposto un Piano di Formazione Antiriciclaggio sulla base dell’art.11 Dlgs231/07, modificato dal Dlgs.90/17, con le regole per il corretto adempimento degli obblighi antiriciclaggio

Il Piano di Formazione contempla i seguenti Soggetti destinatari:

  1. I Professionisti – con studio individuale, con studio associato, soci di società tra i professionisti;
  2. Gli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili;
  3. I Collaboratori ed i Dipendenti dello studio professionale.

L’attività di Formazione può essere svolta dal titolare stesso dello studio, avendo assolto agli obblighi formativi antiriciclaggio, con almeno nove crediti, in ciascun triennio formativo, attraverso attività formative aventi come oggetto la normativa antiriciclaggio.

Il titolare dello studio e le società tra professionisti nell’arco di un anno, devono organizzare momenti formativi (di durata non inferiore a tre ore) per i collaboratori e dipendenti, ed eventualmente per i soci/associati, sufficienti a permettere un’adeguata preparazione antiriciclaggio.

Per permettere di assolvere l’obbligo formativo nei confronti dei collaboratori e dei dipendenti, gli eventi devono essere organizzati per ciascun triennio di riferimento, coerentemente con l’impegno che il professionista iscritto all’Ordine professionale deve assolvere.