Caso Carife: gli asini non sono muli

dal sito www.ferraraitalia.it
10 novembre 2020


Cristiano Zagatti Cgil Ferrara
Nicola Cavallini e Samuel Paganini -FISAC Cgil

Il coordinatore provinciale di Italia Viva, Eric Zaghini, nel ricostruire il caso Carife, accusa i vari commentatori di mistificare la realtà. Rientrando noi tra i “commentatori” (…ed anche dipendenti e rappresentanti sindacali…), invitiamo Zaghini a esibire un articolo, una dichiarazione, un atto nel quale abbiamo dichiarato che sia stato applicato il Bail-in. Non la troverà.
C’è un’altra cosa che non troverà, né lui né nessun altro: l’atto della Commissaria Europea alla Concorrenza che vieti l’intervento del FITD su Carife in quanto “aiuto di Stato”. Non lo troverà perché non c’è.
Quello che non arriverà in realtà, è l’autorizzazione” della BCE a fare l’intervento di ricapitalizzazione del Fitd. Citiamo anche noi la relazione del Capo Dipartimento Vigilanza Bankit, Barbagallo: “…la BCE, quale Autorità competente… non avrebbe rilasciato la propria autorizzazione in assenza del consenso preventivo della Commissione Europea”. In effetti a ottobre e novembre 2015 la Commissaria alla Concorrenza però, qualcosa ha scritto, e lo ha scritto al MEF, allora ministro Padoan. Barbagallo scrive così: “Nei mesi di ottobre e novembre 2015
viene analizzata la possibilità di un intervento volontario del FITD, rappresentata informalmente dalla CE al MEF. Il Fondo condiziona il proprio intervento a diverse condizioni”. In sintesi: attivazione da parte delle autorità di misure di riduzione/conversione degli strumenti di capitale; pronuncia formale da parte delle autorità che dichiari l’impraticabilità delle soluzioni deliberate nell’ambito dello schema
obbligatorio; copertura dei rischi legali; alla certezza sul trattamento fiscale. L’intervento – da realizzarsi con risorse addizionali rispetto a quelle versate obbligatoriamente – non riesce a essere organizzato dal sistema bancario”.
Un bel rimpallo, non trovate? In sintesi la Commissaria Europea dice al FITD che se organizza uno schema di intervento volontario, lei
non ha obiezioni. Il FITD dice che non crea lo schema volontario se la CE non dichiara formalmente “l’impraticabilità dello schema obbligatorio”.
Il Governo cosa fa? Non aspetta che il FITD si organizzi, e il 22 novembre sottopone a risoluzione (burden sharing) Carife.
Eppure bastava aspettare qualche giorno. Infatti il FITD si organizzerà. Citiamo dalla Relazione del Consiglio dello Schema Volontario FITD: “Come noto, infatti, la Commissione europea, mentre ha assunto una posizione negativa rispetto all’utilizzo delle contribuzioni obbligatorie in interventi di sostegno, culminata nella decisione assunta sul caso Tercas, per altro verso ha sostenuto che operazioni effettuate dal FITD su base volontaria e con fondi privati, mediante uno schema costituito anche al suo interno, non solleverebbero obiezioni sotto il profilo degli aiuti di Stato. Lo Schema è stato introdotto integrando lo Statuto del FITD in occasione dell’Assemblea straordinaria delle Consorziate del 26
novembre 2015.” Le date sono importantissime: il 19 novembre Vestager scrive al Ministero Economia che se il FITD interviene con uno schema volontario di salvataggio, nulla osta. Il 22 novembre il Governo sottopone a risoluzione Carife (ricordiamolo, la più danneggiata delle 4 banche, perché commissariata da tempo immemore, ovvero dal maggio 2013). Il 26 novembre il FITD delibera lo Schema Volontario di Intervento – che infatti verrà utilizzato alcune settimane dopo per Caricesena, Rimini e San Miniato, e più di recente per Carige.
Da questa ricostruzione appare lampante che la responsabilità della risoluzione ricade interamente sul Governo Renzi, non fu dovuta alla “miopia della Commissione Europea”, come sostiene Zaghini. Il suo tono professorale, che echeggia quello di un suo superiore di partito, andrebbe condito di maggiore modestia e dovrebbe invece rimarcare il poco coraggio politico del governo di allora.
Quanto al “ragliare asinino” di cui parla con simpatia, gli asini hanno appena dimostrato di ricordare bene cosa successe. E per citare un proverbio francese “Magari affidati al tuo asino piuttosto che al cavallo del tuo padrone”. Talvolta qualcuno nella pervicacia con cui difende l’indifendibile può apparire, con altrettanta simpatia, testardo come un mulo.