Credem: ancora numerosi i casi di colleghe e colleghi positivi al Covid


EMERGENZA COVID: ANCORA NON CI SIAMO !

L’aggravarsi dell’emergenza dovuta al Coronavirus, come era purtroppo prevedibile, sta avendo importanti ricadute anche all’interno del Gruppo Credem; i casi di colleghe e colleghi positivi o in quarantena sono più numerosi rispetto ai mesi scorsi, anche se contrassegnati in genere da un positivo, seppur lento, evolversi delle condizioni personali di salute.

Durante gli incontri periodici con la Direzione, continuiamo a sollecitare interventi, anche drastici, che a nostro avviso favorirebbero la prevenzione, e che vanno oltre l’indispensabile rispetto delle norme vigenti e dei protocolli, nella logica della “massima fattibilità” per la salvaguardia della salute delle persone. In particolare, ci riferiamo a:

  • presenza nelle filiali di promotori/agenti/notai: ci vengono segnalati casi in cui questi soggetti contravvengono al rispetto della regola 1:1 tra dipendenti e clienti all’interno dei locali, aumentando i conseguenti rischi di contagio; l’azienda si è presa l’impegno di intervenire per richiamare il rispetto delle norme, che valgono anche per i non dipendenti;
  • mobilità del personale: tale pratica va ridotta al minimo, e possibilmente azzerata, in particolare nelle zone “rosse” e “arancioni”. E’ necessario, inoltre, che i colleghi, nei giorni di chiusura delle filiali, non vengano spostati su altre piazze, salvo casi eccezionali;
  • visite a clienti, in abitazioni private o aziende: abbiamo chiesto l’assoluto divieto di questo tipo di modalità commerciale, ad elevato rischio per i colleghi;
  • chiusura delle filiali con “pluricontagi”: siamo del parere che le filiali dove si registra, purtroppo, una pluralità di casi positivi, non debbano essere tenute aperte “ad ogni costo”, evitando, per alcuni giorni, l’ingresso di altri dipendenti in sostituzione, o di clienti;
  • appuntamenti per il servizio cassa: abbiamo chiesto il ripristino di questa modalità operativa, applicata nella fase di “lock down” nazionale con positivi riscontri;
  • supporto alle filiali da parte di VIC: fermo restando l’impegno di VIC a non promuovere, in questa fase, l’ingresso fisico di clientela nelle filiali, abbiamo suggerito di valutare il supporto di tale ufficio nella gestione delle telefonate in arrivo in filiale, soprattutto nei momenti di maggior afflusso di clienti;
  • riduzione pausa pranzo: la disposizione aziendale che disciplina la facoltà di ridurre l’intervallo a 30 minuti, favorendo l’uscita anticipata pomeridiana, a nostro parere contiene condizioni e limitazioni eccessive. Se si condivide tale misura, da noi richiesta, occorre favorirne la massima applicazione, in particolare per i cassieri che non hanno la possibilità di lavorare in Smart Working;
  • chiusura completa della cassa per 1 giorno a settimana in zona “rossa” e “arancione”: questa misura, che ci risulta adottata da altre banche, non trova ancora applicazione all’interno del Credem;
  • sanificazioni: abbiamo chiesto questo tipo di intervento, previsto dalle indicazioni ministeriali (circ. n°5443 del 22.02.2020), anche laddove siano trascorsi più giorni dalla presenza di colleghi positivi, oppure siano stati segnalati casi di “sospetto contagio”, in una logica di maggior tranquillità per i colleghi presenti in filiale;
  • tamponi: numerosi colleghi si stanno sottoponendo al “tampone” presso strutture private, a costi elevati, a causa dei tempi di risposta delle Asl. L’azienda si è riservata un approfondimento in merito alla nostra richiesta di attivare convenzioni ad hoc.

Sentiamo forte l’impegno di contribuire a mitigare le fondate preoccupazioni dei colleghi che adempiono al loro dovere per garantire il servizio alla clientela e che non avvertono la dovuta attenzione da parte dell’azienda; ad oggi, il livello di condivisione nella controparte riguardo alle osservazioni ed ai suggerimenti avanzati dalle scriventi Organizzazioni Sindacali è da ritenersi piuttosto deludente.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato in Agorà un video nel quale i top manager dell’Istituto commentavano i positivi dati della Banca; si notava chiaramente che tutti loro intervenivano da casa, e questa è parsa a noi la rappresentazione plastica della divaricazione tra chi può lavorare in smart working (condizione che positivamente il Gruppo assicura alla stragrande maggioranza dei dipendenti) e chi invece risente di tutti i disagi ed i rischi dovuti alla presenza fisica sul posto di lavoro.

Spetta all’azienda mettere in campo tutte le misure possibili per garantire la massima sicurezza psico-fisica per le colleghe ed i colleghi, con particolare riguardo a coloro che quotidianamente sono in prima linea.

Il nostro Gruppo, che si dichiara all’avanguardia per l’attenzione verso le persone, in questo frangente appare in ritardo, a nostro avviso, rispetto ai livelli di eccellenza presenti nel sistema. Non è mai troppo tardi per recuperare, ma il tempo stringe: l’emergenza è qui, ora.

Reggio Emilia, 25/11/2020

Segreterie Organi di Coordinamento Gruppo Credem
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN