Banca del Fucino: carenze da parte aziendale nella gestione della pandemia


Spett.le Banca del Fucino Spa

C.A. del Direttore Generale
Dott. Francesco Maiolini

C.A. del Delegato dal Datore di Lavoro
per la Salute e Sicurezza
Dott. Andrea Colafranceschi

C.A. del Responsabile Risorse Umane
Dott. Giorgio MieliC.A. del Responsabile Servizio
Prevenzione e Protezione
Ing. Mauro Del Maestro

C.A. Medico Competente
Dott. Matteo Susanna

e p.c. a tutte le Lavoratrici e a tutti i Lavoratori

Roma, 11 marzo 2021

OGGETTO: EMERGENZA COVID

 

Egregi Signori,

l’emergenza sanitaria legata alla pandemia si sta nuovamente intensificando e sono molto probabili nuovi interventi restrittivi  da parte governativa. In questo difficile contesto dobbiamo purtroppo rilevare che non è stato dato alcun riscontro alla nostra missiva  del 3 marzo u.s., nonostante riguardasse temi fondamentali per la salute di tutti i lavoratori. Ad oggi dobbiamo infatti continuare a constatare una serie di inefficienze e  carenze da parte aziendale nella gestione delle problematiche legate  all’emergenza Covid, ponendo la Banca del Fucino ben al di sotto degli altri istituti nell’applicazione delle dovute misure di salvaguardia. Si rende pertanto indispensabile un vostro cambio di marcia. In primo luogo dobbiamo rilevare che si continuano a svolgere convegni  e  riunioni in presenza, creando in tal modo assembramenti vietati per legge (vedi DPCM 2 marzo 2021). Siamo stati testimoni oculari, pochi giorni orsono, di un assembramento  nel salone del palazzo di direzione causato da un convegno da voi convocato. Così come continua lo svolgimento di riunioni in presenza.

Nessuna azienda nel comparto bancario e assicurativo organizza incontri, riunioni e convegni in presenza: solo la Banca del Fucino si distingue per questo imbarazzante record. Abbiamo chiesto a più riprese di vietare tali incontri, tanto più ora che possono essere svolti in via telematica. Un altro aspetto riguarda le filiali.  Non  è  stata  fornita  alcuna  comunicazione  personalizzata  alla clientela circa il ricevimento su appuntamento. Tale misura viene di conseguenza adottata solo in parte, con il risultato che gli addetti di filiale debbono barcamenarsi con difficoltà per regolare gli accessi. Ribadiamo che si deve lavorare su appuntamento in  modo sistematico e non estemporaneo. Inoltre, in tutte le filiali, o almeno in quelle dove la pressione di clientela è maggiore, devono essere adibiti degli operatori che si  occupino esclusivamente della regolazione degli accessi, dotati anche di misuratore di temperatura e deve essere applicata la turnazione in modo effettivo, cosa che sin qui non è stata mai operata nonostante un accordo in tal senso. Riteniamo che l’unica soluzione possibile sia alternare l’apertura delle filiali, in modo da alternare anche i  lavoratori addetti. Chi non si deve recare in filiale può svolgere l’attività in  smartworking, effettuando lavorazioni eseguibili a domicilio.

Per quanto concerne  lo Smartworking, esso viene  applicato ancora in misura  deficitaria. Non è ammissibile che gli altri istituti viaggino su percentuali superiori al 50% e la Banca del Fucino si attesti solamente intorno al 30%. Abbiamo ripetutamente chiesto di  centralizzare la gestione delle turnazioni dello Smartworking  per  quei settori o uffici che non riescano a raggiungere la percentuale minima richiesta. Il legislatore ha dato disposizione di estendere al massimo questa misura, ma da noi rimane lettera morta.

Riscontriamo inoltre diverse carenze nelle procedure da mettere in opera al verificarsi di contagi tra lavoratori o di contatti diretti di lavoratori con persone contagiate. Si sono peraltro verificati anche diversi casi di clienti i quali, recatisi in banca, nei giorni successivi hanno comunicato ai nostri lavoratori di aver contratto il virus. Abbiamo dovuto riscontrare difformità nell’applicazione dei protocolli e la scarsa chiarezza nelle  risposte fornite alle segnalazioni dei lavoratori. In caso di contatto diretto con persone contagiate (colleghi, clienti, familiari, amici o altri), il dipendente deve  osservare la quarantena cautelare prevista ed eseguire al termine il tampone di controllo. Si sono verificati casi in cui tale scelta è stata demandata al singolo  lavoratore e al suo medico di famiglia dagli organi aziendali preposti alle misure  anticovid.

Occorre fornire una procedura chiara e sicura per potere eseguire i  passaggi di chiavi e segreti nel caso in cui il lavoratore debba osservare la quarantena. Così come la casella di posta elettronica ufficiale deve fornire risposte uniformi,  adeguate e tempestive di fronte alle segnalazioni dei lavoratori, cosa che spesso non è avvenuta. Dovete fornirci una costante informativa al verificarsi dei contagi, cosa  che non avviene.

Infine riscontriamo ancora un gran numero di persone che non indossano la mascherina nei locali della Banca, contro ogni indicazione di tutti i DPCM da un anno a questa parte. Vi ricordiamo che l’infezione da Covid è stata equiparata ad infortunio sul lavoro con tutte le conseguenze giuridiche civili e penali del caso per i  datori di lavoro inadempienti o inosservanti delle norme.

Esigiamo un tempestivo  riscontro scritto sulle questioni sopra esposte: la difficile situazione che stiamo tutti attraversando comporta un impegno massimo da parte aziendale nell’applicare tutte le misure cautelative nel miglior modo possibile. Su queste tematiche inerenti la salute dei lavoratori non  siamo  disponibili  ad accettare comportamenti superficiali,  imprudenti e negligenti da parte degli organi aziendali, la cui gravità è a dir poco inaudita e che possono portare alla chiusura di interi edifici della Banca da parte delle autorità preposte. Le nostre richieste continuano arestare inascoltate; da oggi in poi non avremo alcuna remora a chiedere l’intervento delle Autorità (in primo luogo la ASL) laddove si continuassero a verificare comportamenti ed iniziative non consoni alle disposizioni vigenti.

Distinti Saluti

C.A.C. Fisac Cgil – R.S.A. UILca
Banca
del Fucino S.p.A.

 

 

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