Estela Carlotto, ricordo di una donna “vertical”

By: Sergio Fernández – All Rights Reserved

Dopo anni di impegno alla ricerca dei bambini che la dittatura militare sottrasse ai genitori per darli in adozione, Estela de Carlotto può riabbracciare il figlio avuto durante la prigionia dalla sua Laura, poi uccisa. Si chiama Ignacio Hurban, ha 36 anni ed è musicista.
La FISAC CGIL della Sardegna ha accolto la notizia del ricongiungimento di Estela Carlotto con il nipote Guido (il suo vero nome) perduto 36 anni fa, con profonda commozione.
Il ricordo di una donna “Vertical”, come dicono in Spagna, ossia con la schiena dritta come Estela Carlotto, ci commuove e ci rende felici di aver voluto creare momenti indimenticabili per chiunque abbia vissuto con noi l’esperienza sarda delle Abuelas.
Grazie a Estela che ci ricorda che si può lottare per la giustizia e per i nostri sentimenti a tutte le età.
Abbiamo avuto la fortuna di conoscere di persona una donna eccezionale, che a 84 anni sfodera non solo una grande determinazione e umanità, ma ha sempre con sé il sorriso della volontà di essere protagonista della storia, sia quella del dramma personale di madre e nonna, che quello immenso della dittatura e dei 30 mila desaparecidos che quella brutale dittatura si è portata dietro.
Ricordiamo, e ricordo con profonda commozione personale come segretario generale FISAC CGIL Sardegna l’iniziativa della Fisac CGIL Sardegna  che, dal 10 al 13 Ottobre del 2013, ha organizzato una serie di eventi per sostenere anche in Sardegna la Associazione civile Abuelas de Plaza de Mayo, facendo conoscere la campagna internazionale per il ritrovamento dei discendenti degli oltre 30.000 desaparecidos argentini/e. L’associazione (Internet: http://www.abuelas.org.ar/), ha restituito a 114 persone la loro vera identità (ultima questa del nipote di Estela) è stata due volte candidata al Premio Nobel per la pace.
Quattro giornate passate insieme a Estela e Buscarita per la presentazione a Cagliari, Nuoro ed Oristano del film “Verdades Verdaderas” e delle emozioni provate nei dibattiti che seguivano con un pubblico emozionato, attento e consapevole di vivere un momento di vita a contatto con una testimonianza dolorosa della storia del mondo del secolo scorso, testimone di come il desiderio di libertà e democrazia possa, come i fatti dimostrano, compiere imprese di grandissima umanità.
Estela e Buscarita ci hanno dato una grande lezione di vita: sperare si può e si deve, ricordare si può e si deve.
Grazie a tutte e tutti, compagne e compagni, Paolo, Gianfranco, Roberta, Franco, Gianni, Luigi e la piccola”grande” Carla che l’anno scorso hanno creduto e hanno reso possibile questa indimenticabile esperienza in Sardegna.

La Segreteria Regionale Fisac Cgil Sardegna

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