FisacSostiene
È appena uscita La Newsletter Fisac Cgil Toscana Numero 12 Dicembre 2016
EDITORIALE
a cura della Fisac Cgil Toscana www.fisac-cgil.it/toscana
Qui tutti i numeri di fisac sostiene
ORA I REFERENDUM CGIL
di Daniele Quiriconi  Con un invidiabile senso dello Stato, il Ministro del Lavoro ( voce dal sen fuggita) ha annunciato che le elezioni anticipate sono funzionali anche ad evitare i 3 referendum promossi dalla CGIL che dovrebbero tenersi entro la prossima primavera. Non bastasse il segnale..... Leggi tutto
di Tania Cità - La metafora calcistica evocata suggerisce che, ad oltre tre anni dalla scadenza del contratto e dopo circa due di difficile trattativa, occorre una svolta decisiva, per non lasciare la nostra categoria priva del contratto collettivo, che da sempre ha consentito la tenuta del settore, spesso interessato da difficili riorganizzazioni e problemi occupazionali (vedi ultima vicenda Direct Line). Gli assicurativi e i dipendenti dell'appalto Toscana sono consapevoli degli importanti elementi acquisitivi sul tavolo: rafforzamento dell'area contrattuale, aspetti di salvaguardia occupazionale (LCA), crescita per i dipendenti dei Call Center, aspetto economico, dichiarazione su CCNL appalto sottoscritto dalle OO.SS firmatarie del ccnl Ania. Occorre, rifuggendo da facili populismi, la massima unità nel Sindacato che, unitariamente, sta con coraggio affrontando temi reali posti da ANIA e rimasti insoluti negli scorsi rinnovi; dal canto suo ANIA, dopo l'uscita di Unipolsai, dovrà dimostrare di essere controparte rappresentativa e collante nel momento più importante della vita dell'associazione: il rinnovo CCNL. Leggi il volantino
di Paolo Cecchi  La legislazione in vigore fino al 2015 riguardante la risoluzione delle crisi bancarie concerneva l’applicazione del cosiddetto burden sharing: in caso di dissesto di un'azienda di credito era previsto che prima dell'intervento pubblico venisse attuata la riduzione del valore nominale delle azioni e…  Leggi tutto.
Rinnovo Ania: oltre i calci di rigore
Cos’è il Bsharing
Bpvi: accordo raggiunto. Un passo importante… ma è solo l’inizio!
Fisac Graffiti - di Alessio Atrei
È appena uscita La Newsletter Fisac Cgil Toscana Numero 12 Dicembre  2016
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Banco Popolare: la situazione di Andrea Monti La trattativa sul Piano Strategico del Gruppo Banco Popolare BPM entra nel vivo. Il tempo delle schermaglie, per conoscersi, prendersi le misure, stabilire modalità di confronto sembra essere esaurito. La storia di due importanti banche del mondo Popolare, sostanziosa, diversa ed ugualmente ricca si riversa sui tavoli sindacali e sfocia in un pacchetto organico di richieste che, tutte insieme, disegnano i valori che per le OO.SS. dovranno distinguere il nuovo Gruppo. Proponendo garanzie occupazionali, tutela delle strutture di back office decentrate, spostamento del lavoro e non dei lavoratori, attenzione ai livelli occupazionali, attenzione ai territori, famiglie e PMI, forme di partecipazione dei dipendenti alla gestione aziendale, formazione e riqualificazione, regole chiare di mobilità territoriale e professionale, riconoscimento della contrattazione di secondo livello oggi applicata, attenzione ai più deboli in ogni tipo di scelta gestionale, l’attenzione un alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la ricerca costante della volontarietà in ogni passaggio gestionale, un sistema di relazioni sindacali stabile, articolato e partecipato, non si sono infatti volute soltanto fare una serie di richieste “alte”, ma determinare un insieme inscindibile di princìpi che dovranno caratterizzare la vita interna ed i rapporti verso l’esterno del nuovo Gruppo, in ottemperanza ma anche ben oltre lo Statuto che l’Azienda si è data. Accanto a questo si propone la gestione dei 1800 esuberi con l’utilizzo di strumenti esclusivamente volontari, in alcuni casi incentivati e di assoluto gradimento da parte dei lavoratori quali: esodo volontario per chi in possesso dei requisiti AGO, accesso al Fondo di Solidarietà per chi matura i requisiti entro il 2022, giornate di sospensione lavorativa, periodi di congedo, valorizzazione del part time. Anche la storia però costituisce un pacchetto unico dal quale non si pesca solo ciò che si desidera e così, in questi giorni, insieme ai valori popolari ha fatto irruzione sul tavolo sindacale l’attenzione dedicata alla stampa a presunte irregolarità statutarie nella procedura informativa e decisionale riguardante la fusione da una parte, e presunte valutazioni ottimistiche della qualità del credito dall’altra. Il livello di dettaglio riportato dalla stampa sui passaggi interni alle Aziende, il richiamo forte ad un problema che esiste – la qualità del credito – la determinazione del quale è un problema per tutto il sistema creditizio, ci parlano sostanzialmente di persone che a quei processi hanno probabilmente partecipato, che a questa fusione forse si sono opposti, per quali probabilmente l’istinto viscerale di attaccamento alla “cadrega” per dirlo alla milanese, supera di gran lunga il senso di responsabilità e magari anche l’onestà intellettuale. Nel dare una risposta complessiva al Sindacato l’Azienda dovrà quindi considerare un quadro complicato, che spazia dai precisi impegni pre-fusione sottoscritti nei due ex Gruppi, agli attacchi speculativi sui due titoli azionari, al quadro di incertezze fomentato probabilmente da qualche escluso, ad un conto economico al momento insoddisfacente. Si tratta sicuramente di un quadro delicato nel quale a nostro avviso serve fare fronte comune e cementare tutti i lavoratori del nuovo Gruppo in un insieme equilibrato di valori capaci di infondere sicurezza, determinazione e serenità.
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di Alessio Atrei
Ora i referendum CGIL di Daniele Quiriconi  Con un invidiabile senso dello Stato, il Ministro del Lavoro ( voce dal sen fuggita) ha annunciato che le elezioni anticipate sono funzionali anche ad evitare i 3 referendum promossi dalla CGIL che dovrebbero tenersi entro la prossima primavera. Non bastasse il segnale inequivocabile ricevuto con il voto del 4 Dicembre, la valanga di critiche per il Governo fotocopia, gli imbarazzanti “incidenti” di immagine dei giorni scorsi, anziché confrontarsi sul merito dei problemi, riaprire una discussione a fronte dei rovinosi dati sull’occupazione e il dilagare della precarietà, come i giapponesi barricati nei bunker a Ivo Jiima, si resiste impermeabili ad una realtà che ci si ostina a non volere guardare. In attesa dell’onda che sommergerà la politica e una classe dirigente drammaticamente al di sotto della decenza, i problemi del paese, a partire dal ritardato intervento sulle banche, marciscono e creano sconcerto, apprensione, incertezza nell’opinione pubblica, tra i lavoratori e i risparmiatori. Come sottolineato in più occasioni dalla FISAC e in ultimo dai segretari generali di CGIL CISL UIL, il tempo dell’azione è ora. Non saranno gli ammonimenti di Confindustria, le slides sui “1.000” giorni o la narrazione degli editorialisti che dovrebbero chiedere scusa per le cose scritte in questi anni, a cambiare la realtà di un paese come una nave senza nocchiero in gran tempesta come nel Purgatorio di Dante. Serve uno scatto da parte delle donne e degli uomini liberi per rompere la continuità di politiche sbagliate contro il lavoro e i lavoratori che hanno prodotto diseguaglianze, incertezza e senso di rivolta. Prima che sia troppo tardi e le pulsioni che emergono dal profondo, facciano arretrare ancor di più la democrazia di questo disgraziato paese. Noi cercheremo di fare la nostra parte. Intanto, un augurio a tutti i compagni e le compagne della FISAC e della CGIL per un 2017 migliore.
Burden Sharing di Paolo Cecchi  La legislazione in vigore fino al 2015 riguardante la risoluzione delle crisi bancarie concerneva l’applicazione del cosiddetto burden sharing: in caso di dissesto di un'azienda di credito era previsto che prima dell'intervento pubblico venisse attuata la riduzione del valore nominale delle azioni e delle obbligazioni subordinate o la loro conversione in capitale. Dal primo gennaio 2016 è invece entrato in vigore il cosiddetto bail-in e prevede che prima dell'intervento pubblico si attui la riduzione del valore nominale delle azioni e delle obbligazioni subordinate, nonchè dei titoli di debito come le obbligazioni ordinarie e i depositi di importo superiore ai 100.000 euro. Il meccanismo, tra l'altro, si attiva secondo un ordine gerarchico. In particolare, prima si 'aggrediscono' le azioni, poi gli altri titoli di capitale e debiti subordinati, poi i debiti con minore garanzia comprese le obbligazioni ordinarie; infine i depositi per l'ammontare eccedente i 100 mila euro Parziale eccezione a quanto precede, l'art. 32, della Direttiva europea 2014/59, prevede la possibilità di un intervento pubblico straordinario a favore di una o più banche in caso di difficoltà della/e stessa/e purché sia un'iniziativa temporanea e cautelativa e riguardi un'azienda comunque solvibile. L'eccezione normativa si attiverebbe in caso di presenza di un rischio alla stabilità del sistema finanziario nazionale. Come si vede, tale ultima fattispecie pare applicabile alla situazione bancaria in cui versa al momento il nostro paese.
Comunicare con efficacia   di Chiara Rossi  Quanto è cambiata la professione del giornalista? E quanto in conseguenza di ciò è cambiato il rapporto che il sindacato ha con i media? Ce ne hanno parlato il 17 novembre a Villa Cesi- Impuneta Nazzareno Bisogni (responsabile ufficio stampa CGIL) in occasione del primo modulo del percorso formativo “Comunicare con efficacia” organizzato dalla Fisac Toscana. Il percorso nel suo complesso è stato progettato con l'obiettivo di migliorare l'impatto delle dichiarazioni pubbliche (comunicati stampa, interviste sia su carta stampata che su media on line o radio TV) al fine di promuovere e diffondere le iniziative e le azioni sindacali della Fisac. E' infatti, in questo momento di profonde ristrutturazione aziendali, strategico rinforzare il ruolo dei quadri sindacali fornendo loro competenze sulle modalità di comunicazione con l'esterno anche attraverso l'ausilio dei social. Il primo modulo del percorso ha affrontato il canale comunicativo del “Comunicato stampa”. Nel corso della mattina è stato approfondito il tema attraverso una panoramica, a cura di Nazzareno Bisogni e Marzio Fatucchi, tesa a illustrare il contesto di precarietà nel quale lavorano la maggior parte dei giornalisti e gli effetti che tale precarietà produce in termini di competenze e tempi di approfondimento. E' stato affrontato più nello specifico poi l'oggetto del corso; il comunicato stampa: la tipologia di diffusione, la modalità più efficace per scriverlo e darne risalto. La giornata si è conclusa con un'esercitazione pratica di scrittura di un comunicato stampa, curata da Tommaso Galgani (ufficio stampa Cgil Toscana) su argomenti di interesse settoriale e più generale. A febbraio il II modulo del corso tratterà l'intervista video, le criticità e le possibilità che questa forma di comunicazione ci apre, come affrontarle nel modo migliore.
Unicredit: lo stato delle trattive di Alfonso Botta  La fase attuale dell’attività sindacale in Unicredit è segnata e condizionata dall’attesa del nuovo Piano Industriale che verrà presentato dai vertici aziendali ai mercati e alle OOSS il prossimo 13 dicembre. Immediatamente dopo partirà la procedura di confronto della durata di cinquanta giorni prevista dal CCNL. Per quanto riguarda il sindacato, al fine di evitare la politica dei due tempi, oltre al confronto sulle ricadute del Piano questa della procedura dovrebbe essere la sede per la definizione di alcune materie ancora sospese agli attuali tavoli di confronto, primo fra tutti gli inquadramenti e alcuni importanti aspetti di welfare. Sarà da definire, inoltre, il premio aziendale da corrispondere il prossimo anno. La ricostituzione dei requisiti di capitale, come evidenziato dagli ultimi stress test del luglio scorso, è la prima delle questioni che il nuovo Piano dovrà definire. Ad oggi non è dato sapere quant’è il fabbisogno di capitale che oscilla, nelle notizie della stampa, dai quattro ai quattordici miliardi. Quel che è certo è che questa definizione condiziona il difficile equilibrio tra le Fondazioni e i grandi fondi di investimento. Per questa ragione sono in corso vendite eccellenti del patrimonio aziendale. Le vendite dei “gioielli di famiglia”, in quanto fonti di redditività aziendale, non possono che preoccuparci. Le altre questioni riguarderanno la sistemazioni degli NPL, problema purtroppo tipico del settore, e gli obiettivi di redditività rispetto ai quali avanza con forza la frontiera della digitalizzazione con le pesanti conseguenze che potrebbe avere sulla struttura organizzativa. Su questo tema valuteremo con particolare attenzione sia perché i precedenti Piani non hanno mai raggiunto gli obiettivi prefissati, ma anche perché, a quanto è dato di capire, a questo aspetto seguirà una modifica sostanziale del modello distributivo attualmente in vigore. Infine in tema costi l’AD Mustier non ha escluso ulteriori interventi rispetto agli attuali massicci piani di uscita del Personale, mentre dovrebbero proseguire le chiusure di sportelli sia per effetto delle forme alternative di commercializzazione che per la diminuzione di Personale. C’è attesa quindi, ma l’attività negoziale non è ferma. In questi mesi il confronto con l’azienda si è tenuto su due direttrici. Da una parte abbiamo la conclusione dei temi dell’Accordo 8/10/15 dove fu individuata una sorta di “road map” in base alla quale si sarebbero dovuti concludere entro il 30 giugno una serie di accordi. Ad oggi sono stati definite intese su formazione on line, pressioni commerciali, tutela superstiti, fondi previdenziali interni, agevolazioni creditizie ai dipendenti e nuovi modelli di famiglia, esodi dirigenti Restano aperti, e siamo al confronto di questi giorni, temi importanti quali inquadramenti per il quale si è aperto il confronto, ma rimane tra le materie da chiudere nell’ambito della procedura Piano Industriale. Dopo sei anni in carenza di accordo, la definizione degli inquadramenti rimane l’obiettivo principale dell’attività negoziale. Sono in fase di definizione anche modifiche statutarie di Unica (la cassa malattie) e, in tema previdenza, il confronto sulla omogeneizzazione dei Fondi prosegue. Dopo l’accordo sui Fondi interni a capitalizzazione collettiva si sta discutendo dei fondi esterni a capitalizzazione individuale. Si sono poi svolti in questi giorni i primi confronti territoriali sulle pressioni commerciali. Questi confronti, valutati positivamente da tutte le delegazioni territoriali, sono l’attuazione di quanto previsto dall’Accordo sulle pressioni commerciali. E’ in corso la trattativa in Ubis (società di servizi e IT) relativamente alla cessione del settore Cards (ca 400 addetti) a SIA per la quale sosteniamo garanzie occupazionali, tutele economiche e professionali. Per Ubis si tratta della quarta cessione che il Gruppo attua in ordine di tempo e per le quali abbiamo continuamente ribadito la nostra contrarietà. Per una di esse HP-Esssc poiché è evidente il fallimento palese della natura industriale prevista all’epoca della vendita abbiamo richiesto il rientro nel Gruppo.
Alte Professionalità nella crisi   di  Andrea Giuntoli Consulta Quadri Fisac Cgil ToscanaMps Toscana Nord La Fisac Cgil Toscana ha recentemente deciso di istituire un organismo di “coordinamento quadri direttivi” come luogo di elaborazione, analisi e proposta sulle tematiche specifiche che interessano questa categoria professionale del sistema bancario. Questa iniziativa rappresenta senza dubbio un elemento di novità nel sistema della rappresentanza sindacale toscana di categoria e interpreta l’esigenza di una maggiore attenzione e sensibilità del sindacato sui problemi che affliggono l’area quadri alla luce dei grandi cambiamenti che sono intervenuti nel sistema negli ultimi anni e soprattutto in vista dei nuovi processi di riorganizzazione che le banche stanno varando per razionalizzare ulteriemente i costi operativi e liberare maggiori energie sul comparto commerciale alla ricerca di aumenti sempre più significativi dei ricavi da commissioni. Ormai da un decennio chi lavora nel settore bancario sta affrontando un percorso che ha visto gli istituti modificare la struttura dei ricavi in ragione dei cambiamenti macro delle politiche monetarie e economiche in un contesto progressivo dove si sono ridotti notevolmente i margini finanziari e di conseguenze sono aumentati quelli sui sevizi ovvero le commissioni su prodotti offerti alla clientela. Questi processi già in corso da anni e destinati a rafforzarsi nel futuro, hanno radicalmente modificato le condizioni di lavoro dei dipendenti o perlomeno di una gran parte di essi, e hanno comportato un sostanziale cambiamento anche del ruolo del quadro direttivo nelle diverse articolazioni in cui può declinarsi all’interno dell’organigramma dei singoli istituti. E’ bene infatti puntualizzare che all’interno dell’area quadri possono essere individuati diversi ruoli e responsabilità, dal titolare di Filiale o centro specialistico, al responsabile di servizio, al gestore professionale e via dicendo; senza voler entrare nelle problematiche dei singoli ruoli che evidentemente hanno diverse specificità potremmo riassumere i problemi di fondo che sta vivendo la categoria dei quadri asserendo senza ombra di smentita che alla luce dei cambiamenti storici di cui sopra, sono peggiorate le condizioni di lavoro in ordine alla valorizzazione delle professionalità, ai carichi di lavoro, all’aggravio di responsabilità gestionali e operative alla gestione delle pressioni commerciali, il tutto in un contesto in cui i salari si sono impoveriti e gli incentivi in molti casi tolti e/o notevolmente ridotti. Naturalmente questo quadro di peggioramento delle condizioni di lavoro non riguarda solo i quadri ma per altri aspetti anche tutto il sistema delle aree professionali che storicamente hanno comunque trovato più ascolto e tutela da parte delle grandi organizzazioni sindacali di categoria. L’elemento interessante dell’iniziativa della Fisac regionale sta proprio nel tentativo di coniugare in modo innovativo un’analisi più approfondita delle criticità che stanno vivendo i quadri direttivi con le problematiche delle aree professionali al fine di avere una visione più ampia e approfondita della condizione dei lavoratori e poter elaborare in sede di proposta e contrattazione proposte ancora più puntuali e esaustive con la finalità di tutelare al meglio le prerogative degli iscritti e di tutti i colleghi. In questo senso un’ organismo di coordinamento quadri regionale, come organo consultivo degli organismi statutari, può assumere un ruolo di importanza “politica” sia per i tanti colleghi quadri che cercano e sperano di trovare più rappresentanza delle loro ragioni , sia per il sistema in generale che può leggere questa iniziativa in Toscana come un primo passo per dare maggiore peso sindacale a un’area strategica negli organigrammi degli istituti bancari, sperando di stimolare le altre organizzazioni sindacali a fare altrettanto e di dare un segnale alle controparti che molto spesso si approfittano di una situazione di sotto-rappresentanza di questa categoria per mettere in atto azioni distorsive degli istituti contrattuali e dei relativi accordi integrativi.