Twitter
La Borsa Valori
Fisac Sostiene tornerà a settembre. numeri precedenti
Il mondo è un posto peggiore
di Paolo Cecchi  La borsa valori è un mercato finanziario regolamentato dove vengono scambiati strumenti finanziari e valute estere. Trattasi di un mercato ufficiale poiché sono disciplinate in modo specifico tutte le ... Leggi tutto.
Comunicato
Giorni decisivi
Testo firmato
di Daniele Quiriconi  Qualche anno fa Barack Obama, annunciando nel giardino della Casa Bianca l’avvenuta uccisione di Osama Bin Laden, chiuse il suo discorso alla Nazione affermando : “da oggi il mondo è un posto più sicuro”. Sono passati più di 5 anni da quel giorno e quel che sta avvenendo per le strade d’Europa e del mondo... Leggi tutto
EDITORIALE
Firmato il primo protocollo regionale sul credito
Venerdì mattina si apriranno le “buste” con le offerte vincolanti per le 4 “good bank” tra cui Etruria per le quali sono rimasti in campo solo private equity dal forte profilo speculativo con offerte molto modeste per la conclusione dell’operazione. Il 29 Luglio alle 22 ( a mercati chiusi) saranno resi noti i risultati degli stress test la cui anticipazione giornalistica ha prodotto non poche turbolenze e speculazioni a partire da quelle a danno di MPS. In attesa di vedere per quest’ultima banca, che tipo di mediazione il confronto istituzionale tra Roma...Leggi tutto
FisacSostiene
È appena uscita La Newsletter Fisac Cgil Toscana Numero 6  Luglio 2016
TG3
Firmato a Firenze tra Regione Toscana e organizzazioni sindacali il primo accordo sulla crisi del credito in Italia. Istituito un tavolo permanente di crisi.
Torna alla prima pagina
FisacSostiene
Il mondo è un posto peggiore  di Daniele Quiriconi  Qualche anno fa Barack Obama, annunciando nel giardino della Casa Bianca l’avvenuta uccisione di Osama Bin Laden, chiuse il suo discorso alla Nazione affermando : “da oggi il mondo è un posto più sicuro”. Sono passati più di 5 anni da quel giorno e quel che sta avvenendo per le strade d’Europa e del mondo, da Dacca a Nizza, da Bagdhad ad Aleppo, da Bruxelles a Sirte, testimoniano di un grande disordine mondiale figlio anche dell’avventurismo dell’occidente, e del sostanziale rovesciamento di quel paradigma. Lo sviluppo di fanatismi religiosi e nazionali, le alleanze internazionali che si fanno e si disfano con disinvoltura, i silenzi del “mondo libero” sulle petromonarchie del golfo, tra le più costanti finanziatrici dell’autoproclamato stato islamico presentano oggi il conto. Un conto di morte, di insicurezza, che stravolge gli stili di vita e porta nuova benzina al motore irresponsabile delle destre fasciste e reazionarie dall’America alla Francia alla Turchia.. L’idea di fare dell’Europa che abbiamo conosciuto una ”grande Israele” dove da anni si è cronicizzata l’idea di convivere con i kamikaze che si fanno saltare nei caffè e negli autobus con la gente che continua comunque a vivere normalmente in una società militarizzata non entusiasma. Le restrizioni della libertà di movimento che stiamo conoscendo e a cui andremo sempre più incontro, saranno pesanti soprattutto per tutti quei giovani che dopo Schengen sono cresciuti in un Europa senza confini. Questa guerra asimmetrica non ha paragone con alcuna forma di terrorismo conosciuta nella nostra storia recente e a poco valgono i richiami alle esperienze vissute. Cultura, integrazione, lotta alle diseguaglianze, devono andare di pari passo con la repressione e la risposta militare. Possibilmente senza limitare in modo inaccettabile le libertà o decretare stati di emergenza “sine die” come sta avvenendo in Francia. La Turchia meriterebbe una riflessione a parte. Le liste di proscrizione evidentemente già pronte, confermano ogni giorno con ondate di arresti, licenziamenti e rimozioni dagli incarichi, il volto di Erdogan in verità già evidente dalla repressione in corso da anni della libertà di stampa nel silenzio colpevole di molti. Ma anche qui, a proposito di Europa, l’unica voce autorevole e netta che si è udita per la repressione indiscriminata dopo il fallito gole è stata quella della Cancelliera tedesca. Dagli altri, una preoccupante afasia. Difficile riaffermare, con queste leadership un concetto decente di Europa.
La Borsa Valori - 1 di Paolo Cecchi La borsa valori è un mercato finanziario regolamentato dove vengono scambiati strumenti finanziari e valute estere. Trattasi di un mercato ufficiale poiché sono disciplinate in modo specifico tutte le operazioni di negoziazione, le loro modalità, gli operatori (traders) nonché le tipologie contrattuali ammesse. Ogni giorno arrivano in Borsa ordini di vendita o di acquisto di azioni. La Borsa quindi funge da intermediario, da luogo di contrattazione tra chi vuole vendere e chi vuole acquistare. I mercati finanziari, come appunto la Borsa Valori, hanno delle regole il cui fine è garantire la correttezza degli scambi e la disponibilità di adeguate informazioni. L'informazione, infatti, è un elemento centrale per il mondo finanziario. Per le azioni, principale strumento finanziario contrattato in Borsa, è valido il meccanismo della domanda/offerta alla stregua di quanto succede per i beni ed i servizi. Se ci sono tante persone che vogliono vendere e poche che vogliono comprare, il prezzo si ridurrà. Al contrario, se in molti vogliono comprare e pochi vendere, i venditori potranno venderle a un prezzo più alto. Ovviamente il numero di venditori e compratori, dipende, tra le altre variabili, dall’appetibilità di un titolo. È ragionevole pensare, ad esempio, che un’azienda con alto valore e prospettive, avrà delle azioni appetibili e molti compratori. Gli indici azionari, che sono panieri di titoli, sono un indicatore importante dell’andamento complessivo della Borsa. Ogni giorno si fa una media dei risultati di questi titoli così da verificare se quell’indice é diminuito o aumentato. Se è aumentato, significa che, mediamente, il paniere composto da quelle azioni, ha aumentato il suo valore (il valore delle azioni é salito), se invece l’indice é al ribasso, significa che in media i valori sono diminuiti. Uno degli indici più noti è il FTSE MIB che misura l’andamento dei principali titoli azionari della borsa italiana.
di Alessio Atrei
Giorni decisivi Venerdì mattina si apriranno le “buste” con le offerte vincolanti per le 4 “good bank” tra cui Etruria per le quali sono rimasti in campo solo private equity dal forte profilo speculativo con offerte molto modeste per la conclusione dell’operazione. Il 29 Luglio alle 22 ( a mercati chiusi) saranno resi noti i risultati degli stress test la cui anticipazione giornalistica ha prodotto non poche turbolenze e speculazioni a partire da quelle a danno di MPS. In attesa di vedere per quest’ultima banca, che tipo di mediazione il confronto istituzionale tra Roma e Bruxelles proporrà, a partire dalla cessione di NPL, le successiva ricapitalizzazione, le conseguenze eventuali per i possessori di obbligazioni subordinate, le flessibilità rispetto al bail in, appare sempre più chiara l’inadeguatezza delle misure fin qui assunte, una malriposta fiducia illimitata nel mercato, la ritrosia ad un intervento pubblico più marcato. Pare che nelle ultime ore il Presidente del Consiglio abbia motivato la sua preferenza per un’operazione “di mercato” per il timore di essere accusato di interventismo; certo ripercorrendo la storia di questi ultimi 30 mesi questa considerazione fa un po’ sorridere. Quel che è certo è che quello che si definirà, a partire dal valore assegnato agli NPL, segnerà la strada per tutto il sistema, ragione per la quale sarebbe necessario un confronto più formale e sostanziale anche tra Esecutivo e Organizzazioni Sindacali pur nei limiti ( anche di legge) che la fase attuale pone. E nei prossimi giorni, sarebbe utile l’apertura di confronti di merito immediati con le aziende coinvolte, perché i piani industriali che vedranno la luce a seguito di queste riorganizzazioni, saranno probabilmente molto complicati da gestire sul piano sindacale. Pare che dalla BCE abbiano fatto sapere che non è compito loro misurare o preoccuparsi di eventuali ricadute sociali ed occupazionali delle loro determinazioni. Freddo e oggettivo burocratico parere che non vale per noi, per le Aziende e per il Governo nazionale e tutte le istituzioni.