Pubblichiamo l’ordine del giorno sul referendum costituzionale approvato dall’assemblea generale della Cgil.
In Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio spa aspettiamo ormai da mesi l’esito del processo di cessione delle 4 good banks. Mesi di timori, pressioni e pesanti preoccupazioni, visti i tanti rumors che si continuano ad accavallare sulla vicenda, ed è solo la stampa che continua a sfornare notizie più o meno fondate sull’andamento delle trattative. Tace l’Autorità di Risoluzione, tacciono le istituzioni, tace la politica. Leggi tutto
FisacSostiene
CCNL ANIA: riparte la trattativa per il rinnovo
È appena uscita La Newsletter Fisac Cgil Toscana Numero 6  Luglio 2016
EDITORIALE
Qui tutti i numeri di fisac sostiene
I nodi d'autunno
Crisi del Credito “interventi per mettere in sicurezza il sistema”.
di Daniele Quiriconi  Come pronosticato, stanno venendo al pettine i nodi intricati frutto di mancate scelte, ritardi, sottovalutazioni ed errori propri della Governance delle banche e del sistema politico istituzionale. Sarebbe auspicabile, anche da parte del Presidente del Consiglio, che ci si risparmiassero le battute da bar sui bancari in esubero, sulla base delle operazioni via smartphone dei congiunti, Leggi tutto
Si è svolto ieri il primo incontro tra le OO.SS. firmatarie del protocollo del 19 luglio scorso sul sistema del credito e la Giunta Regionale toscana. Le organizzazioni Sindacali hanno rappresentato la situazione dei lavoratori delle banche toscane e delle aziende di servizio ad esse collegate, i processi di riorganizzazione in atto che riguardano grandi gruppi e banche locali che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro, per il perdurare della crisi economica e per la crisi specifica di alcuni istituti... Leggi tutto
di Paolo Cecchi  In questo periodo si parla tanto di 'obbligazioni' di investitori retail o di investitori istituzionali specie con riferimento a possibili coinvolgimenti in salvataggi di banche in difficoltá. Trattasi in generale di soggetti, persone individuali o giuridiche, che operano sul mercato borsistico in qualità di traders per acquistare o vendere strumenti finanziari quali appunto le obbligazioni. Leggi tutto.
Arbitro Bancario e finanziario: veramente un servizio efficiente ed efficace per i cittadini?   Leggi tutto
Le Obbligazioni
Referendum Costituzionale la Cgil invita a votare NO
Il 19 e 20 settembre, a Roma, sono in calendario due incontri con ANIA per tentare di arrivare a sintesi della lunga e ostica trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale dei 48 mila addetti del settore, scaduto ormai da oltre 3 anni.Leggi tutto
Banca Etruria: è solo questione di prezzo?
Fisac Graffiti - di Alessio Atrei
È appena uscita La Newsletter Fisac Cgil Toscana Numero 7 Settembre 2016
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CCNL Ania - Riparte la trattativa per il rinnovo del contratto di Tania Cità Il 19 e 20 settembre, a Roma, sono in calendario due incontri con ANIA per tentare di arrivare a sintesi della lunga e ostica trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale dei 48 mila addetti del settore, scaduto ormai da oltre 3 anni. Lo scenario generale e di settore in cui si svolge il negoziato non è dei più favorevoli, per i ridotti margini delle aziende rispetto al passato e per le mutate esigenze di organizzazione del lavoro addotti dalle Imprese. Ben nove mesi sono occorsi per sgombrare il tavolo negoziale dalle pregiudiziali poste da ANIA e per ribadire la centralità stessa del CCNL. Sulla trattativa hanno impattato anche vicende complesse che hanno “assorbito” energie a livello nazionale: l’uscita di Unipol da ANIA, l’armonizzazione dei CIA Fondiaria-sai e Unipol, la recente dichiarazione di esuberi in Direct Line. Esaurita nel primo trimestre dell’anno la consultazione dei lavoratori mediante assemblee per definire il mandato, con gli ultimi incontri di luglio si è registrato un avanzamento del quadro negoziale, trovando convergenze importanti su: · AREA CONTRATTUALE – sezione specifica per Alleanza, dichiarazione per AISA e Agenzie in appalto e rafforzamento art. 2. LCA sezione emergenziale fondo anche per il non auto; ricerca di soluzione che garantisca una percentuale di ricollocazione e disponibilità per le società “fallite” negli anni scorsi. NO applicazione del JOBS ACT per i passaggi infragruppo. Restano ancora da dirimere altri punti: Fungibilità funzionari e Call Center. Procedura di confronto aziendale su orario di lavoro (disponibilità a discutere le esigenze dei lavoratori e delle imprese in un quadro di reciproco interesse, NO modifica lettera A dell’art. 101). Call Center – superamento della parte III con elementi retributivi e normativi come da piattaforma sindacale. Economico – la proposta di aumento tabellare pari al 3% può rappresentare una base di partenza. Ai prossimi incontri previsti per il 19 e 20 settembre a Roma le Organizzazioni Sindacali si presenteranno con il consueto senso di responsabilità e con una forte motivazione a concludere la trattativa in tempi rapidi. L’auspicio è che anche l’ANIA si presenti con analogo spirito e con identica motivazione. In caso contrario, come si leggeva nei comunicati unitari di luglio, si dovranno valutare le iniziative da assumere, mobilitando la categoria.
FisacSostiene
di Alessio Atrei
Primo incontro al tavolo istituito in Regione Toscana. Migliaia i lavoratori interessati alle riorganizzazioni in atto in regione Si è svolto ieri 11 settembre il primo incontro tra le Organizzazioni Sindacali firmatarie del protocollo del 19 luglio scorso sul sistema del credito e la Giunta Regionale toscana.  Le organizzazioni Sindacali hanno rappresentato la situazione dei lavoratori delle banche toscane e delle aziende di servizio ad esse collegate, i processi di riorganizzazione in atto che riguardano grandi gruppi e banche locali che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro, per il perdurare della crisi economica e per la crisi specifica di alcuni istituti. Sono oltre 10.000 i dipendenti di banche interessate da riorganizzazione, migliaia i lavoratori a rischio esubero, oltre agli 8.000 che già hanno lasciato il lavoro nella nostra regione nel corso degli ultimi 7 anni. “La dimensione del fenomeno ne rende complessa la gestione attraverso i tradizionali strumenti, ragione per cui risulta inaccettabile la scarsa trasparenza e l’opacità delle informazioni riguardo ad aziende di forte impatto sistemico per il paese”, ha detto la Fisac Cgil Toscana. Preoccupazioni riguardano anzitutto MPS, per il quale è necessario rapidamente procedere alla nomina del nuovo AD; servono poi un coinvolgimento pieno del sindacato e l’apertura di un confronto trasparente sul piano industriale, pena l’avvio di una stagione di mobilitazione; e c'è preoccupazione per le 4 “Good Bank” (Etruria per la Toscana), sulle quali - stando ad indiscrezioni e “boatos” - le offerte per l’acquisizione sin qui manifestatesi, siano esse banche o Fondi di investimento, prevedono consistenti riduzioni di personale (vale per l’insieme dei gruppi e degli Istituti per i quali è aperto o sta per aprirsi il confronto quali, ad esempio, BpVi). All'incontro di oggi è stato stabilito un calendario di lavoro, accogliendo positivamente la richiesta di partecipazione al tavolo delle organizzazioni del sindacalismo autonomo che ne hanno fatto richiesta, mentre le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto alla Regione, anche alla luce della richiesta unitaria di incontro avanzata al Presidente del Consiglio sabato scorso, di farsi parte attiva attraverso la Conferenza delle Regioni per l’apertura di un confronto che, cosi come nel 2006 col Governo Prodi, individui soluzioni ed interventi (anche straordinari) in grado di mettere in sicurezza il sistema. “Sicurezza che riguarda i lavoratori e la loro condizione contrattuale, i livelli occupazionali, il ruolo del credito nel rilancio dell’economia senza decisioni unilaterali, obiettivo per il quale, il ruolo del Governo centrale non è affatto neutro”, conclude la Fisac Cgil Toscana. E' stato inoltre condiviso di approfondire con una serie di riunioni specifiche i singoli punti di crisi aperti sul territorio.
I nodi d’autunno  di Daniele Quiriconi  Come pronosticato, stanno venendo al pettine i nodi intricati frutto di mancate scelte, ritardi, sottovalutazioni ed errori propri della Governance delle banche e del sistema politico istituzionale. Sarebbe auspicabile, anche da parte del Presidente del Consiglio, che ci si risparmiassero le battute da bar sui bancari in esubero, sulla base delle operazioni via smartphone dei congiunti, si smettesse di sparare numeri a vanvera sui dipendenti e le loro retribuzioni rispetto al resto di Europa e anche sugli sportelli italiani in rapporto ai paese concorrenti. Soprattutto sarebbe auspicabile ci fosse meno opacità nelle scelte suggerite dal Governo e dagli organi di vigilanza rispetto ai “dossier” più delicati del momento. Se poi, come richiesto unitariamente da tutti i sindacati, il Governo nazionale, come Prodi meritoriamente fece nel 2006, ricomponesse una sede presso la quale tutti gli attori del sistema, dalle Associazioni Bancarie, al sindacato, al resto delle Istituzioni, possano confrontarsi , ne guadagnerebbe il paese, il sistema del credito, l’economia e la democrazia. Sottraendo una partita sistemica come questa, a quella sgradevole idea di ripiegamento lobbistico ad interesse privato che le banche, per l’interesse pubblico che invece rivestono, non possono avere come riferimento esclusivo. Poi le banche d’affari, i Fondi e gli Istituti maggiori devono confrontarsi con il mercato, ma un regolatore deve esserci ed esercitare un ruolo, possibilmente alla luce del sole. Questo almeno in una moderna democrazia liberale. Certo i lavoratori non ci staranno a pagare il conto salato di un menù che non hanno contribuito a scegliere e ancor meno a cucinare. Pragmatismo, responsabilità, proposta, ma alla fine mobilitazione come si sarebbe detto un tempo, se qualcuno ci immagina come i soggetti che ratificano scelte condivise altrove o solo con una parte.
Per Banca Etruria è solo questione di prezzo? di Maria Agueci In Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio spa aspettiamo ormai da mesi l’esito del processo di cessione delle 4 good banks. Mesi di timori, pressioni e pesanti preoccupazioni, visti i tanti rumors che si continuano ad accavallare sulla vicenda, ed è solo la stampa che continua a sfornare notizie più o meno fondate sull’andamento delle trattative. Tace l’Autorità di Risoluzione, tacciono le istituzioni, tace la politica. Ci domandiamo a questo punto cosa intendono l’Autorità di Risoluzione ed il Presidente Nicastro per “procedimenti aperti, trasparenti, non discriminatori e competitivi” a presidio della cessione delle 4 banche “salvate”. Ce lo chiediamo perché la questione è fondamentale visti gli interessi in ballo, sia di chi deve comprare, sia di chi ha finanziato il cosiddetto salvataggio, sia dei clienti, e sia, dal nostro punto di vista soprattutto, degli interessi dei lavoratori, cui sono stati imposti pesanti sacrifici economici e professionali, ed il cui destino resta avvolto dalla più profonda incertezza. Dietro questi procedimenti quali progetti vi sono, e quanto pesano nelle trattative, o è solo questione di prezzo? Banca Etruria, risanata dopo la risoluzione del 23 novembre 2015, è insediata in territori ancora ricchi, in cui è fondamentale dare sostegno all’economia attraverso attività creditizia focalizzata su piccole e medie imprese e famiglie che, nonostante quanto accaduto, non hanno abbandonato l’istituto. L’acquisto è quindi un affare per il compratore, come ha affermato il presidente Nicastro. A maggior ragione ci chiediamo quindi quale sia il suo mandato, e quali siano le condizioni poste ai potenziali acquirenti. Da mesi circolano numeri allarmanti sugli esuberi, alcune fonti parlano addirittura di licenziamenti, alcuni potenziali acquirenti, ancor prima di avanzare formali proposte, hanno fatto trapelare indiscrezioni (sempre a mezzo stampa) sulla quantificazione degli esuberi, giungendo a totalizzarli addirittura in 1/3 del totale e anche più! Intanto però le rappresentanze sindacali di Etruria nel mese di agosto hanno consegnato al Presidente Nicastro una formale richiesta di conferma di circa 50 lavoratori con contratti a termine (che tra proroghe varie lavorano nella nostra azienda in media da 36 mesi!). Questo perché la loro fuoriuscita alla scadenza determinerebbe uno stato di stallo per la banca, ridotta negli ultimi 4 anni di circa 400 unità confluite nel fondo esuberi. Che si decida, siamo troppi o troppo pochi? E l’indotto? Numerosissimi sono infatti gli operatori economici che vivono quasi esclusivamente grazie ai dipendenti bancari. Quindi: vi sono progetti strategici sul tavolo delle trattative? I potenziali acquirenti hanno chiarito alla proprietà (ovvero Banca d’Italia) le loro intenzioni nei riguardi dell’occupazione e del territori e della loro economia? Oppure l’obbiettivo è solo quello di accaparrarsi clientela, bacini di risparmio in territori appetibili tralasciando il fattore occupazione? Vista la complessità e la delicatezza della vicenda, e la posta in gioco, ci saremmo francamente aspettati che venisse aperto un tavolo di confronto con i sindacati dei lavoratori. Purtroppo l’impressione è che ci chiameranno a cose fatte, in pratica solo per gestire esuberi, riduzione di trattamenti economici e normativi per i lavoratori, conseguenze e ricadute negative derivanti da inevitabili e pesanti ristrutturazioni. La cosa proprio non ci piace. I dipendenti hanno concorso in modo determinante, tra mille difficoltà, disagi e importanti riduzioni salariali (per le giornate di solidarietà), alla ripresa della banca ed alla sua tenuta nei drammatici mesi post risoluzione, quindi chiediamo che la variabile LAVORO venga messa al centro del processo di cessione e preventivamente posta come oggetto di confronto negoziale con le parti sindacali. Sempre dalla stampa apprendiamo che le varie offerte non si differenziano molto nel prezzo. Allora, cosa fa la differenza? Occupazione e territorio, quanto valgono?  E’ SOLO QUESTIONE DI PREZZO?
Le Obbligazioni  di Paolo Cecchi  In questo periodo si parla tanto di 'obbligazioni' di investitori retail o di investitori istituzionali specie con riferimento a possibili coinvolgimenti in salvataggi di banche in difficoltá. Trattasi in generale di soggetti, persone individuali o giuridiche, che operano sul mercato borsistico in qualità di traders per acquistare o vendere strumenti finanziari quali appunto le obbligazioni.  Nello specifico....:  Gli investitori retail sono privati che operano per conto proprio e con il proprio capitale. Le operazioni di compravendita sul mercato sono possibili, solitamente, grazie ad un conto bancario specifico (di solito denominato "conto Titoli" o "conto Trading"). Questo conto permette al trader di operare sul mercato grazie anche a dei software che consentono rapidità di esecuzione degli ordini di compravendita. L'ordine di acquisto o di vendita verrà trasmesso alla Borsa valori tramite la banca o il broker di riferimento, il quale prenderà un compenso per la trasmissione dell’ ordine, compenso che prende il nome di commissione. Gli investitori istituzionali sono di solito banche, fondi o boutique finanziarie. Sono definiti istituzionali perché operano con capitali significativi che spesso influenzano l'andamento del mercato. Sono forniti delle migliori connessioni internet per l'immissione ordini, dei migliori software informativi e, ovviamente, di una grossa somma di liquidità. Mentre gli investitori retail possono spostarsi da uno strumento all'altro con estrema facilità, i trader istituzionali sono specializzati in strumenti finanziari specifici. Sono pertanto operatori pienamente informati dei prodotti che trattano sul mercato.
Arbitro Bancario e finanziario: veramente un servizio efficiente ed efficace per i cittadini? di Paolo Cecchi  L'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari. E' un sistema "stragiudiziale" perché la risoluzione della controversie avviene al di fuori della giustizia civile e non prevede la necessita' ddi assistenza legale. L'ABF è un organismo indipendente e imparziale nei compiti e nelle decisioni, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d'Italia. Le decisioni non sono vincolanti come quelle del giudice ma se l'intermediario non le rispetta il suo inadempimento è reso pubblico. Il cliente può ricorrere all'ABF solo dopo aver cercato di risolvere la controversia inviando un reclamo scritto all'intermediario. Se la decisione dell'ABF è ritenuta non soddisfacente, il cliente, l'intermediario o entrambi possono rivolgersi alla giustizia civile. L''Arbitro' si trova presso le citta' di Milano, Roma e Napoli. Per decisione della Banca d'Italia sono in fase di costituzione nuove sedi a Bari, Bologna, Palermo e Torino, anche per far fronte alla crescita esponenziale dei ricorsi dei cittadini. In proposito, si fa presente che, sulla base dell'ultima relazione annuale dell'ABF, nel 2014 le controversie in Toscana sono state oltre 700 (circa 190 per milione di abitanti), con un incremento del 36% rispetto all'anno precedente. Il trend e' confermato - anzi in ulteriore crescita - anche per la prima parte del 2015(dato piu' recente disponibile). I tempi di risposta sono stati in media di 300 giorni, circa il doppio del limite massimo stabilito dalla legge. Ebbene, la Fisac ha scritto al vertice della Banca d'Italia per chiedere, tenendo conto anche della volonta' di aprire le 4 nuove sedi sopra indicate, che si costituisca uno o piu' 'Arbitri' anche in Toscana. La richiesta trova giustificazione nella necessita' di distribuire su piu' 'nodi' la sempre piu' rilevante mole di controversie rispettando, finalmente, i tempi normativamente fissati per la decisione. Inoltre, l'apertura dell'ABF anche nella nostra regione risponderebbe all'esigenza, definibile 'politica', di far presidiare ad una 'funzione pubblica' un territorio, che forse insieme a quello veneto, e' il piu' interessato dalle crisi bancarie con annesse conseguenze deleterie per i cittadini. Peraltro, la dirigenza di Banca d'Italia ha recentemente risposto alla CGIL affermando di ritenere le 7 sedi aperte o in via di apertura sufficienti a rispondere alle esigenze della collettivita'. La replica del vertice dell'Istituto, purtroppo, si inserisce nella linea organizzativa intrapresa da tempo che sottovaluta in pieno le connotazioni positive che si possono deterrminare con una diffusione significativa di presidi di natura pubblica sul territorio. Tra l'altro, seppur i cittadini di regioni dove l''Arbitro' non e' presente possono comunque recarsi presso qualsiasi filiale della Banca d'Italia piu' vicina (in Toscana, dopo la ristrutturazione, soltanto a Firenze e Livorno) per compilare la domande di ricorso, e' comunque chiaro che gli stessi hanno piu' difficolta' ad avere risposte circa l'andamento della pratica o riguardo i tempi della sua risoluzione. Infine, e' ovvio ricordare che un incremento significativo delle sedi dell'ABF sarebbe in grado di produrre decisioni in tempi brevi, cosi' da dare certezze e, finalmente, un servizio efficace all'utenza. Per tutte queste ragioni, la battaglia del sindacato, a difesa dei diritti dei cittadini, deve continuare.