Gruppo BPER: Il Lupo perde il pelo, ma non il Vizio

Il progressivo ritorno all’auspicata normalità post emergenza vede riemergere un po’ del … mondo di prima che ha, purtroppo, molto spesso, le stesse caratteristiche negative.

BPER negli ultimi giorni è tornata alla ribalta dei media nazionali perché coinvolta in importanti operazioni finanziare e di sviluppo. Se ben comprendiamo pertanto che l’azienda sia già concentrata in tal senso, rileviamo anche che pare essersi ‘dimenticata’ degli oltre 13.000 dipendenti che, a maggior ragione in questi mesi, hanno permesso la continuità del servizio e la relativa prosecuzione dell’attività commerciale, continuando a produrre margine,  senza aver mai arretrato rispetto al pericolo di contagio e con un’iniziale impreparazione aziendale sulla gestione sanitaria dell’emergenza.

Nelle scorse settimane abbiamo affrontato alcune delle questioni più importanti che ‘incrociano’ i temi ancora dell’emergenza con quelli delle riorganizzazioni del piano industriale che, imperterrite, stanno proseguendo il loro corso come se il tempo, per BPER, si fosse fermato allo scorso febbraio.

La ricerca di garanzie per i colleghi coinvolti nella chiusure delle filiali avvenute il 22/5 (con il PARADOSSO che si continuano a chiudere sportelli previsti dal piano industriale mentre si dichiara la volontà di acquisirne altri 532), l’istituzione della Banca del tempo solidale che dia qualche possibilità ai colleghi in difficoltà, il corretto inquadramento di figure professionali come gli agenti assicurativi non standard, l’aumento del ticket pasto, il cui importo è fermo ormai da troppi anni, non riconoscendo ai colleghi nemmeno i corrispondenti vantaggi fiscali, hanno visto risposte lontane … OLTRE LE ATTESE (sfiorando la provocazione).

Sull’armonizzazione dei trattamenti per i colleghi provenienti da Unipol Banca il confronto non è nemmeno all’orizzonte.

A fine luglio verranno incorporate Cr Bra e Cr Saluzzo: per l’ennesima volta a meno di un mese dall’operazione non si ha ancora conoscenza di cosa faranno i colleghi coinvolti e di dove lavoreranno. Dalle intenzioni manifestate, BPER vorrebbe inoltre cancellare condizioni contrattuali aziendali conquistate negli anni con danni economici ingenti per tanti colleghi.

Sui temi quali la Task force istituita sui prestiti garantiti MCC, BPER ha scaricato sui colleghi coinvolti, ‘pescati’ un po’ ovunque, un RISCHIO OPERATIVO ENORME: senza formazione e senza i necessari controlli di secondo livello di una struttura centrale, ha dimostrato di inseguire l’emergenza senza alcuna capacità di programmazione.

E ancora per evidenziare quanto BPER tenga, davvero, alle sue persone, al Contact Center di Torino, dopo aver preso impegni tutti disattesi, ha deciso di STRAVOLGERE la vita di tante colleghe e colleghi a part time imponendo loro, con un preavviso di qualche giorno, di fare i turni di lavoro sino a tarda sera.

In sostanza abbiamo dovuto constatare da parte di BPER la totale assenza di sensibilità rispetto ai temi suindicati (sociali, economici e organizzativi).

In attesa del nuovo grande Gruppo BPER che verrà, c’è l’immediata necessità che questa Azienda abbia maggiore considerazione di chi – con il proprio impegno quotidiano, anche durante una pandemia – le ha permesso e continua a permetterle di essere un player importante nel mercato finanziario. Lavoratrici e lavoratori che dedicano anima e corpo a questa banca: quella che sempre meno sentiamo essere la nostra banca!

Valutiamo perciò come assolutamente insufficienti e irricevibili le proposte aziendali sui vari temi.

E’ già in programma una sessione di incontri per i prossimi 29 e 30 giugno: per quei giorni attendiamo risposte vere per provare, insieme, a lavorare per il bene dei colleghi. In assenza di proposte adeguate alle loro aspettative, valuteremo le opportune azioni da intraprendere.

Segreterie di Coordinamento Sindacale del GRUPPO BPER

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

Modena, 25 giugno 2020

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