Deutsche Bank: ‘Il Giornalino’ n.8 – settembre 2020

Buona la prima ma…

La stagione sindacale è già ripartita ed un primo risultato è stato conseguito.

E’ di qualche giorno fa la sottoscrizione dell’atteso accordo che consentirà ai Colleghi di DB di fruire di un riconoscimento economico per l’anno 2019 che andrà a “sostituire” il Premio Aziendale contrattualmente previsto ma pregiudicato dal negativo risultato di bilancio dello scorso esercizio.

Purtroppo è già la seconda volta consecutiva che siamo costretti ad “inseguire” l’Azienda su questo terreno, nel tentativo di far sì che ai Lavoratori, certamente non colpevoli di gestioni in perdita, venga erogato un quantum economico che sia anche segno tangibile dei tanti sforzi profusi nei mesi passati.

Il risultato ottenuto anche in questa tornata è certamente positivo ed è arrivato dopo un confronto serrato che ha visto la Banca mostrarsi fin da subito disposta a parlare ma partendo da posizioni inizialmente del tutto insufficienti e quindi molto lontane da quelle che venivano ritenute dal Sindacato aspettative legittime e giustificate.

Le OO.SS hanno avuto il merito di condurre un confronto molto franco e scevro da tatticismi che ha infine consentito di replicare quasi per intero il risultato dello scorso anno. La soddisfazione per come si è infine giunti ad un’intesa non può far dimenticare che tra qualche mese potremmo trovarci nuovamente in una situazione analoga dal momento che gli andamenti economici di un po’ tutte le aziende di credito stanno subendo gli effetti della difficile congiuntura economica e DB non pare purtroppo in grado di potersi muovere in controtendenza.

Se è vero che ogni cosa va affrontata a suo tempo, è altrettanto doveroso porsi in modo problematico (e propositivo) anche rispetto al futuro. Non sappiamo quindi cosa accadrà ma possiamo già affermare che se i tempi che ci aspettano potranno essere difficili, ognuno dovrà fare la sua parte e non solo metaforicamente. Se vi sarà esigenza di “austerità” essa dovrà essere percepita e praticata da tutte le varie componenti aziendali e non solamente da alcune.

Tanto per non rimanere nel vago, nonostante il secondo bilancio negativo, nel 2019 i compensi dei Manager sono rimasti pressoché identici all’anno precedente e per il 2020 vi è la possibilità che alcune parti delle loro retribuzioni variabili possano raddoppiare.

Senza voler fare gli indovini od i menagrami, è chiaro che se dovessimo entrare in una fase particolarmente delicata (e tre bilanci in rosso di fila potrebbero definirsi come tale), saranno i vertici (ma anche i livelli ad essi prossimi) a dover dare per primi l’esempio e la concreta dimostrazione del loro “attaccamento” all’Azienda.

Lo dovranno palesare anche facendo cessare situazioni diffuse come le missioni ripetute ed incomprensibili di alcuni capi (mentre in altri casi magari si misura al centimetro la trasferta delle persone “normali” per pagare il minimo indispensabile), l’aumento indefinito, la sovrapposizione, la sedimentazione di funzioni ed incarichi dalla dubbia utilità, l’attenzione a taluni benefit aziendali riconosciuti a pochi “privilegiati”, i trasferimenti (od i mancati trasferimenti) cervellotici od inutili che vanno a pesare sulla condizione di vita delle Persone coinvolte ma incidono anche sui costi e potremmo evidentemente continuare.

Come fatto in occasione dell’ultima trattativa, occorrerà quindi parlare chiaro e non perdere tempo e risorse in chissà quale ricerca di “posizionamenti strategici” o di rendite di posizione. A partire evidentemente dalla discussione della ormai famosa “riorganizzazione aziendale”, più volte rinviata e modificata ma che appare adesso veramente prossima e sulla quale si giocherà buona parte del futuro della Banca e soprattutto, per quel che ci riguarda, dei Lavoratori. Sarà un banco di prova importante, forse il più importante da diversi anni a questa parte e sbagliare inizia ad essere un lusso che non ci si può più permettere.

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