DIRITTI IN BANCA

By: Rodolfo_Felici – All Rights Reserved

ROMA – Colpisce la recente vicenda delle cause che i lavoratori fruitori di L.104 hanno dovuto intentare contro Unicredit. Tutto è cominciato con una operazione di insourcing, operazione che ha dimostrato come anche le migliori intenzioni se prive di paletti ben precisi (come nel caso del nostro ultimo CCNL) si trasformino in armi di distruzione nelle mani dell’azienda. Unicredit, non nuova a questi atteggiamenti, ha “sfruttato” l’occasione per cercare di liberare le filiali da personale “a vario titolo problematico”. Quindi, vai con chi contesta le politiche di vendita o non riesce a stare in linea con i risultati, chi è stato colpito da provvedimenti disciplinari, per arrivare a part time, donne, L.104. Tre lavoratori, appellandosi alle prerogative previste dalla L.104, (per ora, ma altri stanno prendendo coraggio) decidono di far valere i loro diritti, ricordati dalla nostra RSA fin dal primo comunicato, e di impugnare il trasferimento disposto senza il loro consenso. Le cause sono vinte, ma questo non pone fine al problema. Unicredit mantiene il suo atteggiamento arrogante e di chiusura! Da tenere presente che non parliamo di professionalità particolari e che delle tre posizioni, due erano disposte a scambiarsi le destinazioni per accettare il trasferimento. Risulta chiaro che, quindi, il vero obiettivo dell’azienda è altro, non ottimizzare le risorse, non evitare esuberi, non riconvertire professionalità. Risulta altrettanto chiaro che, a questo punto, come sindacato bisogna prendere atto di questi reali obiettivi e non delle dichiarazioni sempre più di facciata e, conseguentemente, attivare una conflittualità che sostituisca una concertazione che si trasforma in sudditanza e perdita dei diritti.

IN ALLEGATO LE SENTENZE VINTE DAI LAVORATORI

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