Deutsche Bank: la coperta è corta (in ogni stagione)

12 febbraio 2021

La nostra RSA di Torino ha opportunamente posto all’attenzione dell’Azienda un problema legato alle continue e prolungate richieste di sostituzioni che coinvolgono gli Sportelli della Piazza e quelli della Regione più in generale. Non che si tratti di una situazione nuova od infrequente in Piemonte come altrove … ma questo non solo non costituisce una giustificazione bensì rileva quale aggravante.

L’iniziativa pone in evidenza temi specifici del momento (i pericoli connessi alla mobilità territoriale ed alla “mescolanza dei gruppi”  in tempi di pandemia) ed altri che potremmo ormai definire “evergreen” quali nuove ed endemiche carenze di organico gestite per lo più con criteri emergenziali (anche se di improvviso o di temporaneo a breve termine spesso vi è poco o nulla) ed i potenziali rischi operativi che derivano dal lavoro in contesti non abituali e generalmente in condizione di  “formazione rimaneggiata”. Il fatto che ci si trovi nel mezzo della realizzazione di una riorganizzazione suona come un’osservazione dal valore  assai relativo poiché in questo come in molti altri casi che si registrano regolarmente sulla Rete (e non solo), nulla lascia nitidamente presagire  interventi volti all’ integrazione degli organici e/o al rafforzamento delle realtà coinvolte. In linea generale si punta, tuttalpiù,  a ripartire il disagio tra i Colleghi più che ad affrontarlo  strutturalmente.

Della contingenza, insomma, si tende a prendere atto cercando di andare avanti in qualche modo senza una vera prospettiva  risolutoria delle difficoltà . Tuttavia, ciò non comporta certamente un’attenuazione delle richieste di risultato commerciale  nonostante le oggettive difficoltà, riscontrabili talvolta  nell’ assicurare la semplice apertura alla Clientela di qualche Agenzia. Gli obiettivi vanno consegnati a prescindere, a maggior ragione oggi allorquando il primo trimestre, per usare parole del Management aziendale, “dà sempre il tono a qualsiasi anno, e ciò non è mai stato così vero come per quello in corso”.

Rimane il fatto che la comprensibile aspirazione ad arrivare al risultato dovrebbe accompagnarsi anche allo sforzo di creare adeguate condizioni per il suo raggiungimento. Vivere in perenne rincorsa non ci sembra il viatico migliore.

Tornando alla riorganizzazione, va sottolineato come la Banca si sia formalmente impegnata, pur se con tempistiche piuttosto “comode”, a rimpiazzare  almeno in parte le fuoriuscite di Personale che deriveranno dalle programmate riduzioni di attività, di Sportelli e di Dipendenti a fronte delle quali sono state approntate le procedure per le incentivazioni all’esodo.

Sotto questo aspetto durante la trattativa il Sindacato ha posto con chiarezza il tema della necessità di adeguati interventi partendo dalla situazioni di evidente conclamata criticità. Possiamo quindi senz’altro affermare che sussistono i presupposti affinché si riesca a dare risposte a segnalazioni come quella da cui è partito il nostro ragionamento, sia in termini urgenti che di lungo periodo. In entrambi i casi serve però una ricognizione realistica della situazione ed una precisa intenzione della Banca  a porre basi solide e stabili per presidiare il presente come il futuro.

Su questi aspetti si potrà  “misurare” DB perché la buona volontà e la disponibilità dei  Colleghi non possono essere le opzioni aziendali più “gettonate” o, spesso,  le uniche cui aggrapparsi…

Segreteria Organo di Coordinamento
FISAC/CGIL
GRUPPO DEUTSCHE BANK

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