BANCO DESIO – CHIUSO PER SCARSI PROFITTI

Continua lo stillicidio delle chiusure degli sportelli bancari che lasciano i piccoli paesi della Regione Umbria sguarniti di un servizio essenziale e, soprattutto, di un importante presidio di legalità.

Dopo Preci, Cerreto e altri sportelli del Banco di Desio e della Brianza, situati in piccoli centri dell’Umbria, sarà la volta di La Bruna di Castel Ritaldi, Arrone, Perugia S. Egidio, Riosecco e altri ne seguiranno.

Ci duole dirlo ma come Fisac CGIL l’avevamo ampiamente previsto e preannunciato, esattamente due anni  fa, con un doppio presidio, a Desio e a Spoleto. In quello di Spoleto chiedevamo la salvaguardia dei posti di lavoro della Regione. Un presidio della sola Fisac CGIL , con la presenza della Camera del Lavoro di Perugia  e della CGIL confederale dell’Umbria.

https://www.fisac-cgil.it/84417/bps-banco-desio-mercoledi-10-aprile-presidio-della-fisac-cgil-a-spoleto

Alla protesta seguì un dettagliato resoconto del TG3 dell’Umbria che pose l’accento sulla possibile perdita di posti di lavoro nella regione, ma le istituzioni, sia la Regione che i Comuni, e tutte le altre sigle sindacali del settore o confederali, rimasero in silenzio, avallando di fatto le scelte scellerate che sarebbero state fatte di lì a poco.

Di seguito l’intervista alla Fisac CGIL del Banco Desio:

https://www.youtube.com/watch?v=ezIgDHrp3vs

Le banche continuano nella loro attività di restrizione del numero dei punti di incontro con la clientela, adducendo motivazioni come l’aumentato utilizzo delle tecnologie per interagire da remoto con la propria banca, quando l’unica vera motivazione è la salvaguardia dei livelli di redditività  e di profitto degli investitori.

E’ un fenomeno che riguarda l’intero paese  che comporta il depauperamento di intere regioni e ci chiediamo quale ruolo abbia la Banca d’Italia in questi processi e dove sia finita la sua storica attenzione ai temi del sociale e del territorio.

Ma di fronte al profitto non c’è territorio che tenga, in barba ai proclami e alle enunciazioni di principio di cui queste banche si riempiono la bocca.

Come rappresentanti dei lavoratori vorremmo che anche la Regione dell’Umbria si schieri  al fianco dei sindaci e delle forze sociali rivendicando il suo ruolo di governo dei processi relativi all’assetto economico del territorio di sua pertinenza.

Occorre unità e fermezza da parte di tutti per porsi  a difesa dei servizi essenziali, a difesa delle persone più fragili dal punto di vista dell’utilizzo dei mezzi tecnologici, per scongiurare atteggiamenti predatori verso il territorio e pretendere il rispetto dell’articolo 41 della Costituzione Repubblicana.

FISAC CGIL UMBRIA Banco  Desio

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