“Noi siamo il 25 aprile, il valore della libertà”

“Noi siamo il 25 aprile” nasce dall’esigenza di mantenere viva la memoria di chi ha combattuto per lasciarci in eredità un mondo migliore.

Non si tratta solo di parole, si tratta di vite umane, si tratta di idee, si tratta di passione.

Il nostro secolo è caratterizzato da una perdita di valori, ma questo vuoto può essere l’occasione per riportare in vita e valorizzare i sacrifici delle generazioni precedenti, che guardando al futuro hanno desiderato una libertà vera, fatta di ideali concreti, che trovano espressione nella politica e nella libertà del cittadino.

Diceva Churchill, che “chi non conosce la propria storia è condannato a ripeterla”, per cui conoscere la nostra storia, vuol dire conoscere noi stessi e salvare e valorizzare quanto c’è stato lasciato in eredità…

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Vuoi essere il 25 aprile?

A domanda, risposta.

Io sono il 25 aprile quando onoro la memoria di chi ha creduto che il bene è più forte del male, e con questa idea combatto per le ingiustizie, orgogliosa del fatto che sarà la generazione precedente a goderne e questo mi dà la motivazione per non smettere di sognare.

Io sono il 25 aprile quando sciopero.

Io sono il 25 aprile quando esprimo la mia libertà facendo quello che voglio nel rispetto altrui.

Io sono il 25 aprile quando ho la capacità di dire di no a quello che ostacola la mia felicità.

Io sono il 25 aprile quando conosco la verità dei miei umori e sono libera di esprimerli perché se qualcuno dovesse accusarmi di avere “le mie cose”, io risponderei che una persona vera funziona come la natura, a prescindere dal sesso: le stagioni si alternano come gli umori e chi è sempre uguale è probabile che si stia nascondendo dietro una maschera.

Io sono il 25 aprile quando mi rifiuto di dare il meglio di me a chi pensa che è solo facendomi della violenza che otterrà la mia attenzione.

Io sono il 25 aprile quando lascio andare via le finte certezze, consapevole che se qualcosa o qualcuno mi deruba della mia libertà, ho il dovere di scegliere qualcosa di meglio, anche se incerto, in nome del rispetto di me stessa.

Io sono il 25 aprile quando provano a soffocare la mia dignità, sottovalutando il mio istinto di sopravvivenza, che mi spinge a reagire con tutte le armi che ho addosso e a restare ferma davanti ai maiali, perché lo sanno tutti che i maiali si divertono a sporcarsi nel fango e che è più intelligente lasciarglielo fare da soli.

Io sono il 25 aprile quando trovo nelle donne la bellezza, la forza e l’entusiasmo di chi la vita la crea anziché distruggerla.

Io sono il 25 aprile quando trovo nell’uomo l’intelligenza e la volontà di valorizzare ciò che lo differenzia dalla donna perchè è questo che ci rende indistruttibile: l’amore.

Io sono il 25 aprile quando metto al mondo il mondo.

Io sono il 25 aprile quando so che quello che ci è stato tolto ci verrà ridato con gli interessi ed ho fiducia nel prossimo.

Io sono il 25 aprile quando accetto la solitudine perché preferisco respirare l’odore del mare che quello del detersivo dei piatti e per questo sono disposta a pagare il prezzo della mia libertà.

Io sono il 25 aprile quando guardo negli occhi un bambino appena nato e nell’iride dei suoi occhi trovo il senso della mia esistenza al mondo.

Io sono il 25 aprile perché so che posso vivere diversi ruoli e so che l’uomo mi sostiene in un cammino che per lui è già conosciuto e che per me è faticoso ma con lui accanto è tutto più bello.

Io sono il 25 aprile quando mi tengo stretta il diritto all’aborto perché ho il diritto di disporre liberamente, almeno, del mio corpo.

Io sono il 25 aprile, quando posso interrompere qualsiasi attività lavorativa io stia svolgendo, perché ho il diritto di pregare, a prescindere da quale sia la mia religione, perché ritengo che il tempo dedicato alle attività spirituali sia un tempo necessario e funzionale a far fluire la mia vita.

Io sono il 25 aprile, quando sono atea ma ho amici cristiani, musulmani e buddisti e ci vogliamo bene lo stesso perché parliamo la stessa lingua quando ci vogliamo bene.

Io sono il 25 aprile quando tu maschio, io femmina, noi libertà.

Enrica Crimi – Gruppo Comunicazione FISAC CGIL Bologna

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