Unicredit torna in utile

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Da Repubblica.it – Utile dimezzato, ma ben oltre le attese, per Unicredit nel primo trimestre dell’anno. La società di Piazza Cordusio ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto consolidato di 449 milioni, in calo del 50,9% rispetto ai 914 milioni di un anno prima e contro una perdita di 553 milioni nel quarto trimestre del 2012 (-124 milioni su base normalizzata). Il dato è nettamente superiore alle aspettative del mercato, che erano di un utile netto di 156 milioni.

Al netto delle operazioni di riacquisto (e altre sono da contabilizzare nel secondo trimestre, con una plusvalenza di 258 milioni), precisa la banca, i profitti crescono su base annua del 2,8%. Per Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, il dato “conferma la capacità di migliorare la redditività nonostante il contesto macroeconomico continui a essere ancora molto difficile, soprattutto in Italia”. Sempre al netto delle operazioni di riacquisto, i ricavi consolidati sono in aumento del 5,6% su base trimestrale a 6,08 miliardi, anche questo dato sopra la stima di mercato che era di 5,93 miliardi. Il management ha inciso profondamente sulle spese, anche con la riduzione del personale di 4mila unità su base annua, con un calo dei costi operativi dell’1,8% nel giro di dodici mesi a 3,8 miliardi.

Piazza Cordusio annota che “le iniziative adottate per ridurre i futuri flussi ai crediti deteriorati stanno iniziando a dare i primi risultati”: nel trimestre sono diminuiti del 18,3% rispetto al periodo ottobre-dicembre del 2012. La tendenza al miglioramento riguarda anche l’Italia, per il secondo trimestre consecutivo, spiega Ghizzoni. Le rettifiche nette su crediti sono diminuite del 9,3% su base annua a 1,2 miliardi (da 1,4 miliardi) e sono crollate del 73,3% rispetto ai 4,6 miliardi dell’ultimo trimestre del 2012. A livello patrimoniale, il Core tier1 è pari a marzo 2013 all’11,03%, in crescita di 19 punti base rispetto al dicembre 2012 (10,84%), “in particolare grazie agli utili non distribuiti e alla riduzione dei risk weighted asset (di oltre 4,7 miliardi)”. I coefficienti patrimoniali, si legge ancora nella nota, “considerano già l’accantonamento di un dividendo di 9 centesimi per azione nel 2013, in linea con il dividendo pagato nel 2012”.

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