Lazio: Una mobilitazione permanente contro la guerra e la corsa al riarmo

Lazio: Una mobilitazione permanente contro la guerra e la corsa al riarmo

Dallo sciopero generale del 12 dicembre deve partire una lotta comune all’insegna del nuovo protagonismo dei lavoratori: obiettivo spostare le risorse verso la spesa sociale

Un piano di 800miliardi di euro che destina il 5% del Pil a spese militari, finanziato in deroga al patto di stabilità. Anche la manovra di bilancio del governo Meloni è costruita per accedere al fondo Safe, lo strumento finanziario dell’Ue che offre prestiti a lungo termine per investire nella produzione e acquisizione di armamenti.

Mentre lavoriamo alla riuscita dello sciopero generale dobbiamo essere consapevoli che occorre una mobilitazione permanente contro la guerra e la corsa al riarmo. Crisi economica e guerra commerciale, infatti, sono il portato di un sistema economico che ciclicamente e cinicamente considera la guerra come un mezzo per sostenere la sete di nuovi mercati. In questa ottica, anche nella Cgil è importante esercitare un pensiero critico e rilanciare l’azione sindacale sul piano internazionale.

Un contributo che potremmo fornire come Fisac Cgil consiste nell’accendere i riflettori sul ruolo che i fondi pensione e alcune delle grandi aziende del settore bancario e assicurativo svolgono nell’accompagnare la corsa al riarmo. Esistono segnali evidenti di uno spostamento degli investimenti pubblici e privati, diretti e indiretti, da settori green al settore più remunerativo degli armamenti.

Solo un nuovo protagonismo del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici su scala internazionale, in grado di saldarsi con un movimento globale e pacifista, di cui la Global Sumud Flottilla potrebbe essere stata l’originaria scintilla, potrebbe aprire una nuova prospettiva di pace, solidarietà tra i popoli e giustizia in grado di evitare la guerra e spostare ingenti risorse dagli armamenti alla spesa sociale.

 

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