CAI: Top Employer, siamo diventati maggiorenni!

Con l’età maturano anche le responsabilità

Anche nel 2026 siamo TOP, “Top Employer”!

Questo titolo trionfalistico lo scorso 15 gennaio compariva in una news pubblicata sul portale OnLife e successivamente riportata sulle principali piattaforme social.

Siamo diventati maggiorenni!!! 

Per il 18° anno di fila il nostro istituto ha ottenuto la certificazione “Top Employer” posizionandoci nuovamente nei top 20 della classifica ufficiale. 

La certificazione viene rilasciata dal Top Employer Istitute, ente certificatore globale delle cosiddette eccellenze in ambito HR a livello mondiale valutando principalmente gli ambiti di strategia, organizzazione, ingaggio, sviluppo attrattività e valori con un focus su sostenibilità, diversità e inclusione. 

Fino a qui tutto bene, il nostro istituto sicuramente gode di una ottima immagine sul mercato e questi riconoscimenti non fanno altro che accrescerla.

Tuttavia se ci confrontiamo con la realtà quotidiana le cose cambiano drasticamente.  Dimissioni volontarie, perdita di competenze con conseguente inevitabile crisi della sostenibilità organizzativa.
Sono segnali particolarmente allarmanti, che non possono e non devono essere sottovalutati.

Sono l’altra faccia della medaglia del riconoscimento Top Employer, un riconoscimento fortemente attrattivo sulla carta che a volte non è in grado di trasformare l’immagine in concretezza.
A questo proposito un segnale particolarmente allarmante è rappresentato dal numero crescente e continuo di dimissioni volontarie.

Un fenomeno che, inizialmente circoscritto solamente ad alcune figure e alcuni territori, si sta progressivamente estendendo, coinvolgendo professionalità con elevata esperienza, competenze specialistiche e ruoli chiave per il funzionamento della rete e delle strutture di supporto.
Le dimissioni non possono più essere interpretate esclusivamente come un effetto del mercato del lavoro nemmeno nelle zone più “attrattive”.

Le dimissioni appaiono sempre più legate a carenze organizzative, inefficienze strutturali, ad aspetti economici, a percorsi di carriera/crescita prospettati in fase di assunzione che faticano a materializzarsi o non lo fanno affatto e molto più frequentemente che in passato vengono addotte motivazioni legate al mancato riconoscimento del “work life balance” ovvero la mancata concessione di smart working, riduzione dei par time, mancato avvicinamento ai luoghi di residenza ecc ecc. 

Questa dinamica di perdita di personale con esperienza ha come diretta conseguenza un impoverimento progressivo del capitale umano, con effetti diretti sulla qualità del servizio, sulla tenuta organizzativa dei territori e sulla credibilità complessiva del modello di banca di prossimità, di fatto una cane che si morde la coda.

Altro capitolo che merita attenzione è quello delle pressioni commerciali, dei toni con cui vengono esercitate e del mancato riconoscimento dei risultati raggiunti che non riguarda più solamente la rete/filiali ma sta progressivamente interessando anche altri settori del nostro istituto come il Private o il Mercato Imprese, fino a poco tempo fa esenti visto l’alta specializzazione e particolarità del ruolo.
Per concludere riprendendo il titolo, “siamo diventati maggiorenni” ma con la maggiore età arrivano anche le responsabilità.

Richiamiamo pertanto l’Azienda alla piena coerenza e applicazione dei valori contenuti nella Carta del Rispetto quali sostenibilità, correttezza e centralità delle persone, siano esse cliente o dipendente, affinché possano essere percepiti come elementi reali di governo e non meri riferimenti valoriali senza riscontro concreto nei modelli organizzativi, nei criteri di valutazione e nei percorsi di sviluppo professionale.

La Fisac come organizzazione sindacale da sempre si batte affinchè il rispetto delle regole e delle persone siano alla base dell’operatività quotidiana. 

Chiediamo ai colleghi di segnalarci forzature e comportamenti fuori luogo affinché possano essere ricondotti all’interno delle caratteristiche formali che ci hanno permesso di ricevere il riconoscimento Top Employer per 18 anni.   

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