Il 6 marzo si è svolto un importante momento di confronto, un evento nato dalla sinergia tra due categorie Fisac e Filt, dal titolo “Oltre il divario”.
Il tema affrontato – il gender pay gap – non è un concetto astratto, non è una statistica lontana dalla nostra quotidianità. È una realtà concreta che incide sulle vite delle lavoratrici, sulle loro scelte, sulla loro autonomia economica, sulle loro pensioni future.
Parliamo di salari, ma parliamo anche di realizzazione, di riconoscimento, di opportunità.
Il divario retributivo di genere non nasce solo da differenze contrattuali. Nasce da percorsi di carriera più lenti, da minori accessi ai ruoli apicali, da una distribuzione ancora diseguale dei carichi di cura, da stereotipi che condizionano le scelte organizzative e professionali, ha commentato Elisa Amelio, che per Fisac ha organizzato l’evento.
Come organizzazione sindacale, non possiamo limitarci a osservare il fenomeno.
Dobbiamo interrogarci su come la contrattazione collettiva possa essere uno strumento reale di cambiamento.
Ecco perchè oggi abbiamo messo a confronto due categorie diverse: Fisac, che rappresenta il mondo del credito e delle assicurazioni, e Filt, che rappresenta trasporti e logistica. Settori differenti per struttura, cultura organizzativa e composizione di genere, ma accomunati dalla necessità di garantire equità.
Abbiamo scelto di unire analisi e testimonianze.
Ascoltando le relatrici che ci hanno aiutato a comprendere il quadro normativo e organizzativo. Ma soprattutto ascoltando tre delegate che hanno rappresentato le loro esperienze concrete: esperienze di contrattazione, di difficoltà, di conquiste, di consapevolezza.
Perché il cambiamento parte dai dati, ma si costruisce attraverso le persone.
Il nostro obiettivo non è solo denunciare il problema, ma individuare strumenti sindacali efficaci:
• maggiore trasparenza salariale
• monitoraggio dei differenziali retributivi
• politiche di conciliazione che non penalizzino le donne
• percorsi di crescita realmente accessibili
Questo momento vuole essere l’inizio di un percorso condiviso tra Fisac e Filt. Un percorso che metta la parità salariale al centro dell’azione sindacale.
Perché non c’è giustizia sociale senza giustizia retributiva.
E non c’è piena dignità del lavoro senza parità.
Non esiste emancipazione della donna senza autonomia economica.
“La contrattazione collettiva non può essere chiamata a colmare i vuoti lasciati dalla politica. Assistiamo infatti ad un progressivo indebolimento delle tutele di genere: dal dibattito sul disegno di legge in materia di violenza e stupri, alla cancellazione delle figure delle Consigliere di Parità, fino al mancato recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale.
È un arretramento davanti al quale non rimarremo indifferenti e spazi di approfondimento come quello di oggi, con il contributo essenziale dell’esecutivo donne della Fisac, dinostrano il nostro impegno a reagire. Serve una reazione collettiva: più consapevolezza, più mobilitazione e più pressione affinché i diritti e le tutele delle donne tornino ad essere una priorità nelle scelte legislative e politiche del Paese”, ha dichiarato Alessandra Sacco Segretaria Generale Fisac Venezia.

