Pressioni commerciali senza fine in UniCredit Region Sud


PRESSIONI COMMERCIALI … SENZA FINE

Sono trascorsi soltanto 10 giorni dal precedente comunicato che denunciava PRESSIONI COMMERCIALI e, purtroppo, siamo costretti nuovamente a ritornare in argomento.

La chiusura TAPPA in scadenza il 30 aprile ha, evidentemente, alimentato in maniera ulteriore questo intollerabile fenomeno, che rappresenta il male peggiore della nostra categoria.

Il Management in Unicredit, evidentemente, ritiene che il RISPETTO delle REGOLE sottoscritte sia solo una mera formalità e che ogni limite sia tranquillamente oltrepassabile!

Come veniva denunciato nel precedente comunicato, in nome del “BUDGET” ogni mezzo è ritenuto lecito e, quindi, si continuano a richiedere più volte al giorno risultati commerciali attraverso chat, call, mail per liste di appuntamenti con relativi ndg dei clienti da incontrare e/o per impostare operazioni rotonde di alto valore aggiunto, a prescindere dalla conoscenza delle reali esigenze dei clienti stessi!

Tutto questo accade anche in virtù del fatto che sono stati “calati”, ad inizio anno, incrementi di BUDGET sproporzionati (+20/30% anno su anno), con il risultato che diversi Mercati non riusciranno, ovviamente, a raggiungere l’obiettivo della TAPPA di fine aprile.

Altro elemento che diverse/i colleghe/i ci hanno denunciato in questi giorni — che abbiamo prontamente ribaltato all’Azienda, senza riceverne al momento alcuna risposta! — è che da circa una settimana non vengono più trasmessi i dati della produzione, cosicché nessuno è più in grado di poter valutare quanto mancherebbe per raggiungere l’obiettivo di fine tappa, a differenza di quanto viceversa avveniva regolarmente nelle settimane precedenti.

Riteniamo tale comportamento poco trasparente e irrispettoso nei confronti delle Lavoratrici e dei Lavoratori, che oltre al danno economico — vedi Budget sempre più irraggiungibili — nel fine Tappa ricevono anche la BEFFA di venire “oscurati”.

Se a questo aggiungiamo che vi sono diverse Aree Commerciali in cui il clima lavorativo è da molto tempo negativo, caratterizzate da logiche di gestione delle risorse assolutamente personalizzate e poco meritocratiche, siamo costretti nuovamente a denunciare un malessere lavorativo generale e continuativo cui sono sottoposti le/i colleghe/i, che inevitabilmente sfocia nello stress lavoro-correlato.

Al di là degli altisonanti slogan cui ci ha abituati, chiediamo alla Banca un impegno reale per il benessere nei luoghi di lavoro, a tutela e salvaguardia della salute psicofisica delle Lavoratrici e dei Lavoratori, affinché si possano creare concretamente le condizioni per un ambiente di lavoro produttivo e soddisfacente, come tra l’altro esplicitamente previsto dalle fonti civilistiche — art. 2087 C.C.

27 aprile 2026

I Coordinatori Territoriali UniCredit Region Sud
First Cisl e Fisac Cgil

Pulsante per tornare all'inizio