Il Giornalino Fisac CGIL Deutsche Bank di maggio 2026

Indice


DEUTSCHE BANK: IL CONTRIBUTO DI TUTTE E DI TUTTI VA RICONOSCIUTO!

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da continui momenti di confronto con l’Azienda riguardo diverse tematiche che impattano notevolmente tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.

Aprile si è aperto con l’incontro di verifica sul Premio aziendale relativo all’anno 2025, che verrà erogato in forma monetaria a maggio e per la quota Welfare (in aumento di 110 euro rispetto all’anno precedente) a giugno. Seppur soddisfatti per il raggiungimento dei parametri obiettivo, che testimonia l’impegno quotidiano di tutte e di tutti, riteniamo che ancora molto si possa fare in termini di maggiore redistribuzione della produttività e della redditività aziendale, in linea con le rivendicazioni della piattaforma di rinnovo del nostro CCNL. Alla luce quindi degli utili conseguiti e dei risultati attesi per l’anno in corso, confermiamo fin d’ora il massimo impegno della nostra Organizzazione affinché si garantisca alle lavoratrici e ai lavoratori un riconoscimento equo, in linea con i principali gruppi bancari italiani e coerente rispetto alla remunerazione garantita agli altri stakeholders aziendali.

Le lavoratrici e i lavoratori sono il motore di DB, noi non ce lo dimentichiamo.

Per questo negli ultimi mesi siamo intervenuti più volte, insieme alle altre sigle, (durante gli incontri o in forma scritta) per denunciare la condizione complicata che molte e molti continuano a vivere in azienda. Schiacciati dai carichi operativi e dalle pressioni commerciali, spesso operanti in realtà che vivono importanti carenze di organico, le dipendenti e i dipendenti di Deutsche Bank ci segnalano le difficoltà che vivono quotidianamente, anche nella gestione dell’equilibrio tra vita professionale e privata.

Il work-life balance è al centro quindi delle nostre rivendicazioni: dopo una fase di analisi tecnica che ci ha tenuti impegnati nell’ultimo trimestre dell’anno, stiamo discutendo ora con l’Azienda per dare risposte concrete alle esigenze di tutte e tutti in materia di flessibilità, permessi e sostegno in tema di genitorialità, caregiver e più in generale conciliazione tempi di vita e lavoro. Ci impegniamo ad aggiornarvi prontamente sull’evolversi della trattativa e nel frattempo vi garantiamo il nostro impegno a sollecitare l’Azienda in merito alla necessità che gli organici siano adeguati alle attività richieste.

L’azienda sta evolvendo, l’AI comincia ad affacciarsi e il lavoro cambia: la propria prestazione professionale è quindi sempre più influenzata non solo dai carichi operativi, ma anche dalle nuove competenze richieste dalla Banca. Nella convinzione che è sempre più centrale sviluppare nuove professionalità, le Organizzazioni Sindacali hanno sottoscritto a inizio maggio con DB un accordo in tema di formazione finanziata, accordo che consentirà di erogare corsi (in aula e a distanza) ai colleghi attraverso il finanziamento da parte di FBA, riconfermando la possibilità di fruire della formazione da remoto in modalità smart-learning.

Poiché riteniamo che la formazione è centrale nella vita lavorativa di tutte e di tutti, abbiamo rimarcato la necessità che colleghe e colleghi siano messi in condizione di poter fruire dei corsi, erogati solo in orario di lavoro, in tempi e spazi dedicati. Invitiamo quindi tutte e tutti a segnalarci comportamenti manageriali difformi da quanto previsto.

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ATTIVIAMOCI!: COSTRUIAMO INSIEME IL FUTURO

Si è conclusa negli scorsi giorni “Attiviamoci”, campagna di ascolto e confronto promossa dalla Fisac Cgil Nazionale tra la Segretaria generale Susy Esposito, accompagnata dal Segretario organizzativo Cristiano Hoffman, con tutte le Rsa, le Segreterie di Coordinamento e i gruppi dirigenti nei territori.

La scelta della Segreteria Nazionale è stata molto apprezzata: diversi sono stati gli interventi delle nostre RSA e dirigenti nei vari territori del Paese, durante i quali abbiamo raccontato a colleghe e colleghi degli altri gruppi bancari e assicurativi il lavoro che stiamo facendo come Fisac DB e i risultati ottenuti anche attraverso progetti di proselitismo presentati.

Le trasformazioni in atto nel nostro settore ci spingono sempre maggiormente a radicarci e rinnovarci, la nostra forza è saper partire dai bisogni concreti. Siamo certi che la nostra coesione, competenza e lavoro di squadra ci permetteranno di affrontare le sfide future, coinvolgendo generazioni diverse e condizioni di lavoro differenti. Noi siamo della Fisac CGIL Deutsche Bank: i nostri valori e l’orgoglio di appartenenza ci aiuteranno a costruire insieme la risposta alle sfide del settore, dei territori e aziendali.

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PIATTAFORMA DI RINNOVO DEL NOSTRO CONTRATTO NAZIONALE: LE PERSONE PRIMA DI TUTTO!

I segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Susy Esposito, Fulvio Furlan ed Emilio Contrasto, hanno approvato lo scorso aprile la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore bancario, che sarà ora sottoposta al nostro voto.

Condividiamo di seguito la riflessione della nostra Segretaria Generale Susy Esposito, invitandovi con forza a partecipare alle assemblee unitarie che verranno organizzate in tutto il Paese:

“I bancari non chiedono soltanto un rinnovo contrattuale con una giusta rivendicazione salariale: chiedono rispetto, dignità e futuro. Con la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto nazionale del credito affermiamo una scelta chiara: rimettere al centro la persona, il lavoro e il suo valore sociale. In un settore attraversato da profonde trasformazioni, dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale, non accetteremo che il cambiamento venga scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori, né che il lavoro sia ridotto a un costo da comprimere o a una funzione da piegare alle logiche degli algoritmi. Per noi il lavoro resta uno strumento di emancipazione, di dignità e di cittadinanza.

Questa piattaforma, infatti, non parla soltanto di contratto. Parla di qualità del lavoro, di salute, di tempi di vita, di formazione, di inclusione, di contrasto alle pressioni commerciali e di una diversa idea di banca: più giusta, più responsabile, più vicina alle persone e ai territori.

Vogliamo un contratto capace di governare il cambiamento e non di subirlo. Un contratto che abbia uno sguardo lungo, perché il prossimo triennio si annuncia tutt’altro che neutro e potrà essere segnato da nuove tensioni economiche e sociali a livello globale, con effetti che rischiano di pesare ancora una volta sul potere d’acquisto e sulle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Proprio per questo, mettere oggi al centro la persona significa costruire tutele più forti anche per il futuro. In questa cornice si colloca anche la richiesta economica, pari a 518 euro medi nel triennio: una rivendicazione che non è solo salariale, ma una risposta concreta alla necessità di difendere il potere d’acquisto e dare valore al lavoro.

Serve un contratto che riaffermi il valore della contrattazione collettiva e con essa il ruolo primario e ineludibile delle lavoratrici e dei lavoratori. Un contratto che dica con chiarezza che l’innovazione ha senso solo se produce più diritti, più tutele e più qualità del lavoro.

Ora questa piattaforma dovrà passare al vaglio della nostra Assemblea generale e poi essere sottoposta al giudizio delle lavoratrici e dei lavoratori. A loro chiederemo di sostenerla, perché nasce dall’ascolto, dal confronto e dal radicamento del sindacato nei luoghi di lavoro: è lì che prendono forma le rivendicazioni vere, ed è da lì che deve venire la forza per sostenerle”.

Di seguito riportiamo il QR per consultare la pagina FISAC dedicata alla piattaforma, ci vediamo tutte e tutti in assemblea!

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IO FIRMO: RACCOLTA FIRME PER SANITA’ E APPALTI

Il 15 e 16 maggiol ha preso avvio la campagna di raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare, promosse dalla CGIL e da un vasto numero di organizzazioni e associazioni della società civile, dedicate ai temi della sanità pubblica e degli appalti.

Sarà possibile firmare non solo presso i banchetti organizzati in tutte le città del Paese, ma anche sottoscrivere le proposte online (con SPID/CIE) seguendo queste semplici istruzioni :

Firmiamo per IL DIRITTO ALLA SALUTE, per:

  • rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale e valorizzare il lavoro;
  • garantire al SSN risorse adeguate (fissando un limite minimo al finanziamento del SSN pari al 7,5% del PIL);
  • valorizzare il lavoro e la contrattazione per aumentare la retribuzione del personale del SSN, dando mandato a Regioni e P.A. di procedere al reclutamento del personale sanitario, in particolar modo infermieristico;
  • assicurare lo sviluppo omogeneo dell’assistenza territoriale;
  • garantire assistenza e cure domiciliari alla popolazione anziana e a chi non è auto sufficiente;
  • potenziare i consultori familiari;
  • assistere chi soffre di disturbi mentali e chi ha problemi legati all’uso non controllato di sostanze.

STESSO LAVORO, STESSO CONTRATTO, firmiamo per:

  • garantire lo stesso salario e gli stessi diritti a chi fa lo stesso lavoro, tutelando il lavoratore in appalto e in subappalto;
  • tutelare i lavoratori autonomi, al fine di interrompere lo sfruttamento delle false partite IVA;
  • pretendere più responsabilità dei committenti (anche pubblici) su salari e diritti, su salute e sicurezza;
  • per limitare le catene dei subappalti.

FIRMIAMO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

CLICCA QUI PER FIRMARE

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COME SEMPRE

Chiudiamo questo numero con un nuovo brano (che fa molto riflettere sul tema delle pari opportunità) del collega Nicola Iuppariello, che ringraziamo sentitamente per il costante impegno. Invitiamo come sempre tutte e tutti ad inviarci contributi o idee per i prossimi numeri!

«Giulia, ho chiamato Mario, oggi ti porta lui al doposcuola».

«Claudio, io e Luca scendiamo. Lo accompagno a scuola e all’uscita passo a riprenderlo. Mi raccomando, tu non dimenticare di andare a prendere Giulia».

«Ok», le rispose il marito frettolosamente mentre si preparava anche lui per andare al lavoro.

«Luca, hai messo la sciarpa e il cappello? Bene».

«In ufficio arrivò puntuale, come al solito. Si mise al lavoro con curiosità per quella nuova attività che sarebbe partita di lì a pochi giorni. Ne sapeva poco, in verità quasi nulla, solo che qualcuno sarebbe stato convocato per iniziare quel progetto di cui si parlava da tempo e per il quale si era proposta. Il rumore dei tasti riempiva l’ufficio, ma sotto quella routine c’era un sottile fermento.

Tutti, come lei, attendevano notizie più precise su ciò che sarebbe cambiato nella divisione.

Nelle pause, durante gli ultimi giorni, sottovoce si scambiavano pareri e ipotesi sulle trasformazioni in arrivo, ma nessuna voce ufficiale aveva dato anticipazioni né riconosceva il peso di quell’attesa.

Guido, accanto a lei, fu chiamato dal capo. Quando entrò, chiuse la porta. La gola le si strinse e sentì il viso accaldarsi, cercò di contenersi e si innervosì cercando di non far trasparire quell’emozione.

Dopo alcuni minuti Guido uscì e si sedette di nuovo accanto a lei, visibilmente soddisfatto.

«Guido, novità?»

«Sì, inizieremo la settimana prossima quel nuovo progetto».

«Ah… bene».

Le guance si infiammarono e questa volta pensò che fosse impossibile che lui non se accorgesse.

«Auguri», gli disse senza guardarlo negli occhi, mentre si alzava per andare in bagno.

Una pausa breve, una lavata di faccia. Tornando alla scrivania decise di andare dal capo.

«È permesso?»

«Prego, avanti».

«Ho saputo del progetto, mi dispiace che anche questa volta…»

«Sì, capisco, ma sai…»

La mente tornò a qualche anno prima, alla nascita di Luca e Giulia, alle difficoltà vissute dopo il parto, alla morte improvvisa del padre, rimasto solo da pochi mesi. Ai sacrifici fatti per tornare operativa in un contesto cambiato drasticamente. Alla volontà di rimettersi in gioco. Al fatto che aveva sempre trovato la forza per dimostrare che voleva essere presente. Gli impegni familiari non le avevano tolto la lucidità nel lavoro. Era dedita a ciò che faceva e portava con sé la speranza di vedere riconosciuto quel merito, che credeva di non aver mai smesso di dimostrare. Eppure, in oltre dieci anni, un solo adeguamento economico automatico era tutto ciò che aveva ricevuto.

«…nonostante questo io so bene che tu svolgi seriamente il tuo lavoro…», stava continuando il capo.

Avrebbe potuto almeno obiettare che il suo carico, nonostante le ore in meno, fosse pressoché identico a quello di tutti gli altri e che in meno tempo si ritrovava spesso a lavorare quanto o più di loro, ma quando lo interruppe gli disse solo: «Sì, sì, lo so, è chiaro».

Sì, ormai lo sapeva bene: non poteva aspettarsi le stesse gratifiche, né la stessa crescita, di chi lavorava a tempo pieno. Tornò alla scrivania. Guardò lo schermo bloccato del monitor. Scrisse un messaggio a Claudio per dirgli che non era stata inclusa nel nuovo progetto e, mentre lo faceva, trattenne una lacrima che premeva per uscire. Cercò di restare composta, ma gli occhi cedettero e fu costretta a voltarsi.

Non era la sola. Ogni richiesta di spazio per la vita fuori dall’ufficio finiva sotto lo stesso metro di giudizio. Il capo continuava a ripetere che le regole erano uguali per tutti e che il lavoro fatto in passato non era garanzia di riconoscimenti futuri. Lo diceva senza esitazioni. Eppure, tra quelle scrivanie, quell’uguaglianza non trovava riscontro. Restava una formula che favoriva chi non doveva definire le priorità. Sbloccò il computer, cercò la procedura per rinnovare la richiesta di part time e poi si rimise al lavoro.

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