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INCONTRO SEMESTRALE DR MILANO – LOMBARDIA OVEST: I NUMERI NON MENTONO
In data 14 maggio 2026, tra la delegazione aziendale e le OO.SS alla presenza del Direttore Regionale, della Responsabile HR e dei rappresentanti delle Relazioni Industriali si è tenuto l’incontro semestrale (come previsto dall’Art 15 del vigente CCNL) dove sono state affrontate problematiche relative agli organici, assunzioni e dimissioni, ritmi e carichi di lavoro, organizzazione del lavoro, e condizioni igienico-ambientali dove il lavoro si svolge.
Dopo la presentazione dell’andamento dei dati commerciali da parte del DR, la riunione è entrata nel vivo.
Durante l’incontro sono emerse tutte le problematiche che l’azienda continua ad ignorare.
I NUMERI NON MENTONO
Infatti dagli stessi fornitici dall’azienda possiamo vedere che nel corso del 2025 le risorse della DR sono diminuite di 39 unità (39!!!) che se le raffrontiamo con l’organico al 31/12/2023 il calo si attesta addirittura a 97 risorse…97 risorse in meno in due anni!!!.
Ma non è finita qui.
In aggiunta a quanto sopra da gennaio, 13 colleghi, hanno scelto di proseguire la propria carriera professionale presso altri datori di lavoro creando un ulteriore “buco” in termini non solo di numeriche ma soprattutto di professionalità, essendo prevalentemente persone di esperienza che, vista l’attuale organizzazione del lavoro, hanno preferito andare altrove.
Poco contano le 11 assunzioni perfezionate ad oggi, di cui 5 esperienziati, se consideriamo che a breve usciranno altri 15 colleghi in esodo al 07/2026 e altri 19 fra un anno….
E siamo alle porte del periodo estivo dove già in condizioni normali siamo in difficoltà.
Servono assunzioni, che coprano non solo i futuri esodandi, come da accordo sindacale, ma anche le molteplici dimissioni volontarie, oltre che per ripristinare il corretto assetto dei punti vendita.
I numeri non sono mere statistiche, dietro ci sono le persone che restano e che devono “fare” e “recuperare” anche per chi esce o si è dimesso.
Il tutto si traduce in colleghi in meno nella rete commerciale, portafogli più pesanti, meno tempo e carichi di lavoro estenuanti.
Il tutto viene reso ancora più difficile da progetti che avanzano, con procedure che ancora non agevolano il lavoro.
Progetti che puntualmente iniziano nel periodo estivo a ridosso di un esodo, con piani ferie già approvati, e le uniche soluzioni che vengono pensate almeno per l’estate, oltre all’impegno dei colleghi, è quella di chiudere le filiali e ridurre eventuali servizi.
Lo scenario descritto in precedenza non è più solo una questione organizzativa. Diventa una questione di qualità e sicurezza del lavoro nonché di qualità della vita e salute dei colleghi.
L’azienda si stupisce poi se dall’indagine di clima emerge che molti colleghi non raccomandano Credit Agricole Italia a parenti, amici e conoscenti come un buon posto dove lavorare.
POI C’E’ IL “PROGETTO CASHLESS”
Di sicuro il farraginoso e approssimativo progetto “cashless” che ha visto proprio la nostra DR come pilota non ha fatto altro che complicare le cose.
Un progetto frettoloso, incompleto, mal organizzato, nato male in fase pilota, portato avanti guarda caso solo dalla buona volontà dei colleghi coinvolti che senza correttivi efficaci, vista la volontà di estenderlo a buona parte del territorio nazionale, non potrà che confermare nel breve periodo tutte le problematiche fino ad oggi riscontrate.
Non si tratta solo di evoluzione del modello distributivo, del mondo che cambia o della necessità di adeguarsi a logiche di mercato, qui il punto è come viene gestito l’insieme.
Ad oggi noi vediamo solo più operatività, più complessità ma anche meno supporto da parte delle funzioni centrali con il rischio che ciò si traduca in meno qualità del proprio tempo lavorativo, minor qualità del lavoro svolto e di conseguenza maggior rischio di errori o di contestazioni da parte delle funzioni di audit e dei clienti.
Permangono problemi irrisolti, come l’accoglienza dei clienti, il loro ascolto, il caricamento dei bancomat (che avviene ancora troppo spesso durante la pausa pranzo), la gestione delle cambiali, della moneta, i pignoramenti su cui ci è stata riferito che l’azienda sta lavorando per trovare soluzioni anche attraverso tavoli d’ascolto e focus group… forse sarebbe stato opportuno farlo prima di avviare progetti di tale portata che, come detto poco sopra, stanno andando avanti solo grazie alla buona volontà e senso di abnegazione dei colleghi.
È stato detto chiaramente all’Azienda: “è impossibile chiedere di correre più veloce a chi è già al limite!”
ED INOLTRE LE IMMANCABILI PRESSIONI COMMERCIALI
Dulcis in fundo arrivano le immancabili pressioni commerciali fatte quotidianamente, anche più volte al giorno dai soliti noti, che trincerandosi dietro ruoli di coordinamento commerciale, spesso per raggiungere i risultati si spingono oltre il consentito con intimidazioni e minacce occupazionali (“…il budget è un obbligo non un opzione”, “..se non raggiungi il risultato potresti essere spostata/o”, “..il mercato del lavoro è aperto, ma non pensate che fuori si sta meglio che in Credit Agricole”). Sul contenimento di tali minacce, anche in ottemperanza agli accordi sindacali vigenti, la Direzione Regionale si è impegnata attivamente chiedendoci di segnalare chi non rispetta le regole, impegnandosi nel contempo per il contenimento delle inutili duplicazioni di call e riunioni commerciali…impegni che monitoreremo con attenzione anche grazie alle vostre preziose segnalazioni!
INFINE LE CONDIZIONI IGIENICO SANITARIE E DI SICUREZZA DEGLI IMMOBILI
Le pulizie stanno diventando un miraggio, la loro efficacia e qualità ancora peggio.
Purtroppo il contenimento dei costi mal si concilia con la qualità del lavoro. Non è possibile pensare che riducendo la periodicità delle pulizie o il tempo dedicato ad esse il risultato si mantenga uguale. Troppe sono state le lamentele di ambienti sporchi, di cestini non svuotati ma soprattutto di scarsa qualità dell’igiene dei bagni fino ad arrivare addirittura alla mancanza di carta igienica….che dire?!
Peraltro siamo alle porte del periodo estivo e non sarà difficile immaginare che anche quest’anno le manutenzioni degli impianti saranno estremante farraginose con condizionatori fermi (come già successo per i riscaldamenti in periodo invernale) spesso in attesa di pezzi di ricambio che tardano ad arrivare e che a volte nel corso della stagione non arrivano proprio.
Una banca – di nuovo volutamente in minuscolo – come la nostra dagli utili milionari, sempre sui social media non può pensare che per i dipendenti questi siano aspetti secondari.
Chissà se anche negli uffici della dirigenza le condizioni sono le stesse????
Il posto in cui lavoriamo ogni giorno è parte del nostro lavoro e della nostra vita e deve essere chiaro che lavorare in condizioni non adeguate significa aggiungere disagio a fatica.
Anche qui non servono parole, non servono sopralluoghi e ticket infiniti… serve intervenire, e serve farlo subito!!!!
Chiediamo a tutti i lavoratori e lavoratrici di inviare segnalazioni, di fare emergere le criticità, le Organizzazioni Sindacali valuteranno tutte le iniziative necessarie per la Vostra tutela
Ricordiamo infine la corretta e puntuale applicazione della normativa vigente, poiché l’azienda non valuterà il tempo risparmiato ma solamente l’eventuale errore commesso, ogni operazione va effettuata correttamente e con il tempo che necessita.
Se il tempo finisce il budget aspetterà!
Le RSA della DR Milano Lombardia ovest di Crédit Agricole Italia
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN




