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Stanno tutti bene? Davvero?
Mercoledì 15 luglio, come Coordinatori Territoriali, abbiamo incontrato i referenti P&C Trade Union della Region Lombardia. L’impressione è stata quella di rivivere il film “Stanno tutti bene” di Giuseppe Tornatore: il protagonista, convinto che i propri figli siano realizzati e sereni, scopre invece una realtà ben diversa da quella che gli era stata raccontata.
Anche per l’Azienda sembra valere lo stesso copione: “Stanno tutti bene”. Peccato che la realtà vissuta quotidianamente dalle lavoratrici e dai lavoratori racconti tutt’altra storia.
Dati sugli organici parziali e incompleti
Durante l’incontro ci sono stati illustrati i dati relativi agli organici della Lombardia del secondo semestre 2025, comprensivi anche degli uffici di Direzione e Holding insistenti sulla Lombardia, come da noi richiesto. Dati che abbiamo contestato perché parziali, incompleti e costruiti in modo tale da non rappresentare fedelmente la situazione reale.
Non è possibile parlare seriamente di andamento degli organici senza fornire il numero dei trasferimenti ad altre Region e degli accessi al garden leave: limitarsi alle sole cessazioni significa offrire una fotografia non fedele della realtà.
Formazione online e smart learning
Allo stesso modo, indicare le ore di formazione online senza distinguere quelle effettivamente fruite tramite lo strumento dello smart learning restituisce un quadro incompleto e poco trasparente.
Ancora una volta l’Azienda ha preferito presentare numeri che attenuano le criticità invece di affrontarle. Ma i dati, se selezionati o letti in modo parziale, non risolvono i problemi: li nascondono.
Una carenza di organici ormai strutturale
La realtà che vivono ogni giorno le colleghe e i colleghi di UniCredit è fatta di una cronica e ormai strutturale carenza di organici, che continua a essere ignorata nonostante le nostre ripetute segnalazioni.
A questa situazione non corrisponde alcuna reale diminuzione delle attività; al contrario, aumentano costantemente le richieste commerciali, con campagne continue, “salottini”, open day e iniziative che scaricano ulteriore pressione sulla rete.
Le conseguenze dell’ultimo piano di esodo
A tutto questo si aggiunge la gestione delle uscite dell’ultimo piano di esodo: fuoriuscite immediate che l’Azienda ha scelto di realizzare senza predisporre un’adeguata organizzazione dei passaggi di consegne, senza garantire la continuità operativa, senza considerare l’impatto sui piani ferie e sullo smaltimento delle attività in corso.
Una scelta organizzativa di cui oggi pagano il prezzo esclusivamente le lavoratrici e i lavoratori rimasti in servizio.
Carichi di lavoro e stress nelle strutture operative
Tutto ciò non soltanto nelle filiali della banca, ma anche negli uffici interni di Region e in quelli di Direzione, subissati da continue richieste di incremento della produttività (= maggior numero di pratiche in minor tempo), che determinano un incremento dei carichi di lavoro al limite del sopportabile con peggioramento dello stress lavoro correlato.
La distanza tra il racconto aziendale e la realtà
Di fronte a questo scenario, continuiamo a registrare una distanza preoccupante tra il racconto aziendale e ciò che accade realmente nelle filiali e nelle strutture operative.
Alle criticità che denunciamo da tempo non seguono risposte concrete, ma rappresentazioni rassicuranti che non trovano alcun riscontro nell’esperienza quotidiana delle persone.
Richiesto un nuovo incontro dopo l’estate
Per questo abbiamo chiesto un nuovo incontro dopo l’estate per verificare i dati del primo semestre 2026, monitorare l’andamento delle assunzioni nella nostra Region e pretendere risposte puntuali su tutte le criticità ancora aperte.
L’Azienda non può continuare a limitarsi a rappresentare una realtà che esiste solo nelle proprie slide.
«Si possono ingannare tutti per un po’ di tempo, o qualcuno per sempre; ma non si può pensare di ingannare chi vive ogni giorno sulla propria pelle la realtà dei fatti».
Abraham Lincoln
È il momento di assumersi le proprie responsabilità
È il momento di assumersi la responsabilità delle proprie scelte organizzative e delle loro conseguenze, riconoscendo finalmente le condizioni in cui lavoratrici e lavoratori operano ogni giorno.
Perché, per quanto l’Azienda continui a ripetere il contrario, non stanno tutti bene.
Milano, 24/07/26
Coordinatori Territoriali UniCredit S.p.A. Region Lombardia
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin




