Crédit Agricole DR Sicilia: Una grande banca tutta… vuota!

(A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA SPESSO CI SI INDOVINA)

E’ noto a tutti che l’accordo firmato il 7 novembre 2025 sul fondo di solidarietà doveva servire a realizzare un reale ricambio generazionale.  Ad oggi, però, di quel ricambio non si vede traccia, nonostante le OO.SS. già negli ultimi incontri semestrali abbiano segnalato sia la generalizzata carenza di organici che la necessità di favorire tempestivamente l’inserimento del nuovo personale.

L’unica certezza, purtroppo, è che la Sicilia ha subito una riduzione netta di 23 unità lavorative. A queste uscite del 1° luglio, si aggiungono oggi le assenze contingenti del periodo delle ferie estive, costringendo l’intera rete a gestire la quotidianità come una continua emergenza.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Riceviamo ogni giorno segnalazioni di filiali che non riescono ad aprire per mancanza di personale. Si va avanti alla giornata, con spostamenti continui di colleghe e colleghi. In molti casi si impongono trasferte che arrivano a superare i 100 chilometri!

A causa della carenza di risorse, costrette a tamponare troppe emergenze su troppi fronti contemporaneamente, si arriva anche alla chiusura del servizio di cassa e, in qualche caso, ci risulta, alla mancata apertura delle stesse filiali cashless per più giorni consecutivi. Sui lavoratori si scaricano disservizi oltre alle solite incessanti pressioni commerciali. Lo stress psicofisico è oramai insostenibile. È diventato impossibile mantenere persino gli adeguati standard di sicurezza nei locali.

Una narrazione assurda per un territorio dove ci era stato assicurato che non avremmo più visto filiali con sole tre risorse e dove oggi si presenta il progetto cashless come la panacea di tutti i mali.

Sappiamo bene che togliere la cassa fisica non alleggerisce i carichi di lavoro o le quotidiane incombenze tecnico amministrative: è solo l’ennesimo espediente per tagliare gli organici. La conseguenza di tutto ciò è esporre i colleghi a gravissimi rischi su operatività, salute e sicurezza oltre che alle continue lamentele e contestazioni dei clienti e degli Enti “serviti”.

A tal proposito, ribadiamo anche in questa sede che l’eventuale mancato rispetto delle regole dettate dalla normativa interna può esporre a provvedimenti disciplinari. Viceversa, il mancato raggiungimento degli obiettivi commerciali, correlato alle carenze di organico, di certo NO!

Assistiamo quotidianamente allo spettacolo desolante e indecoroso di agenzie chiuse a singhiozzo o peggio aperte con una o due unità.  Questo fenomeno impatta sia piazze storiche, quali i capoluoghi di provincia, che importanti centri turistici dove viene messa a rischio l’immagine stessa della banca.

E’ una desertificazione strisciante che va a sommarsi alle oltre trenta chiusure di punti vendita avvenute subito dopo l’avvento di CAI in Sicilia!

Per queste ragioni, e per le tante altre che non trovano soluzione e che necessitano di essere affrontate e, soprattutto, risolte, avevamo chiesto un incontro urgente ai vertici aziendali e al DR Sicilia. La risposta è stata un muro. La richiesta è stata respinta, rimandando il confronto all’incontro semestrale con un burocratico “la materia è oggetto di CCNL art. 15”.

Si tratta di una risposta formale che non risolve i problemi concreti e non rispecchia lo spirito di costruttivo confronto che dovrebbe governare le relazioni sindacali.

Le OO.SS. territoriali siciliane non intendono fare passare sotto silenzio tale situazione ma faranno valere nelle opportune sedi le ragioni dei colleghi. L’emergenza organici in Sicilia è reale, tocca la pelle delle lavoratrici e dei lavoratori e richiede risposte immediate e non più rinviabili!

LE DELEGAZIONI SINDACALI DELLA DR SICILIA
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN

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