Desertificazione bancaria in Umbria: oltre metà dei comuni rischia di perdere la banca

Sempre più comuni senza banca: l’allarme cresce in Umbria

La desertificazione bancaria continua ad avanzare anche in Umbria. Se il ritmo delle chiusure degli sportelli dovesse proseguire come negli ultimi anni, 56 comuni umbri, pari al 60% del totale, potrebbero rimanere completamente privi di una filiale bancaria.

Un protocollo per difendere cittadini, imprese e aree interne

Per contrastare la progressiva scomparsa dei servizi bancari, la Regione Umbria, insieme ad ANCI Umbria e alle organizzazioni sindacali del settore del credito (Fabi, First Cisl, Fisac CGIL, Uilca e Unisin), ha sottoscritto un accordo finalizzato a monitorare il fenomeno e individuare possibili interventi.

L’obiettivo è salvaguardare il tessuto economico e sociale, con particolare attenzione ai piccoli comuni e alle aree interne, dove la chiusura degli sportelli rischia di accentuare isolamento, difficoltà di accesso ai servizi finanziari e minori opportunità di sviluppo.

Il protocollo sottolinea inoltre la necessità di garantire a famiglie e imprese un accesso efficace al credito e ai servizi bancari, evitando che intere comunità restino prive di un presidio essenziale.

Province umbre in posizione critica nella classifica nazionale

La situazione dell’Umbria appare già oggi particolarmente delicata.

Attualmente circa un comune umbro su tre non dispone più di alcuno sportello bancario. Questo significa che oltre 53.000 cittadini vivono già in territori completamente privi di una filiale, con un incremento di circa 5.000 persone nell’ultimo anno, pari a una crescita del 10%.

Quattro anni di monitoraggio e confronto con il sistema bancario

Il protocollo avrà una durata di quattro anni e prevede una collaborazione stabile tra istituzioni e parti sociali per seguire l’evoluzione del fenomeno.

L’obiettivo sarà monitorare costantemente la riduzione degli sportelli, promuovere il dialogo con gli istituti di credito e individuare soluzioni in grado di preservare i servizi bancari nei territori maggiormente esposti.

Per la Regione Umbria, infatti, la desertificazione bancaria non rappresenta soltanto un problema di accesso ai servizi finanziari, ma una questione che incide direttamente sulla coesione sociale, sullo sviluppo economico e sulla capacità di mantenere vivi i territori più periferici.

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